FoggiaManfredonia
Il Comitato provinciale per il No: “Un comitato in ogni Comune della Capitanata”

C’è chi dice NO: da Foggia la battaglia contro la riforma Boschi-Renzi

“La Costituzione si può cambiare, certo, ma solo rispettando cittadini e Parlamento”

Di:

Foggia. “Siamo contro questa riforma per ragioni di metodo e di merito”: ha esordito con queste parole Alfredo Calderale, docente del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Foggia, all’incontro di venerdì 15 luglio, svoltosi negli spazi del Conart di Foggia, per illustrare le ragioni del Comitato provinciale per il No al referendum costituzionale. Accanto al professor Calderale, il presidente provinciale ANPI Foggia, Michele Galante, per esprimere un netto NO alla riforma Boschi-Renzi. “Una riforma approvata da una maggioranza risicata che ha usato molte forzature sul piano regolamentare per mettere a tacere il dissenso interno e da un Parlamento largamente delegittimato a seguito della sentenza della Corte costituzionale”, ha aggiunto Calderale. L’incontro, organizzato dal Comitato provinciale per il No al referendum costituzionale, ha evidenziato che “non è assolutamente vero che chi è contro questa riforma non vuole alcun cambiamento e vuole mantenere lo status quo”. Per il Comitato per il No, “la Costituzione si può e si deve cambiare col più ampio consenso del Parlamento e con scelte che salvaguardino l’equilibrio tra i poteri costituzionali, bilanciando bene pesi e contrappesi senza ridurre gli spazi di democrazia e di partecipazione”. Chi si oppone alla riforma, mette in rilievo come essa “oltre ad essere pasticciata, confusa, scritta male, insieme alla legge elettorale Italicum stravolge questi equilibri, privando i cittadini del potere di scegliere i propri rappresentanti, consegnando a una minoranza una maggioranza di seggi assolutamente spropositata, spostando a favore dell’esecutivo i rapporti, schiacciando e umiliando il parlamento e intaccando nei fatti anche la funzione di garanzia di organi fondamentali quali la Corte costituzionale, il Consiglio superiore della magistratura e la presidenza della Repubblica”. “Pur con queste ferite inferte agli assetti costituzionali, la riforma non risolverà nemmeno i problemi che dice di voler perseguire, quali lo snellimento e la velocizzazione del procedimento legislativo attraverso il superamento del bicameralismo paritario. La complessità e la confusione dei procedimenti previsti complicheranno qualsiasi legge e apriranno un nuovo e più pesante contrasto tra Camera e Senato e tra Camera e Regioni”.

L’esperienza dimostra che, quando si fanno riforme costituzionali a colpi di maggioranza, si determinano soltanto guasti profondi alla democrazia e si avvelena il clima politico. “La Costituzione è la casa comune di tutti gli italiani e non è proprietà di nessuno. L’Italia ha bisogno non di colpi di mano, ma di un processo di riforme condiviso e di un confronto sereno tra le diverse forze politiche. I nemici dell’Italia non sono coloro che vogliono chiarezza e salvaguardia dei principi costituzionali, ma chi vuole sfidare i cittadini senza essere tra l’altro nemmeno maggioranza nel Paese”. Numerosi sono stati gli interventi che hanno condiviso la relazione e hanno assunto l’impegno a costituire in ogni comune i comitati per il No alla riforma e a sviluppare un vasto confronto con i cittadini.



Vota questo articolo:
1

Commenti


  • Raffaele Vairo

    Non ho potuto purtroppo partecipare (per motivi familiari) all’incontro di venerdì 15 luglio u.s. svoltosi a Foggia e organizzato dal Comitato provinciale per il No al referendum costituzionale. Voglio in questa sede manifestare tutta la mia approvazione per l’iniziativa che mi auguro si ripeta anche qui a Manfredonia. Condivido pienamente e senza riserve quanto è stato detto, tra l’altro, nell’incontro e che vale la pena ripetere: “La riforma oltre ad essere pasticciata, confusa, scritta male, insieme alla legge elettorale (Italicum) stravolge questi equilibri, privando i cittadini del potere di scegliere i propri rappresentanti, consegnando a una minoranza una maggioranza di seggi assolutamente spropositata, spostando a favore dell’esecutivo i rapporti, schiacciando e umiliando il parlamento e intaccando nei fatti anche la funzione di garanzia di organi fondamentali quali la Corte costituzionale, il Consiglio superiore della magistratura e la presidenza della Repubblica”.
    Mi permetto solo di aggiungere che la riforma Renzi- Boschi della Costituzione:
    1. risponde ad una chiara logica di accentramento del potere;
    2. svaluta definitivamente il ruolo del Parlamento, facendone un burattino nelle mani della falsa maggioranza creata dall’Italicum:
    3. garantisce al Governo il sostegno scontato (altro che rapporto di fiducia) di una Camera composta – ancora una volta – soprattutto di nominati;
    4. consegna ad un solo partito, potenzialmente minoritario nel Paese, sia
    il potere legislativo sia quello Esecutivo, indebolendo i contro poteri previsti dalla Costituzione o svuotandone di fatto la portata;
    5. si riprende molti dei poteri affidati alle Regioni;
    6. rimanda al futuro il potenziamento effettivo degli strumenti di democrazia diretta e crea nuovi ostacoli a quelli già esistenti.
    Per queste ragioni (e tante altre) io voterò NO!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati