Foggia
Replica a Farina e Mainiero del sindaco di Foggia Landella

“Ora non ha più senso adesione Comune a Stazione Unica Appaltante”

Ce n’è abbastanza per convenire sul fatto che non siano le lettere al sindaco lo strumento migliore per confrontarsi

Di:

Foggia – REPLICA del sindaco di Foggia Gianni Landella all’Avv. Domenico Farina, Coordinatore Provinciale FDI-AN e Dott. Giuseppe Mainiero, Coordinatore cittadino e consigliere comunale FDI-AN.

“Gentili segretari, ho letto con attenzione la missiva, inerente il rapporto politico tra la mia persona ed il Vostro partito, che avete inteso indirizzarmi. Parlo di rapporto tra il Vostro partito e la mia persona perché la modalità che avete legittimamente scelto per porre alla mia attenzione una serie di temi amministrativi – appunto la lettera personale, immancabilmente diffusa però anche agli organi di informazione – evidentemente descrive l’idea di una interlocuzione bilaterale piuttosto che collegiale con il resto della maggioranza di centrodestra di cui siete parte.

È una decisione nel merito della quale non mi permetto di entrare, ma che con ogni evidenza non contribuisce a stabilire un corretto e lineare metodo di lavoro nella discussione politica interna alla coalizione di centrodestra. Dinamica, questa, che spesso proprio il Vostro partito ha invocato. Le questioni poste, infatti, non sono materia di discussione «esclusiva» tra me e Voi. Al contrario, devono essere oggetto di una riflessione più larga, che coinvolga per l’appunto tutte le componenti politiche e tutte le rappresentanze consiliari della coalizione. Da questo punto di vista, ritengo che il «cambio di passo» intorno al quale l’alleanza sta discutendo e si sta confrontando, debba partire proprio dall’abbandonare prassi – come quella che avete messo in campo con la Vostra missiva – che dobbiamo definitivamente consegnare al passato.
Su alcuni dei temi che avete posto alla mia attenzione, ricordo a me stesso che tanto è stato detto e scritto e che, dunque, la mia posizione dovrebbe essere nota da tempo. Tuttavia, proprio per rispetto alla Vostra forza politica, non intendo sottrarmi ad eventuali ulteriori chiarimenti, ancorché ripetitivi.

Comincio dal tema che ponete in cima all’agenda politica dell’Amministrazione comunale: l’adesione del Comune alla Stazione Unica Appaltante. È un impegno che ho assunto in modo formale ed ufficiale nel corso della campagna elettorale e rispetto al quale non intendo in alcun modo tirarmi indietro. Non Vi sfuggirà, però, che dal momento in cui insieme formulammo quell’annuncio, molto è cambiato sul piano del contesto normativo. Il ruolo e la funzione delle Province dopo la Riforma Delrio, infatti, sono mutati radicalmente, prefigurando – almeno nelle dichiarate intenzioni del Governo – la totale e definitiva soppressione delle Amministrazioni provinciali. È quindi logico che in questo quadro non ha più senso immaginare un’adesione del Comune di Foggia alla Stazione Unica Appaltante costituitasi presso l’Ente di Palazzo Dogana. Per questo si sta lavorando, come tra l’altro la legge ci consente di fare, per costituire a Palazzo di Città la Stazione Unica Appaltante, da un lato rispettando gli impegni assunti con la città e dall’altro «modulando» questo passaggio alla luce delle evoluzioni che hanno investito il sistema degli Enti locali, in particolare le Province.

Affermare che «il tema della legalità non è propriamente sentito da questa Amministrazione» è dunque azzardato e, permettetemi, profondamente lesivo della dignità mia e di tutti coloro i quali operano quotidianamente al servizio della comunità di Foggia. Ritengo che questa espressione si inserisca in quella lunga serie di cadute di stile, anche sotto il profilo linguistico, a cui la Vostra forza politica ci ha abituato negli ultimi tempi. Il consigliere Mainiero, in particolare, attraverso un uso abbastanza disinvolto dei social network si è spesso lasciato andare ad insulti personali, non è chiaro se per una scarsa dimestichezza con la scelta dei termini o perché animato da una volontà di dileggio. In entrambi i casi, permettetemi, si tratta di un comportamento che considero grave e che come me ha considerato grave l’intera maggioranza consiliare, sempre più spesso costretta ad apprendere a mezzo stampa delle prese di posizione del Vostro partito e costretta ad assistere agli insulti personali rovesciati dal consigliere Mainiero su sindaco, assessori, dirigenti, dipendenti. Nel mio caso, inoltre, gli insulti del consigliere Mainiero si sono allargati anche alla mia famiglia.

Dimostrazione di uno stile che, consentitemi, non mi pare propriamente il massimo della cultura istituzionale, come dimostrato, tra l’altro, dalla concitata telefonata effettuata dal consigliere Mainiero all’allora Prefetto Maria Latella in occasione dell’attentato dinamitardo ai danni del ristorante «Leonardo in centro», con la quale il Vostro segretario cittadino quasi «richiamava all’ordine» il massimo rappresentante del Governo sul territorio. Un «incidente» imbarazzante che mi ha costretto a formulare al Prefetto Latella e alle Forze dell’Ordine le scuse dell’intera Amministrazione comunale.

In ordine alla proposta transattiva avanzata dalla ditta «Ra.co. S.r.l.» per i lavori al Teatro «Umberto Giordano», confermo ciò che abbiamo già chiarito in altre sedi: l’Amministrazione comunale non poteva esimersi dal coinvolgere su un tema così importante e delicato l’Assemblea consiliare. Chiaramente, anche in ragione degli sviluppi giudiziari intervenuti successivamente, ad oggi quella proposta transattiva è da considerarsi ampiamente superata, come hanno convenuto tutti i capigruppo consiliari di maggioranza. Sulla vicenda «Orbitale», invece, l’Amministrazione comunale, non potendo né volendo sostituirsi ai giudici amministrativi che sono stati investiti della questione, ha semplicemente deciso di attendere l’esito del giudizio. Comprendo che per il Vostro partito, ormai, la ricerca del «sospetto» dietro ogni atto o decisione sia diventata una sorta di modello comportamentale. Ma si tratta di un atteggiamento completamente infondato. Anche sulla spinosa vicenda «Aipa», come è noto, l’Amministrazione comunale ha compiuto una serie di atti decisamente rilevanti. Della materia, a cominciare dalla revoca della concessione, dovrà occuparsi il Consiglio comunale, organismo competente dal punto di vista amministrativo e luogo in cui maturano le decisioni politiche. Quanto al tema dell’abusivismo commerciale, infine, il Vostro partito dovrebbe conoscere, essendo stato un Vostro iscritto l’assessore titolare della delega alle Attività Economiche, quanto sia complesso e difficile il lavoro di contrasto a questa vera e propria emergenza. Un fenomeno al quale è stato sferrato un «colpo» mai registrato prima d’ora, sia sul fronte repressivo – con il determinante e decisivo contributo della Procura della Repubblica e delle Forze dell’Ordine – sia sotto il profilo della costruzione di una migliore e più efficace regolamentazione. Ovviamente i risultati di questa attività non possono che manifestarsi nel medio-lungo periodo, continuando ad operare con serenità e determinazione e senza le costanti «bordate» lanciate dal Vostro partito verso l’Amministrazione comunale di cui fate parte e che sostenete. Un’abitudine, quest’ultima, che peraltro mi permetto di rilevare non ha giovato al Vostro partito, dal momento che alle ultime elezioni regionali la Vostra forza politica è notevolmente arretrata elettoralmente rispetto al risultato conseguito alle elezioni comunali di un anno fa. Sebbene si tratti di elezioni non «omogenee», non può tuttavia sfuggire che i cittadini, evidentemente, non hanno inteso premiare il comportamento che il Vostro partito ha messo in campo.

Ce n’è abbastanza per convenire sul fatto che non siano le lettere al sindaco lo strumento migliore per confrontarsi. I luoghi in cui sviluppare questa riflessione – così come invocato proprio dal Vostro partito – sono il tavolo della coalizione sul piano politico e le riunioni di maggioranza sul fronte amministrativo. Rilevo con rammarico che proprio con questa missiva, trasmessa agli organi di informazione, il Vostro partito si è discostato da quanto l’intera maggioranza aveva stabilito all’unanimità, censurando le fughe in avanti solitarie e le iniziative mediatiche unilaterali a favore di una discussione che deve invece avvenire e svilupparsi, anche dal punto di vista delle proposte, nelle sedi deputate.
Peraltro mi pare che il riferimento alla Stazione Unica Appaltante sia utilizzato come un pretesto per continuare nello scontro che il Vostro partito, attraverso il consigliere Mainiero, ha avviato con l’Amministrazione comunale e con il sindaco sul piano personale. Un riferimento strumentale ad un tema che, viceversa, dovrebbe essere usato con estrema cautela vista la sua importanza.

È di solare evidenza, dunque, che è il Vostro partito a dover sciogliere questa contraddizione politica: non si può rivendicare, legittimamente, l’essere parte di una maggioranza e di una coalizione politica e contemporaneamente insultarne gli esponenti sui social network e nelle conferenze stampa, prendere le distanze in modo unilaterale dai suoi provvedimenti, decidere azioni mediatiche e politiche senza alcun coordinamento con gli alleati.

In quest’ottica, non ha molto senso affermare che in assenza di una immediata adesione del Comune alla Stazione Unica Appaltante, il Vostro partito non potrebbe che abbandonare la maggioranza e ritirare il suo assessore se non è innanzitutto la Vostra forza politica a sciogliere questo nodo, tra l’altro necessità che la coalizione di centrodestra avverte come urgente e dirimente essendo in corso una verifica politico-amministrativa. La stessa coalizione che definirà il perimetro della maggioranza consiliare.

Nell’attesa porgo distinti saluti.

(Foggia, 18 giugno 2015 – IL SINDACO Franco Landella)



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Commenti

  • Un mare di parole in oceani di confusionari depistaggi politichesi per dire che il sindaco di Foggia che governa l’indirizzo politico del comune di Foggia non vuole la Stazione Unica Appaltante.
    Ricevuto, abbiamo capito tutto.
    Senzadubbiamente.

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