GarganoManfredonia
Replica dell'autore del servizio "Parchi in gioco"

Replica Casalini (Report) a Pecorella “Fatte delle scelte per il servizio”

"Purtroppo non era una puntata esclusivamente dedicata al Parco del Gargano e sono state fatte delle scelte per poter parlare anche di altre realtà italiane, ma non è escluso che si possa tornare ad affrontarli"

Di:

Roma. ”Gentile redazione, sono Emilio Casalini autore del servizio di Report sui parchi italiani. Ho letto l’articolo pubblicato sulla vostra testata in cui il dott. Pecorella contestava vividamente i contenuti della trasmissione. Vi chiedo cortesemente di pubblicare la nostra risposta alle accuse rivolteci attraverso le vostre colonne.

*Premessa*.
Lo scopo di un’inchiesta giornalistica non è certo quello di infangare un territorio nè tantomeno una persona ma di approfondire criticità e cause delle stesse. Per la narrazione delle bellezze del Gargano ci sono anche altre trasmissioni televisive che giustamente le raccontano. Non è certo un atto di sfregio quanto un atto di amore verso il territorio, quello si
sfregiato. Ed è singolare che ci si indigni più per la denuncia che per il problema.

*Abusivismo.*
Su impulso del procuratore di Foggia, Leonardo Leone de Castris, nel 2015 divenne operativo all’interno della Procura di Foggia, un ufficio demolizioni con due magistrati, agenti della Polizia Municipale e del Corpo Forestale dello Stato. Questo potente cambio di scenario portò alla firma del protocollo d’intesa tra Procura, comuni ed Ente Parco oltre all’inizio delle benemerite attività di demolizione che l’Ente Parco ha finanziato con i fondi che il ministero aveva stanziato. Stiamo parlando di sentenze passate in giudicato per abusi edilizi di decenni fa (basti pensare che proprio recentemente è stato abbattuto un edificio su cui gravava una sentenza di condanna risalente al 1995!) e di un’azione avviata dalla volontà della Procura di Foggia a cui il Parco ha sostanzialmente e doverosamente fornito i mezzi economici che il ministero gli aveva affidato proprio per questo scopo.

Nel frattempo però l’attività di edilizia abusiva non si è fermata e ha prodotto un proliferare di nuove abitazioni come abbiamo documentato nel servizio. In una situazione così grave, che è davanti agli occhi di tutti e che anche il dott. Pecorella, (che ringrazio per la solidarietà espressa in occasione delle intimidazioni) dovrebbe conoscere vista la sua città d’origine e l’attività politica in sede al consiglio comunale di Manfredonia, abbiamo ritenuto doveroso segnalare anche i poteri autonomi di cui dispone l’Ente Parco. In primis quello delle ordinanze per il ripristino dello stato dei luoghi dove si verifichino violazioni e successivamente, qualora questo non avvenisse, con l’esecuzione materiale degli abbattimenti in conto dei trasgressori. Pensiamo siano azioni importanti per dare l’esempio, dare un segnale al territorio e far capire che chi costruisce abusivamente non ha vita facile. Pur avendole richieste, siamo ancora in attesa dell’elenco di ordinanze emesse dall’Ente Parco su recenti casi di abusivismo edilizio.

*Centri visita.*
Per quanto riguarda l’Oasi Lago Salso e relativi vuoti di memoria, è un po difficile capire come il dott. Pecorella possa attribuire ad altri la gestione di una società in cui l’Ente Parco è detentore del 96% delle azioni e di cui lui è il presidente dopo esserne stato il vicepresidente dal 2011. Per entrare poi nel merito della vicenda, è difficile conciliare la visione radiosa del presidente con la delusione che si dipinge sui volti dei viaggiatori che quotidianamente arrivano davanti ai cancelli sbarrati, agli alloggi che dal 2015 aspettano di essere utilizzati, al senso di abbandono che inizia dalle cataste di oggetti accumulati nel retro del ristorante. Se, di fronte a tali strutture e le potenzialità che offrono si è pienamente soddisfatti per alcune scolaresche in visita, direi che siamo ben lontani da un concetto di turismo sostenibile con tutte le ricadute che offre in termini economici ed occupazionali per il territorio. Su altri centri visita completamente chiusi come quello di Torre Mileto, invece il discorso si sposta sulle scelte di natura politica dato che il dott. Pecorella ha ribadito che il Parco non deve “surrettiziamente finanziare il centro visita per mantenersi in piedi”. Questa parola sta ad indicare un’azione ambigua, nascosta. Mentre per altri parchi il centro visita è uno dei principali investimenti economici, trasparenti ed anzi rivendicati, perché da lì inizia il percorso di introduzione al parco di un viaggiatore e per questa importanza strategica vanno sostenuti.

Qui si inserisce il *paragone con **le Cinque Terre*, dove è evidente la grande differenza tra i volumi del parco ligure e quello pugliese. Il confronto indiretto non è tanto sulla ricaduta economica del turismo o sulle performance di bilancio (che comunque sono imponenti visto che, grazie alle scelte operate, l’Ente Parco delle 5 Terre riesce a quadruplicare quanto lo Stato gli consegna), quanto sulle differenti decisioni che vengono fatte su dove investire i soldi. Decisioni che valgono indipendentemente dalle dimensioni.

*Sentieri*.
Lo stesso discorso vale per i sentieri. Ci è sembrato che il Club Alpino Italiano, associazione che da oltre 150 anni si è assunta come primario impegno quello di tracciare e mantenere sentieri in ogni angolo d’Italia, avesse il diritto di esprimere la sua visione sulla situazione degli stessi. Non ci sembrano degli estremisti sovversivi quanto un’associazione che su tutto il territorio nazionale opera in perfetta sinergia con enti territoriali e parchi, quindi hanno competenza ed autorevolezza per parlare ed esprimere il loro punto di vista, anche se critico, rispetto alla fruizione di questo strumento essenziale per lo sviluppo di un territorio.

*Marchio di qualità.*
Uno degli altri punti affrontati nel servizio è la questione del marchio di qualità. Nobile intenzione quella del parco di certificare i prodotti tipici e di spenderci dei soldi. A dire il vero con una procedura abbastanza complicata mentre in altri parchi questo simbolo di valorizzazione si fonda su strumenti molto semplici che richiedono ai produttori locali di garantire la qualità dell’offerta e una sostenibilità ambientale dell’intera azienda. Un marchio che copre prodotti enogastronomici ma si estende anche agli operatori dell’attività ricettiva
e agli artigiani. Lo utilizzano moltissimi parchi italiani, nazionali e non: basta scorrere in internet per averne un’idea e dare un’occhiata, ad esempio, ai prodotti “griffati” dal Parco del Gran Paradiso o quello della Majella il cui marchio di qualità si applica perfino alle scuole pubbliche. Sui loro siti è facile trovare anche tutti gli operatori che si fregiano di questo valore aggiunto, elemento che invece non ha riscontri sul sito del parco del Gargano dove perfino nella sezione dedicata all’olio non si riesce a trovare un solo produttore che utilizzi il marchio per il quale sono stati spesi così tanti soldi. Se questo è il risultato qualche domanda sul progetto forse è lecito porsela.

Ha ragione, infine, il dott. Pecorella a rammaricarsi del fatto che molte delle cose dette durante l’intervista e le successive comunicazioni via mail non siano state raccontate. E’ un rammarico condiviso perchè molti altri aspetti potevano essere approfonditi a partire da quello sui trabucchi storici. Purtroppo non era una puntata esclusivamente dedicata al Parco del Gargano e sono state fatte delle scelte per poter parlare anche di altre realtà italiane, ma non è escluso che si possa tornare ad affrontarli.

Cordialmente

Emilio Casalini, giornalista di Report

(E-mail inviata alla Redazione di Stato Quotidiano, ore 15.56 – Roma)

redazione stato quotidiano.it – riproduzione riservata

focus
Pecorella ”Tutto quello che ‘Report’ non vi ha detto…Perchè?”
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REPORT – SERVIZIO PARCO DEL GARGANO – CLICCA SULL’IMMAGINE PER APRIRE IL VIDEO

Abusivismo Parco del Gargano video

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“Abbattimenti abusivi nel Parco, assurda interrogazione di Alternativa Libera”
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Replica Casalini (Report) a Pecorella “Fatte delle scelte per il servizio” ultima modifica: 2017-05-18T00:36:00+00:00 da Redazione



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Commenti


  • la pecorella smarrita

    Carissimo Emilio Casalini la prossima volta che torni da queste parti occupati anche del progetto bike sharing del Parco del Gargano e che fine hanno fatto i soldi pubblici utilizzati. Se ne è occupato anche Pinuccio di Striscia La Notizia
    http://letteremeridiane.blogspot.it/2017/02/bike-sharing-parco-del-gargano-che.html
    E io pago , e io pago !!


  • Pericle Martelli

    Caro Emilio Casalini, ottimo lavoro e ti ringrazio come cittadino garganico. Personalmente ti candido alla Presidenza del Parco del Gargano. Potrebbe essere interessante per la tua trasmissione “Report” indagare sul Contratto d’area della fine degli anni ’90 che ha visto protagonista l’Eni, Enti comunali della provincia di Fg come Manfredonia e Monte Sant’angelo (attualmente “commissariato per infiltrazioni mafiose”) e organizzazioni quali confindustria e sindacati. Il contratto ha previsto diversi protocolli di finanziamento che hanno portato diverse migliaia di miliardi di lire sul territorio di Manfredonia e Monte, ma a distanza di 20 anni non c’è assolutamente NULLA; nessun risultato; anzi, disoccupazione e povertà (culturale e materiale). Dove sono finiti questi soldi della UE e dello Stato italiano? Come sono stati amministrati e gestiti? Voglio ricordarti che l’Ente Parco, su cui hai fatto un ottimo lavoro, è stato istituito proprio in quegli anni. Considera in più che dopo 20 anni il Comune di Manfredonia rischia il dissesto finanziario. Potrebbe essere un ottimo argomento per dimostrare come in Italia SPESSO il debito pubblico è dipeso dalla malagestione colposa o dolosa di soldi pubblici. Grazie.


  • Lion

    Il contratto d’Aria ha sperperare 500 milioni di Euro (1000 miliardi delle vecchie lire),i frutti sbocciano tra mille anni.


  • Il dito nella piaga

    Venite a fare sul servizio sulla scogliera secolare sepolta dal cemento per costruire un faraonico porto turistico e praticamente senza barche e visto che ci siamo un bel servizio sulle paludi e canneti sorti a lato del lungomare del sole. Merci


  • massimo

    stiamo con Report e non con pecorella


  • Manfredoniano onesto

    Son bene accette report, le jene e striscia!!


  • Barbara

    Caro Casalini voi giornalisti avete tra le mani la possibilità di divulgare notizie, ma avete anche un codice deontologico a cui far fede. Fate piovere e nevicare a vostro piacimento. Per la serie sbatti il mostro in prima pagina pur di fare audience. Il bravo giornalista si deve limitare a raraccontare la realtà è non ad abbellire le vicende a seconda della propria ccorrente ideologica. Si informi a fondo sulle storie di cui si vuole occupare è dia spazio anche a chi vuole replicare senza censure di sorta.


  • La stazione fantasma di Manfredonia ovest (2 milioni di euro)

    intervistate il capo stazione e il personale della stazione fantasma di Manfredonia ovest…


  • Pecorella a casa

    Pecorella se stavi zitto era meglio,sarebbe il caso visto la tua opera fallimentare di stare fermo un po per fare meno danni e dare spazio a gente piu’ capace di amministrare il Parco.


  • Sabino

    Però cercate di scrivere con un italiano comprensibile o, se non riuscite, fatevi scrivere i commenti da qualcuno che è andato a scuola!


  • antonella

    Grazie a report al giornalista Casalini, complimenti per la professionalità. Grazie al vostro lavoro di indagine e approfondimento, i cittadini possono capire più e meglio, le dinamiche politico amministrative che ci gestistono e gestiscono il territorio. Questa parte d’italia è ben lungi dalla trasparenza esistente in altre realtà, percui tornate ad indagare ancora, il materiale su molte altre questioni, qui non manca certamente.


