Capitanata

Amica, polemica FP Cgil: soppresso Nucleo Ispettori

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Sede Amica Foggia, direzione (ST)

Foggia – “E’ strano che uomini di legge quali sono gli attuali amministratori dell’azienda Amica continuino imperterriti a non voler riconoscere le prerogative sindacali e a non applicare normali e corrette relazioni sindacali”. E’ quanto denuncia la segreteria provinciale della FP CGIL di Capitanata in merito ad alcune decisioni prese dalla curatela fallimentare dell’azienda Amica di Foggia che riguardano l’organizzazione del lavoro e per le quali non c’è stato alcun confronto preventivo con i sindacati.

Nello specifico, la FP CGIL contesta alcune novità che interessano il servizio ispettivo. “Da oggi i capi squadra dovranno controllare il lavoro degli spazzini a piedi e non potranno farlo più in auto per ordine della dirigenza. Inoltre per il servizio rimozione rifiuti dovranno sedere di fianco all’autista, potendo così controllare solo la zona coperta da quell’automezzo”. Ma la decisione più grave per la FP CGIL “è quella di sopprimere il Nucleo ispettori ambientali, cioè quelle persone che erano addette al controllo delle aree verdi, delle periferie, delle vie d’ingresso alla città, lì dove più facilmente si venivano a creare vere e proprie discariche abusive. Così facendo lasciando vuoto quel servizio e vanificando la spesa fatta per formare ben 17 operai, che ora saranno mandati a fare gli ispettori”.

“Vogliamo sperare – conclude la FP CGIL – che queste decisioni non siano state prese per colpire alcuni sindacati in particolare, quelli troppo critici nella gestione della curatela. Anche perché da qualche tempo registriamo aumenti di contestazioni ai lavoratori – alcune davvero capziose – che guarda caso colpiscono proprio lavoratori iscritti alle sigle più critiche. Crediamo che questo clima di intimidazione debba cessare, che sia necessario riprendere le normali relazioni sindacali, che soprattutto anche gli altri sindacati non debbano tacere rispetto a quelle che sono prerogative sancite dal contratto di lavoro e dalla Costituzione”.


Redazione Stato



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