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"Ad un anno di distanza, il bilancio passa attraverso 5 vittorie, 4 pareggi e la sconfitta di ieri sera contro il Portogallo"

Conte: “All’Europeo con una squadra ambiziosa”

"Ora abbiamo davanti l'obiettivo qualificazione e in questo anno che ci attende cercheremo di far crescere l'esperienza dei ragazzi"

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Un anno da ct per Antonio Conte. Quasi dodici mesi di lavoro con un vestito nuovo e non sempre comodo per chi come lui nasce uomo a tutto campo, abituato ad affrontare quotidianamente il rettangolo verde e al contatto costante con i suoi uomini. Tre scudetti consecutivi alle spalle, da allenatore vincente della Juventus, Conte si trasforma in Commissario tecnico. La metamorfosi inizia il 4 settembre 2014 quando esordisce a Bari sulla panchina dell’Italia con una vittoria nell’amichevole contro l’Olanda.

Ad un anno di distanza, il bilancio passa attraverso 5 vittorie, 4 pareggi e la sconfitta di ieri sera contro il Portogallo. “Abbiamo lavorato tanto tutti insieme – dichiara il giorno dopo Conte – e da parte mia posso dire di averci messo passione e voglia di fare; ma la strada da fare é lunga, siamo ancora alla prima pagina di un libro tutto da scrivere con l’obiettivo di arrivare all’Europeo 2016. E ci voglio arrivare con una formazione ambiziosa”.

Ora ci sono le vacanze, il tempo per riordinare le idee e riorganizzarsi in vista delle prossime due gare di qualificazione in programma a settembre con Malta e Bulgaria. “Sicuramente é stato un anno intenso per me – continua Conte – anche perché ho sempre fatto l’allenatore ed essere diventato ct é stato un bel cambiamento: un contro è avere i giocatori a disposizione per allenarli tutti i giorni, un conto il lavoro che si fa in Nazionale. Ma è stata una bellissima esperienza sotto tutti i punti di vista anche se c’é tanto da lavorare. Ora abbiamo davanti l’obiettivo qualificazione e in questo anno che ci attende cercheremo di far crescere l’esperienza dei ragazzi. Contro il Portogallo ho mandato in campo dal 1’Bertolacci e Soriano, alle prime uscite a livello internazionale, altri come De Sciglio, El Shaarawy ed Immobile che hanno avuto un’annata difficile e hanno giocato pochissimo, oltre a ragazzi nuovi come Gabbiadini, Sansone, Bonaventura e tanti altri. Dobbiamo sapere che la nostra squadra non deve mancare mai di generosità, di spirito di sacrificio, di passione, di voglia di superare le difficoltà”.

FONTE: FIGC



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