  • Matteo

    Ma per piacere, Vedono “mariuoli” Ovunque! Caro Casalini avete OMESSO un casino di cose, non avete detto che il centro visite di Rignano Garganico – Museo dei Dinosauri, il centro Visite di Lesina e quello di Monte Sant’Angelo godono di ottima salute…strano nemmeno una parola…ahhh giusto è più facile fare notizia in modo populistico facendo leva sul modo di pensare da “Italiani”, ovvero lamentarsi sempre. Il Lago Salso…..vi siete appellati sull’attività di un povero cristo che cerca di sopravvivere per nascondere tutta la monnezza gestionale accumulata in tanti anni, mentre adesso giustamente la colpa di chi è? Vogliamo aggiungere sugli abbattimenti qualcosina in più? Come mai i cari Presidenti Petrilli, Fusilli (rip) e Gatta non hanno mai voluto spendere quei soldi? Mah forse perchè conveniva acquistare voti piuttosto che assumere l’identità di ORCO e rischiare di non essere eletti in altri ambiti, in circa quindici anni nessuno ha mosso un dito!
    I sentieri…..Lo sa caro Casalini che il CAI fu interessato per la la realizzazione dei sentieri già nel 2005 e sotto loro approvazione furono individuati i percorsi? Certo con uno sputo di territorio è cosa facile controllare rispetto all’intero Gargano, ma è più facile dire che si sono fatte scelte più oculate e non che i paletti sono stati sistematicamente rubati, tavolati divelti, fili spinati nati dalla sera alla mattina ecc….con quattro gatti a fare sorveglianza…poveri ex Forestali, ma va là, magari ci fosse stato l’esercito, Lei non avrebbe fatto nemmeno il servizio.
    Perdonatemi ma mi viene ribrezzo a sentire un forestiero attaccare il mio territorio in un modo così violento soprattutto quando attraverso i servizi televisivi “Non si vuole sfregiare un territorio ma proprio per amore lo si difende”….è come dire ti sfregio con l’acido perchè ti amo troppo! GRAZIE per aver malmenato ancora una volta il Gargano, certo in questa parte della Provincia di Foggia atavicamente risiede un modo di pensare che suona come “Frik e frikatinn” (frega gli altri sempre e fregatene) e difficilmente attecchisce un pensiero pulito in favore della collettività, si può fare tantissimo ancora migliorando tutto, perchè non si devono nascondere le cose che non vanno ma vanno affrontate per risolverle nel migliore dei modi con l’aiuto di tutti, soprattutto la popolazione residente. Solo un fesso, un ebete, un rimbambito non capirebbe che questo è un attacco all’economia del Gargano in favore di altri luoghi. meditate gente, meditate.


  • Domenico Garganico

    Quindi secondo Matteo e Barbara è tutto apposto, il Parco è stato gestito bene e tante altre belle favole.

    Una specifica..quando vengono tirati in ballo i centri visita di Monte e Borgo Celano mi viene da ridere ed ecco il perchè:
    1)il castello di Monte vive come centro visite perchè situato in un luogo strategico e vivrebbe allo stesso modo indipendentemente dal fatto di essere centro visite (e tutto grazie alla serietà dei ragazzi della cooperativa)
    2)borgo celano….vogliamo vedere quanti soldini sono stati spesi per quel centro visite?
    Quindi per favore..meglio non citarli.


  • Franco

    Casalini, la prossima volta deve fermarsi più a lungo a Siponto: vedrà situazioni incredibili di abusi alla luce del sole e spiagge violentate.


  • Matteo

    Domenico Garganico perchè sui due Centri visite (Manfredonia e Torre Mileto) sai per caso quanti soldi sono stati spesi? Che io ricordi solo la struttura del Centro visita Lago Salso non meno di € 600.000,00, esclusi tutti gli altri progetti dell’area, e su Torre Mileto quasi € 800.000,00, come da atti pubblicati sul sito del Parco. Per caso non sarebbe il caso di approfondire sui soggetti che hanno avuto in gestione gli immobili? Adesso puoi anche ridere, e comunque se vi sarà gente come te sul Gargano non si potrà mai fare nulla di buono, prova a chiederti perchè nonostante i soldi spesi da parte di tutti gli enti non si riesce a mantenere in vita le attività, un mea culpa generale non sarebbe male!


