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Inchiesta ‘Carte identità’, 80% presunti ‘ammanchi’ riconducibili ad 1 soggetto

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Manfredonia – OLTRE l’80% dei presunti ammanchi relativi ai “diritti fissi e di segreteria che i cittadini versavano per il rilascio, rinnovo o duplicazione delle carte d’identità” sarebbero riconducibili ad un’unica persona. E’ quanto emerge da analisi dell’ordinanza di misura cautelare della Procura di Foggia correlata all’inchiesta sulle ‘Carte d’identità’ del Comune . Le ordinanze erano state firmate dal Gip dr. Antonio Buccaro, Pm Andrea Di Giovanni, con operazione di pg curata dai militari della Guardia di Finanza, Compagnia di Manfredonia, coordinati dal Comandante, Tenente Carmine Lenza.

6 complessivamente i soggetti indagati nell’inchiesta, con somme relative agli ammanchi, in alcuni casi, oggettivamente irrisorie.

Si ricorda come il Comune di Manfredonia ha attivato 2 procedimenti a cura dell’Ufficio per i procedimenti disciplinari dell’Ente (costituito in forma collegiale con D.G.C. n.83 del 09.05.2014). Così da decreto sindacale n.14 del 13 giugno 2014 Dei 3 dipendenti interessati alle ordinanze, due sono tornati al lavoro in Comune, con precedente provvedimento del Tribunale del Riesame (Libertà) – 10 aprile 2014 – che aveva accolto il ricorso dei legali.

Si tratta di un’attività investigativa svolta interamente dalle Fiamme Gialle di Manfredonia, nella quale ha avuto un peso determinante la denuncia dell’ex dipendente del Comune di Manfredonia Aldo Gatta, già responsabile dell’Ufficio elettorale. Da evidenziare, come a fine giugno 2012, Aldo Gatta – come sostenuto nella denuncia alla Guardia di Finanza – sarebbe stato oggetto di “ingiurie, offese e minacce” da parte di uno dei 3 dipendenti del Comune indagati nella suddetta inchiesta.

NOTA 09 MAGGIO 2014 DIRIGENTE DEL COMUNE: NON CORRISPONDENZA TRA NUMERO CARTE IDENTITA’ RILASCIATE E IMPORTO DEI VERSAMENTI EFFETTUATI NEGLI ANNI 2009 E 2010. Da evidenziare come in una nota a cura di un dirigente del Comune di Manfredonia, a 2 dei 3 dipendenti indagati nell’ambito della suddetta inchiesta (data 09.05.2014 – ‘verifica amministrativa contabile rilascio carte d’identità’), si evidenzia come negli anni 2009 e 2010 sia emersa la “non corrispondenza” tra il numero delle carte d’identità rilasciate e l’importo dei versamenti effettuati.
Nella comunicazione del 09 maggio 2014, una dirigente del Comune chiede spiegazioni ai 2 dipendenti dopo che le somme versate nel 2009 e nel 2010 per l’attività sopra indicata (l’indagine della Guardia di Finanza aveva parlato del periodo ‘dal 01.12.2010 al 31.12.2012’,ndr) sono risultate “di gran lunga inferiori” a quelle dovute.

Relativamente alle indagini della Procura, si ricorda come al momento non risultano ancora notificati, agli indagati, gli avvisi della Conclusione delle indagini preliminari.

Redazione Stato,gdf@riproduzioneriservata



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Commenti


  • Franco

    Giusta puntualizzazione


  • vivo dimare

    Fatta salva la presunzione di innocenza e fortunatamente la mia ignoranza su questioni di diritto, perché il comune non si costituisce parte civile in un eventuale processo anche chiedendo il risarcimento del danno di immagine??

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