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"Le imprese balneari italiane sono un patrimonio economico, culturale e identitario del nostro Paese"

Spiagge. Bordo “Riforma organica settore e tutela imprese balneari”

"Le nuove norme vanno discusse e approvate rapidamente, ma con l’obiettivo di assicurare contemporaneamente le gare per le nuove concessioni"

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Foggia. “Le imprese balneari italiane sono un patrimonio economico, culturale e identitario del nostro Paese. Dopo le incertezze degli anni scorsi e, a maggior ragione, dopo la sentenza della Corte di giustizia europea che ha bocciato la proroga automatica fino al 2020 decisa dallo Stato italiano per le concessioni demaniali marittime e lacustri, i titolari degli stabilimenti hanno diritto di sapere quale sara’ il futuro che li attende. E’ infatti molto difficile fare investimenti e svolgere per bene la propria attivita’ senza una legge organica che disciplini l’intero settore. Nell’attesa della riforma che, mi auguro, arrivi in tempi rapidi, e’ comunque molto importante l’emendamento presentato al DL Enti Locali, in discussione alla Camera, che prevede la proroga delle concessioni per i rapporti gia’ in essere e pendenti”. E’ quanto scrive, in una nota, il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo, del Pd.

“Un made in Italy a tutti gli effetti quello del comparto balneare – prosegue Bordo – che conta 30.000 imprese, di cui il 95% a conduzione familiare ed individuale, e 100.000 addetti. Un marchio di garanzia che ci viene riconosciuto in tutto il mondo e che va assolutamente tutelato. Il riassetto della disciplina del settore, pur nel rispetto del quadro normativo europeo, non puo’, allora, non tener conto dei sacrifici compiuti e degli investimenti sostenuti nel corso degli anni dagli operatori. Parliamo di persone, di famiglie che spesso si tramandano l’attività da generazioni alimentando un indotto fondamentale e garantendo competitivita’ al nostro Paese”.

“Le nuove norme vanno discusse e approvate rapidamente, ma con l’obiettivo di assicurare contemporaneamente le gare per le nuove concessioni e la proroga di almeno trent’anni per gli attuali titolari degli stabilimenti. Le energie spese e gli investimenti realizzati non possono essere dispersi in nome di una liberalizzazione indiscriminata. Per quanto riguarda questo comparto, infatti, il nostro Paese ha una sua peculiarita’: il 40% della balneazione di tutta l’Europa e’ in Italia. Anche per questa ragione, sono certo che il Governo sapra’ farsi valere nel negoziato con l’Unione europea al fine di predisporre una riforma organica del settore che tuteli innanzitutto i titolari degli stabilimenti e tutti gli addetti” conclude Bordo.



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Commenti


  • Forza Italia

    Caro On.le Bordo, lei europeista convinto, non può a seconda della sua convenienza recepire o meno le leggi europee. Lei parla di Made in Italy, ma la Corte Europea non nega questo. La Corte Europea contesta che questo enorme giro di affari sia in mano da decenni in mano alle stesse persone, pagando canoni ridicoli, a discapito della concorrenza trasparente e onesta. Lei caro On.le, più che un riformista è un conservatore dei diritti dei pochi.

  • E con tanta evasione fiscale.


  • Dino

    Quando parla questo signore,mi sembra di ascoltare l’annuncio dei treni.
    L’Europa ha detto stop alle concessioni che si passano di generazione in generazione ai propri familiari. L’Europa l’ha voluta lei e adesso dice no? Ma vada a far ridere i polli.

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