  • Tuttisanti Giovanni

    Indagate sulla Gestione Tributi Spa (Manfredonia/Monte Sant’angelo)


  • Barbara

    Sabino gli errori ortografici sono imputabili al t9 del cellulare poiché sono laureata in scienze politiche penso di conoscere la grammatica. Per Domenico invece volevo dirgli che indipendentemente dal fatto che a Manfredonia ci sia o meno del marcio Non spetta a dei paparazzi far emergere situazioni di questo genere perché ne danno informazioni distorte pur di racimolare un servizio ad effetto ma bensì spetta agli organi preposti e competenti in materia. Inoltre noi manfredoniani paghiamo il canone alla tv di stato che manda dei servizi atti ad infangare il nostro territorio e viceversa ci boicotta quando c’è da mandare in onda manifestazioni come il goro d’Italia nel quale sarebbero emerse le bellezze della nostra città


  • Giuseppe

    Matteo, Torre Mileto è stata gestita da una cooperativa di giovani e volenterosi ragazzi che hanno provato a tenerla aperta fino all’ultimo pagando a proprie spese manutenzione ordinaria e pure straordinaria (atti vandalici alla torre).
    Purtroppo la gestione non era sostenibile perchè a Torre Mileto non ci va un’anima tranne i locali (che non pagano per entrare nella “loro” torre) se il Parco non attiva azioni di marketing serie.
    In ultimo la cooperativa segnalò dei piccoli crolli nella parte superiore chiedendo intervento del Parco, questo a mezzo pec.
    La risposta ufficiale del Parco a quella pec non è mai arrivata e i ragazzi hanno consegnato le chiavi.

    Mo vogliamo parlare dei soldi del SAC Gargano investiti al castello di Monte, dei proiettori non funzionanti, dei filmati di realtà aumentata ancora non consegnati etc??
    Apriamo questo bel pentolone?
    Apriamo il pentolone di quelle guide cartacee del SAC che non riescono a uscire dal Parco?
    Apriamo il pentolone del progetto didattico triennale appena assegnato con un bando “blindato”?
    Andiamo a vedere quale società di comunicazione ha curato la maggiorparte dei lavori del Parco? Chi ci lavora e come è collegato a Pecorella?

    Ma voi vivete sulla Luna????


  • Matteo

    Giuseppe sei molto addentro al Parco peggio di gola profonda 🙂 per sapere tutte queste cose, me me ogni tanto qualche gola profonda spiffera qualcosa, sembra quasi tu sia l’ispiratore del servizio. Ciò che hai scritto suona tanto di denuncia di cose poco pulite, a questo punto ti invito a denunciare l’accaduto alla magistratura se conosci tutti questi dettagli provati, anzi fallo subito prima che qualcuno ti denunci per calunnia.


  • Giuseppe

    La cosa che mi fa ridere è che tu non sia indignato dei fatti quanto più del fatto che ci sia qualcuno che li riferisca.
    Mi sa che sei più addentro di me……


  • Domenico Garganico

    Perdiamo sempre il problema di vista.

    Guardiamo il territorio da lontano, guardiamo in che condizioni è.
    No, allora guardiamo avanti. Ovviamente il problema non risiede solo nel Parco ma è uno dei soggetti principali.

    Vi lascio a questa lettura (sperando che la moderazione dei commenti non elimini il link):

    http://amaraterra.blogspot.it/2017/05/un-turista-mette-dura-prova-il-sistema.html


  • Domenico Garganico

    Perdiamo sempre il problema di vista..

    Guardiamo il territorio da lontano, guardiamo in che condizioni è. Va tutto bene cosi?
    Non mi pare e non credo di poter esser smentito…allora guardiamo avanti. Ovviamente il problema non risiede solo nel Parco ma è uno dei soggetti principali.

    Vi lascio a questa lettura (sperando che la moderazione dei commenti non elimini il link):

    http://amaraterra.blogspot.it/2017/05/un-turista-mette-dura-prova-il-sistema.html


  • Matteo

    Giuseppe non girare la frittata, che fai prima tiri il sasso e poi nascondi la mano? Se non fossi stato indignato non avrei scritto nulla, non ti avrei esortato a denunciare il tutto, perchè se è così come dici LO DEVI FARE! Altrimenti resti un semplice quaquraquà di passaggio su un forum. Spiacente per te non faccio l’imbratta carte dipendente pubblico come Te, e meno male. Continua a ridere che è meglio.


  • Giuseppe

    Per denunciare bisogna avere tutte le carte alla mano e fare un lavoro di ricerca completo ma siccome nella vita faccio altro non me lo posso permettere.
    Tra l’altro alcune di queste situazioni come il bando triennale delle attività didattiche sono state segnalate da alcuni consiglieri del Parco ai piani alti.
    La pagina di Domenico la dice tutta su come viene gestito questo territorio.

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