Manfredonia
Per un importo complessivo di €. 743.798,30

Manfredonia, Comune approva elenco residui passivi

Sono state riportate tra i residui passivi esclusivamente le somme per le quali è stato assunto il relativo impegno di spesa, ai sensi degli artt. 183 e 190 del d.Lgs. n. 267/2000

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Manfredonia – CON recente determina dirigenziale, il Comune di Manfredonia ha approvato l’elenco dei residui passivi da iscrivere nel conto del bilancio che costituisce parte integrante e sostanziale dello stesso provvedimento costituito da n. 101 impegni da residui dell’importo complessivo di 743.798,30 euro.

Sono state riportate tra i residui passivi esclusivamente le somme per le quali è stato assunto il relativo impegno di spesa, ai sensi degli artt. 183 e 190 del d.Lgs. n. 267/2000.

Da qui si è stabilito di procedere alla reimputazione nel bilancio dell’esercizio 2015 dei residui passivi.

Redazione Stato@riproduzioneriservata



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Commenti


  • Raffaele Vairo

    La notizia relativa all’approvazione da parte del Comune di Manfredonia dell’elenco dei residui passivi da iscrivere nel conto del bilancio, di fatto, è di scarsa utilità. Infatti, quasi nessuno sa che cosa sono i residui passivi nella contabilità e bilancio pubblici. In estrema sintesi, i residui passivi sono debiti per uscite impegnate (quando sorge l’obbligo di pagare per l’Ente) e non ancora pagate a fine esercizio. I residui passivi sono costituiti non solo dai “debiti di funzionamento” dell’ente pubblico, che costituiscono residui “propri”, ma anche dagli stanziamenti di spesa già deliberate (e iscritte in bilancio), ma che non hanno però ancora dato luogo giuridicamente a debiti verso terzi (c.d. obbligazioni giuridicamente perfezionate); questi ultimi costituiscono, nel gergo della contabilità pubblica, “residui di stanziamento”. I residui passivi (come quelli attivi) concorrono, a fine anno, alla determinazione dell’Avanzo o Disavanzo di amministrazione (Fondo di cassa dell’Ente + residui attivi – residui passivi). La formazione dei residui passivi, come ho già avuto modo di scrivere in un altro commento, dipende in parte dalle lunghe procedure tecniche e amministrative della spesa pubblica, specie per quanto concerne le spese in conto capitale (investimenti), e in parte (per gli Enti locali) dai ritardi dello Stato e delle Regioni nell’effettuare i trasferimenti loro dovuti che provocano, per riflesso, ritardi nei pagamenti ai creditori per mancanza di fondi.

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