Cultura

Macondo – La città dei libri

Di:

Jeffery Deaver (cbs.it)

Jeffery Deaver (cbs.it)

Manfredonia – AUTORE prolifico e molto amato, Jeffery Deaver ha dispensato emozioni forti ai suoi lettori ed anche al pubblico cinematografico: basti pensare al film “Il collezionista di ossa” tratto dall’omonimo romanzo. Questa volta lo scrittore americano ci coinvolge in una vicenda inquietante che ha per protagonisti adolescenti, blog, giochi di ruolo e un assassino che ha architettato una terribile vendetta.

LA TRAMA – Siamo in California, e più precisamente nella penisola di Monterey. Sulla Highway 1 appare una strana croce di legno, a bordo strada, su cui è incisa la data del giorno dopo e alla cui base ci sono dei petali di rosa. Il giorno dopo, nelle vicinanze, viene ritrovata una ragazza in fin di vita. L’episodio si ripete: sulla stessa strada appaiono altre croci ad annunciare morti non ancora avvenute. Il caso viene affidato a Kathryn Dance, agente del CBI (California Bureau of Investigation) esperta nel linguaggio non verbale del corpo. Per risolvere il caso l’agente si avvale dell’aiuto del collega O’Neil, del quale è segretamente innamorata, e di altri collaboratori. Tuttavia si ritrova ad indagare in un ambiente per lei sconosciuto: il mondo dei giochi di ruolo su internet. Un’indagine complessa in quanto l’assassino appare imprendibile, come fosse sparito in uno dei mondi virtuali dove, con sempre maggiore facilità, si confonde la realtà dalla finzione “sintetica”. Nel corso dell’indagine non mancano i colpi di scena e gli sviluppi sorprendenti che portano ad un finale non prevedibile.

L’ANALISI – Jeffery Deaver ripropone, in questo romanzo, la sua eroina Kathryn Dance, già protagonista della “Bambola che dorme”. Si tratta di un personaggio di spessore, pieno di contraddizioni. Una donna forte che conquista subito le simpatie dei lettori. Ma belli sono anche i personaggi di contorno, soprattutto Travis Brigham, un ragazzino, il principale indiziato per gli omicidi. L’autore dosa sapientemente suspense e informazioni, agevolando nel lettore il coinvolgimento emotivo e l’empatia per i personaggi. Si possono perdonare all’autore la semplicità della scrittura e alcune incongruenze, anche perché il suo lavoro di ricerca è senza dubbio apprezzabile. In modo particolare quando ci prende per mano e accompagna su Aetheria, mondo virtuale nel quale si muovono i protagonisti del gioco DQ. Il finale è un monito a rimanere coi piedi per terra, a non permettere che quanto ci sia di immaginifico e irreale nelle nostre vite prenda il sopravvento e divenga più forte e importante di una religione.

L’AUTORE – Jeffery Deaver è nato a Chicago nel 1950. A quaranta anni ha abbandonato il lavoro di avvocato per dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Secondo il Times è il più grande autore di thriller vivente. Ha venduto più di venti milioni di copie dei suoi romanzi, in tutto il mondo. Il primo grande successo è stato Il collezionista di ossa. Tra gli altri titoli I corpi lasciati indietro, Nero a Manhattan, La luna fredda, La notte della paura (di Carmine Totaro).

Il giudizio di Carmine
Jeffery Deaver
La strada delle croci
Rizzoli, 2009
Giudizio: 3/5

Pio XI

Pio XI (fidest.wordpress.com)

“IL PAPA NON DEVE PARLARE. CHIESA, FASCISMO E GUERRA D’ETIOPIA” – Il Vaticano, Pio XI, il fascismo, la guerra di Etiopia (1935 – 1936). Lo scenario nazionale e quello internazionale, l’acuirsi dei contrasti e la sconfitta delle diplomazie. “Il papa non deve parlare. Chiesa, fascismo e guerra d’Etiopia”, saggio di Lucia Ceci, edito da Laterza, tratta, in modo lucido ed imparziale di una questione ancora aperta. Spesso polemica, quanto mai irrisolta e frammentariamente dolorosa. Con il solo ausilio dei documenti, la Ceci conferma quel che la storia ha abbondantemente rilevato da anni: il Vaticano, se non proprio complice, si oppose in maniera eccessivamente timida nei confronti del regime fascista e delle manovre belliche perpetuate ai danni di quelle che, unanimemente, stampa reverente e propaganda martellante presentavano come razze inferiori. La guerra d’Etiopia venne disegnata come una crociata. Il Duce si servì dei martiri ecclesiastici, esaltò fino all’idolatria missionari d’Abissinia, lisciò gli ingranaggi delle Curie italiche, per conquistare alla causa diocesi ed associazionismo cattolico, mondo intellettuale e periodici curiali.

Nel mezzo, fra l’intransigenza delle sinistre e di una parte del mondo cattolico, e la maggior parte di Vescovi e sacerdoti, prostrati sull’inginocchiatoio della Patria a orare Nostro Signore delle armi e della civilizzazione, uno spaesato Pio XI, sospeso fra opportunismo e convenienza: da un lato convinto assertore dell’ingiustizia bellica (la guerra, disse, avrebbe posto l’Italia intera in “stato di peccato mortale”), dall’altro, inetto alla ribellione, incapace alla presa delle distanze. Il mutismo di Papa Ratti è il filo rosso del saggio della Ceci. Anche di fronte alle braccia vigorosamente tese della sua milizia sacerdotale, sacralizzati adesso alla causa del Duce; anche di fronte alle perplessità dei suoi più stretti collaboratori; anche di fronte alle stragi abissine; anche di fronte alla palese violazione dei trattati internazionali, il bianco successore di Pietro non levò la sua voce pubblicamente, limitandosi, di tanto in tanto, a qualche riferimento dall’acre sapore di boutade.

Colpa tanto maggiore, perché a soccombere sotto il furore dell’aviazione italiana era il millenario regno cristiano di Etiopia, prima terra secolare, poi barbaro appezzamento da soggiogare alle voglie predatorie italiche. Grazie a Lucia, la storia ufficiale può aggiungere un decisivo tassello al suo mosaico. Un mosaico scuro di timori e di paure, di reticenza e di oblii (di Piero Ferrante).

Il giudizio di Piero
Lucia Ceci
Il Papa non deve parlare. Chiesa, fascismo e guerra d’Etiopia
Laterza
, 2010
Giudizio : 4/5

Libri, immagine d'archivio

Libri, immagine d'archivio

LIBRI CONSIGLIATI DA STATO IN QUESTA SETTIMANA
Victoria Donda, Il mio nome è Victoria, Corbaccio 2010
Gian Mauro Costa, Il libro di legno, Sellerio, 2010
Marco PeroniRiccardo Cecchetti, Gigi Meroni. Il ribelle granata, Becco Giallo, 2010

LIBRI CONSIGLIATI DA UBIK FOGGIA
Omar Di Monopoli, La legge di Fonzie, ISBN 2010
Camilla Baresani, Un’estate fa, Bompiani 2010
Elizabeth Gilbert, Mangia, prega e ama, Rizzoli 2007

LIBRI PIU’ VENDUTI A FOGGIA, LIBRERIA UBIK
1. Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi, Mondadori 2008
2. Pino Aprile, Terroni, Piemme 2010
3. Gaetano Cappelli, Canzoni della giovinezza perduta, Marsilio 2010

Macondo – La città dei libri ultima modifica: 2010-09-18T18:17:17+00:00 da Redazione



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi