CulturaManfredonia
Le certezze fanno leva su di un manoscritto mal conservato di un analista locale

Sipontum Christiana e le ‘vitae’ di Lorenzo – Vescovo di Siponto

Dopo la morte del vescovo Felice, Siponto rimase a lungo senza una sicura vita spirituale

Di:

Manfredonia. Prima di esaminare le ‘vitae’ di San Lorenzo Maiorano, sarà bene parlare dell’avvento cristiano nella città di Siponto. I documenti storici sicuramente attendibili sugli inizi ed il diffondersi del Cristianesimo a Siponto nei primi secoli sono assai scarsi. D’altro canto non potendo fare altrimenti e non avendo da attingere da argomentazioni valide, bisognerà solamente basarsi su poche certezze, su ipotetiche congetture e su dati leggendari. Le certezze fanno leva su di un manoscritto mal conservato di un analista locale.

L’avvocato Matteo Spinelli riporta nelle sue ‘MEMORIE STORICHE DELL’ANTICA E MODERNA SIPONTO ORDINATAMENTE DISPOSTE IN FORMA DI ANNALI COLLE NOTIZIE DELLE CONVICINE REGIONI E DELL’ISTORIA CHIESASTICA E PROFANA’ alcuni frammenti di un’opera ormai andata interamente perduta. Questo libro dal titolo ‘CHRONICON ANTIQUUM EPISCOPORUM ECCLESIAE SIPONTINAE’ era stato vsionato e ricopiato dal nostro studioso dalle ‘MISCELLANEE’ o ‘MEMORIE ANTICHE SIPONTINE’ dall’arcivescovo umanista Niccolò Perotti.

Per quanti volessero consultare gli ‘ANNALI’ dello Spinelli sarà bene sapere che sono conservati in quattro volumi presso le Civiche Biblioteche Unificate di Manfredonia. Il ‘CHRONICON’, scelto per arricchire i nostri appunti, anche per la sua semplicità espositiva e lessicale, risulta essere l’unico documento attendibile per la conoscenza dei vescovi di Siponto nei primi secoli. E, ‘IN CHRONICON EPISCOPORUM ECCLESIAE SIPONTINAE HABETUR UT SEQUITUR: AELVIUS JUSTINUS, XIX SIPONTINAE MILITIAE MAGISTER, AETATIS AEREA CHRISTIANE ANNO LIV, RELINQUENS MAGISTRALEM PURPURAM MILITAREM ET INDUENS LORICAM FIDEI A DIVO PETRO, APOSTOLORUM PRINCIPE, SIPONTUM CONSECRATUS SACERDOS ET EPISCOPUS, FUIT IPSE I ECCLESIAE SIPONTINAE PASTOR’. La venuta a Siponto di San Pietro sembra però più un dato leggendario, visto che molte città italiane, specie del Meridione, reputano l’Apostolo venuto dall’Oriente come il fondatore delle loro chiese locali.

Bisogna ricordare anche che Siponto, in questo periodo storico, con Brindisi e Taranto, era considerata uno dei maggiori porti d’imbarco e sbarco di merci per il vicino Oriente. Potrebbe risultare, quindi, a verità che il nostro porto adriatico, per questa sua invidiabile posizione geografica e per il suo attivismo mercantile, divenne, in breve tempo, un crocevia importante per molte genti, diverse per razza, cultura e religione. A proposito, il Milano scrive:’…è presumibile che più che prigionieri, fossero commercianti ebrei i primi a prendere dimora in Basilicata, in Calabria e specialmente in Puglia con i suoi porti affacciati sulla Grecia e sull’Oriente. Ed è pure presumibile che questo primo stanziamento ebraico per quanto limitato abbia avuto origine prima ancora di quanto supposto dallo Josippon o da Achimaz e cioè anteriore alla distruzione dello Stato ebraico…’.

E’ solo da ricordare, a tal proposito, che Tito Flavio Vespasiano distrusse Gerusalemme nel 70 d.C. E, anche Siponto, sicuramente, non fu esente dalla formazione di una prosperosa e vivace comunità giudaica che, lentamente, favorì il diffondersi della novella fede cristiana.

Lasciando, intanto, scorrere i frammenti del nostro antico testo, si ha ancora che:’ IN CHRONICON EPISCOPORUM ECCLESIAE SIPONTINAE HABETUR: JUSTINUS EPISCOPUS ECCLESIAE SIPONTINAE, USQUE AD ANNOS AERAE CHRISTIANAE CXXI SANCTISSIME SEDIT: QUI PRIDIE KAL. JANUARII SIPONTUM OBDORMIVIT IN DOMINO CLARUS VIRTUTISBUS ET MIRACULIS, QUEM COLLAUDAT ECCLESIA SIPONTINA INTER SANCTOS DEI’.
Ed, ancora,: ‘SANCTO JUSTINO EPISCOPO I ECCLESIAE SIPONTINAE, PLAUSU TOTIUS POPULI ATQUE CLERI, SUCCESSIT MARCEIANUS EJUSDEM ECCLESIAE PRAESBYTER EX NOBILI FAMILIA SIPONTINA AURELIORUM, A PONTEFICE M.XISTO I ROMAM CONSECRATUS, QUI SANCTISSIME SEDIT XLV ANNO ET IN CHRONICON ANTIQUUM EPISCOPORUM ECCLESIAE SIPONTINAE NUMERATUR EPISCOPUS II’. Ed, ancora, ‘SECUNDO SECULO AERAE CHRISTIANAE, ANNO VERO CLXVI MARCELLIANO EPISCOPO II SIPONTINO EFFECTUS EST CLAMORE POPULI, ELECTUS EX PRAESBYTERIS SIPONTINAE ECCLESIAE JULIANUS E NOBILI FAMILIA HELVIORUM, QUEM ROMAM CONSECRAVIT SOTERUS PONTIFEX MAXIMUS. IN CHRONICON EPISCOPORUM ECCLESIAE SIPONTINAE NUMERATUR JULIANUS EPISCOPUS III’.
Risulta a vero che eleggere i vescovi in questo periodo storico fossero i presbiteri della comunità di appartenenza.

Poi, l”episkopos’ veniva unto col Crisma dal Papa, secondo l’uso romano. Certo che la Chiesa, pur vedendosi ostacolata nel suo diffondersi per le terribili persecuzioni di Nerone e Domiziano, ebbe modo di servirsi di missionari che evangelizzarono la Penisola nei secoli I, II e III.

La precisione del nostro amico testo la fa ancora da padrone quando annota che: ‘POST ANNOS LVI, COMPLETA SANCTISSIME CURA SUI PASTORALIS EPISCOPUS JULIANUS IV KAL. FEBR. ASCENDI AD DOMINUM, ANO VERO CHRISTI CCXXII. IN CHRONICON ANTIQUUM SIPONTINAE NUMERATUR III EPISCOPUS’. E, nel perdurare delle persecuzioni contro i cristiani da parte di Roma, non si interrompe la sequela dei vescovi sipontini. ‘IN CHRONICON EPISCOPORUM ECCLESIAE SIPONTINAE HABETRU UT SEQUITUR: PROPTER FLUCTUATIONES PERSECUTIONUM TEMPORE ROMANORUM IMPERATORUM ID EST FOEDISSIMI ELIOGABALI ATQUE MAXIMIMI, GORDIANI, PUPPIENI, BALBINI, DECII, VALERIANI (CHRISTI FIDELIUM OMNES CRUDELISSIMI PERSECUTORES) IN ECCLESIA SIPONTINA POST JULIANUS: QUO TEMPORE POPULI DEVOTIONE FUIT PROCLAMATUS AD EPISCOPATUM LEO PRAESBYTER SIPONTINUS EX PATRICIIS CIVITATIS, IN CHRONICON NUMERATUS IV ECCLESIAE SIPONTINAE EPISCOPUS, QUEM DIONYSUS PONTIFEX MAXIMUS ROMAE CONSECRATUS’.

Ed, ancora:’ IN CHRONICON EPISCOPORUM ECCLESIAE SIPONTINAE HABETUR UT SEQUITUR: ANNO REPARATAE SALUTIS CCXCIII, LEO IV ECCLESIAE SIPONTINAE EPISCOPUS, POST CURAM SUI VIGILANTISSIMI PASTORALIS ANNORUM XXVII SANCTISSIME VITUTIBUS CLERUS ET MIRACULIS OBDORMIVIT IN DOMINO, QUINTO KAL. AUGUSTI’. A dimostrazione della fedeltà dei sipontini alla fede cristiana, si legge a proposito dei martiri di Forconium quanto scritto dai Bollandisti, nella ‘BIBLIOTHECA HAGIOGRAFICA LATINA ANTIQUAE ET MEDIAE AETATIS’, Bruxelles, 1990-1991, 4580 a e 4586 b.

Il tutto è egregiamente annotato dal canonico-teologo don Silvestro Mastrobuoni’…Di San Giustino martire si ha soltanto tra le Reliquie una particella d’osso, e nell’ufficio una sola lezione storica, estratta dalla Passione dei Martiri di Forconium, ove si parla di lui e dei suoi fratelli Felice e Florenzo, sipontini. Si narra che, partiti da Siponto insieme con la vergine giusta, figlia di Florenzo (così chiamata perché battezzata da Giustino) i recarono prima a Chieti, poi a Forconium, dove si adoperarono per la conversione degli abitanti e vi morirono verso la fine del III secolo…’ Come non ammettere che in questo periodo esisteva una diocesi dalle nostre parti, così come lo si ammette per Napoli, Nocera e Benevento? A sorreggere questa tesi resta il fatto che ‘INTER MEMORIALES SANCTORUM MARTYRUM SIPONTINORUMINVENITUR S. EUSANIUS EPISCOPUS SIPONTINUS SOLUMMODO PROCLAMATUS, UI FURCONII IN VESTINIS ANNO CCC NOSTRAE SALUTIS PLURIMA PASSUS EST, SUB MAXIMIANO TORMENTA ET SPTIMO JUDUS JULII IN PACE QUIEVIT’.

Poi, ‘IN CHRONICON EPISCOPORUM ECCLESIAE SIPONTINAE HABETUR UT SEQUITUR: POST S. EUSANIUS IN ECCLESIAE SIPONTINA SUCESSIT EODEM ANNO CCC NOSTRAE SALUTIS AURELIUM PRAESBYTER ECCLESIAE SIPONTINAE E NOBILIUS CIVITAS, AETATIS SUAE ANNORUM XXXIII ELECTUS VI EPISCOPUS SIPONTINUM ET ROMAM A PONTEFICE MAXIMO MARCELLINO CONSECRATUS, IN QUA CURA SUAE PASTORALIS VIGILANTIAE SANCTISSIME MULTOS ANNOS SEDIT’.

Il’ CHRONICON’ poi annota come vescovi Simplicio, Teodoro e Felice. ‘FELIX IX EPISCOPUS SIPONTINUS SEDIT SANCTISSIME ANNOS XX ET SIPONTINUM IN DOMINO QUIEVIT POSTRIDIE KAL. JAN. AETATIS CHRISTI NNO CDLXVI, SUAE VERO LXI. IN CHRONICON ANTIQUUM EPISCOPORUM ECCLESIAE SIPONTINAE NUMERATUR INTER SANCTOS EPISCOPOS SIPONTINOS, UT HODIE AC ANTEA ECCLESIA SIPONTINA, UT IN ANTIQUO SUO BREVIARIO’ SANTISSIMUS’ VOCAT. POST FELICEM SANCTUM EPISCOPUM PER ANNOS XXII, EVACUATA EST CATHEDRA SIPONTINAE ECCLESIAE OB FLUCTUATIONES ARIANORUM ET PROHIBITIONES AB ODOACRE REGE ITALIAE ECCLESIIS IMPOSITUS, QUI NOLENS ULLUM EPISCOPATUM AC ETIAM PONTIFICATUM CRARI ABSQUE REGIS CONSULTATIONE AC SUI PRAETORII PRAEFECTUS: QUA DE CAUSA ECCLESIAE UT SUBMITTERENTUR AD IMPIETATEM REGIS ODOACRI, MULTOS ANNOS ABSQUE EPISCOPIS PERMANSERUNT’.

Dopo la morte del vescovo Felice, Siponto rimase a lungo senza una sicura vita spirituale.

Continua…

(A cura di Nicola Ciociola, Manfredonia 18.06.2016)



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati