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D’alemik colpisce Vendola e il Pd fa (di nuovo) harakiri

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Massimo D'alema. (Fonte image: lasinistraperaciano.it)

Bari – “VENDOLA fa parte di quella sinistra che ha costituito il problema maggiore per Prodi, fin dal primo governo. Ha fatto i conti con questo? Sa che gli italiani non vogliono che quanto accaduto si ripeta?” Questa imbarazzante domanda è stata espressa, solo due giorni fa, in un intervista sul quotidiano la Stampa dal presidente del Copasir (i servizi segreti) Massimo D’alema, che ha aggiunto: “Credo che prima occorra vedere se c’è intesa sulle basi politiche e programmatiche necessarie a stringere una alleanza non scontata.” Che il parlamentare ex Pci non gradisse affatto la presenza ingombrante dell’attuale presidente della Regione Puglia era noto sin dai tempi delle precedenti primarie (in cui aveva provato ad appoggiare l’anonimo Francesco Boccia, ricevendo una sonora sconfitta) ma D’alema, nei riguardi della “pressante” candidatura di Vendola alla guida del centro-sinistra, si mostra, in questa circostanza, più stizzito del solito. “Trovo singolare questa agitazione autopromozionale –sostiene- che utilizza – per altro – le primarie: strumento di un altro partito – il Pd – verso il quale non ha mai avuto parole di apprezzamento”. E aggiunge “I grandi partiti europei candidano il loro leader alla guida del governo. E’ un principio che abbiamo perfino inserito nel nostro Statuto. Quindi troverei ragionevole che, se vi sono dirigenti del Pd che intendono candidarsi alla guida del governo, si candidassero prima alla segreteria del partito”.

IL POPOLO DEL WEB CONTRO IL PD – A seguito di tali dichiarazioni, una parlamentare del Pd, Teresa Bellanova, ha pensato bene di diffondere sul social network facebook l’intervista del presidente del Copasir, che sostiene, tra l’altro, che deve essere il segretario del Democratici, Pier Luigi Bersani, a sfidare il centrodestra. “Noi siamo un partito democratico -si legge- , non abbiamo un padrone che si aiuta a restare in sella con molti quattrini e molte tv: ma proprio perché siamo democratici, la forza della nostra leadership è data dall’investimento che su di essa fa il gruppo dirigente. Abbiamo scelto un leader nemmeno un anno fa: indebolirlo, magari mentre si è in vista di possibili elezioni, non mi pare una mossa geniale”. Ma proprio il democratico Pd dimentica, volontariamente o non, che il leader di Sinistra e Libertà sia tutt’ora, secondo gli ultimi sondaggi interni, in testa nei gradimenti tra gli uomini del centro sinistra con il 50,7% delle preferenze. Il risultato è che, in pochi minuti, il popolo della rete si rivolta contro iniziando a inveire contro i vertici del Pd e riportando frasi quali ””Bersani il pappamolla, Berlusconi sarebbe stracontento.”

WALTER L’AUTOLESIONISTA – Nel frattempo, fa la sua ricomparsa l’ex segretario Walter Veltroni, l’uomo che, a suo tempo, è riuscito a portare il Pd dal 33% al 24,6% dei consensi e che ora pensa bene di avvelenare sul nascere il “Nuovo Ulivo” proposto dai d’alemiani, portando un documento firmato da 70 parlamentari del Pd (tra cui molti ex Margherita) che, di fatto, spacca a metà il partito. Questo proprio nel momento in cui il PdL è indaffarato nel “calciomercato” in seno all’UdC a causa dello strappo con Gianfranco Fini e finiani. D’alema e Bersani hanno avanzato la proposta di una nuovo legge elettorale proporzionale “di modello tedesco” e, in più, di un nuovo candidato premier simil-Prodi senza partito da poter comandare a bacchetta. E a Walter questo “Nuovo Ulivo” non è piaciuto affatto, così come è risultato indigesto allo stesso Nichi Vendola. “Il Pd -sostiene Veltroni ai microfoni di Repubblica Tv- non può essere un partito di un tempo che non c’è più. La cosa peggiore sono le ipocrisie e i colpi bassi, voglio un Pd aperto e maggioritario.” La risposta di D’alema, a differenza di quella del segretario Bersani, è, stranamente, tutt’altro che al vetriolo. “Penso a certi postulati -spiega- che accompagnano la polemica, del tutto legittima, sui possibili modelli di riforma elettorale. Anche qui: vorrei rassicurare Veltroni e dirgli che non è vero che pensare a sistemi diversi da un certo maggioritario significa voler “uccidere” il Pd.”

PANORAMA: MA ESISTE ANCORA IL PD? – Già nella giornata di oggi, il settimanale della famiglia Berlusconi Panorama, stupito di tanta grazia inattesa piovuta del cielo, che capita giusto nel momento in cui è necessario celare il più possibile la compravendita dei parlamentari di Casini da parte del centro destra, pubblica un articolo dal titolo “Ma esiste ancora il Pd?”. “Veltroni e D’Alema. Passati tre anni dalla fondazione del Pd -scrive il giornale del gruppo Mondadori-, a dettare la linea allo stato maggiore dei Democrats sono sempre in due. Spesso manovrando i fili dietro le quinte, anche se a volte preferiscono recitare sul palcoscenico.” In effetti risulta difficile riuscire a mostrarsi deboli e disaggregati proprio nel momento della maggiore crisi di consensi che il “partito dell’amore” abbia incontrato negli ultimi 15 anni. Eppure il Pd ci riesce benissimo, ogni volta, in tutti i momenti cruciali della politica italiana.

D’alemik colpisce Vendola e il Pd fa (di nuovo) harakiri ultima modifica: 2010-09-18T11:33:40+00:00 da Agostino del Vecchio



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