ManfredoniaMonte S. Angelo
"È quanto evidenzia il socio di minoranza CSN ONLUS "

“Il tentativo di Pecorella di blindare la sua poltrona di presidente dell’Oasi Lago Salso”

"L'auspicio del CSN ONLUS, che ha contribuito a fondare l'Oasi Lago Salso agli albori del Parco del Gargano, è sempre stato infatti quello che la maggior presenza del Parco servisse finalmente a far esprimere all'area tutte le sue potenzialità"

Di:

Foggia. ”Dopo sette anni di fatiche alla guida del Parco del Gargano, l’avv. Pecorella punta a blindare per i prossimi cinque anni la sua attuale poltrona di presidente della società Oasi Lago Salso S.p.A..

È quanto evidenzia il socio di minoranza CSN ONLUS in relazione all’ordine del giorno della prossima assemblea dei soci del 25-26 maggio, convocata presso il notaio Rizzo Corallo di Manfredonia e chiamata a deliberare su una proposta di modifiche statutarie che, se approvate, ridurrebbero i poteri dell’Ente parco, socio di maggioranza con il 96%, a tutto vantaggio degli attuali amministratori.

Il vigente statuto della società – già oggetto di variazioni poco più di un anno fa sempre su iniziativa di Pecorella, con la riduzione dei consiglieri da cinque a tre e l’estromissione del comune di Manfredonia dopo la sua uscita dalla compagine societaria – prevede che il Parco possa nominare e revocare in qualsiasi momento il presidente ed un consigliere, che il consiglio resti in carica per tre anni e che esso decada automaticamente in caso di dimissioni o di decadenza anche di un solo consigliere. Quest’ultima norma, in particolare, è stata recentemente utilizzata dallo stesso Pecorella per far decadere l’intero CdA da lui stesso nominato a dicembre 2015 e di cui egli stesso faceva parte in qualità di vicepresidente, in modo da consentirgli di farsi nominare, appena due mesi fa, presidente per il prossimo triennio, giusto in tempo prima della scadenza del suo mandato alla guida del Parco. Occorre inoltre ricordare che Pecorella ha fatto parte del CdA della società, con brevi interruzioni, sin dal lontano 2011.

Ma evidentemente all’avvocato sipontino non basta! Con le modifiche da lui stesso proposte, peraltro prive di relazione illustrativa che ne spieghi la necessità, Pecorella vuole quindi:
eliminare la possibilità di revoca da parte del Parco del presidente e del consigliere di propria nomina diretta;
portare da 3 a 5 anni la durata del consiglio di amministrazione;
eliminare la decadenza automatica di tutto il CdA nel caso venga meno un consigliere;
ridurre il collegio sindacale da 3 a 1 componente, riducendo conseguentemente il controllo sull’operato del CdA.

Tutte modifiche che, evidentemente, mirano a blindare la sua poltrona aldilà del riconoscimento delle sue capacità gestionali e manageriali che, in verità, non si sono purtroppo ancora viste. Quella del prossimo 25-26 maggio sarà la sesta assemblea dei soci in un anno e mezzo – cioè da quando a ottobre 2015 l’Ente parco a gestione Pecorella è salito al 96% delle quote societarie – con all’ordine del giorno proposte di modifiche alla governance della società: un chiaro segno della totale assenza di strategia e di vision su come gestire l’oasi. In questo anno e mezzo non si è neppure riusciti a rinnovare il collegio sindacale, in regime di prorogatio da diversi anni, con il medesimo punto all’ordine del giorno che stancamente si trascina da una convocazione all’altra. Eppure il socio di minoranza non ha mai fatto alcun tipo di ostruzionismo, perfino sanando, con la sua presenza, assemblee che erano state convocate con vizi formali, quali la mancata indicazione della sede della riunione o l’assenza dei prescritti termini di preavviso stabiliti dalla legge.

L’auspicio del CSN ONLUS, che ha contribuito a fondare l’Oasi Lago Salso agli albori del Parco del Gargano, è sempre stato infatti quello che la maggior presenza del Parco servisse finalmente a far esprimere all’area tutte le sue potenzialità. Per questo motivo, nel lontano 2011, con fondi LIFE, il CSN condusse il presidente Pecorella in Gran Bretagna per far visita ad alcune importanti zone umide, gestite da associazioni britanniche, che contavano ciascuna oltre 200 mila visitatori all’anno, pur avendo dimensioni minori rispetto all’Oasi Lago Salso.

Intanto, mentre ci si trastulla con le modifiche alla governance, la società è sostanzialmente inattiva, appesantita da debiti che non vengono onorati, pur avendo ampia copertura con almeno 700 mila euro di crediti non riscossi; circostanze, queste, tutte ben note al presidente Pecorella già prima dell’acquisizione della maggioranza nella società da parte del Parco.
Il CSN ONLUS confida che l’attuale presidente del Parco facente funzioni, avv. Rocco Ruo, e il consiglio direttivo non vogliano spogliare l’Ente delle prerogative che gli vengono riconosciute dal vigente statuto della società e che boccino tale proposta. All’attuale presidente dell’Oasi, avv. Pecorella, va l’invito a concentrarsi finalmente sulla risoluzione delle problematiche che si trascinano immutate, se non aggravate, da ormai quasi due anni e che hanno portato alla pressoché totale paralisi delle attività sociali”.

Foggia, 18 maggio 2017

“Il tentativo di Pecorella di blindare la sua poltrona di presidente dell’Oasi Lago Salso” ultima modifica: 2017-05-18T21:32:45+00:00 da Redazione



Vota questo articolo:
5

Commenti


  • cucuzzill

    Ma lasciatela alla caccia l’oasi lago salso


  • cucuzzill

    E pensare che l’oasi ex dauni risi fu creata da cacciatori,e ora e in mano a ambientalisti e persone che la mungono come una mucca,mentre in passato cerano decine di persone che lavoravano con l’agricoltura e con il business della caccia,ecco cosa ci ha portato il bel parco del Gargano, purtroppo siamo prigionieri nel nostro territorio!


  • ior a ior

    grande cucuzzil!!


  • barbunett

    Negli anni 60/70/ i tanti albeghi/pensioni di Manfredonia e tante guide vivevano di turismo sportivo. Centinaia di cacciatori che venivano del centro nord e anche campioni olimpici venivano a Manfredonia per la caccia..


  • arcomancino

    ma non è quel rizzi che, assieme ai suoi amichetti ambientalisti prendono parcelle di centinaia di migliaia di euro per i progetti falliti nell’oasi. non è quello che era nella direzione provinciale del pd, poi cacciato, che è stato candidato dai 5stelle a foggia e poi buttato fuori dal movimento. ma non è quello che era assente quando hanno discusso nel comitato regionale via, di cui era componente dell’ENERGAS, poi quando gli è stato chiesto perchè ha detto che non ne sapeva nulla.
    tornatene a foggia che manfredonia di uno come te non sa che farsene e vai via dall’oasi lago salso che è dei manfredoniani.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi