Capitanata

Le Case soggiorno di Margherita tramutate “curiosamente” in RSA

Di:

Margherita di Savoia, visione dall'alto (fonte image archivio: italia.hotels)

Bari – “IL Collegio ritiene necessario rimettere la causa in istruttoria e disporre verificazione al fine di stabilire (..) quale sia l’esatta finalità della struttura oggetto della convenzione 21 luglio 2009 stipulata tra il Comune di Margherita di Savoia e la ATI Costruzioni Crescenti s.r.l. e GEA soc. coop. a r.l. e se l’eventuale finalizzazione a fungere da R.S.A. fosse già evidente al momento in cui il Comune di Margherita di Savoia inoltrava alla Regione la richiesta di verifica di compatibilità”.

Dunque attesa per la realizzazione a Margherita di Savoia della R.S.A “S. Giuseppe”: il Tar Puglia di Bari – seconda sezione – ha pronunciato la sentenza non definitiva sul ricorso della Community Care S.r.l., rappresentata e difesa dall’avv. Michele Didonna, contro Regione Puglia e Comune di Margherita di Savoia, rappresentato e difeso dall’avv. Ugo Patroni Griffi, nei confronti di A.T.I. Costruzioni Crescente S.r.l. e Soc.Coop. Gea; Villa Azzurra Srl, rappresentata e difesa dall’avv. Luigi Giuseppe Decollanz, per l’annullamento (ricorso introduttivo del giudizio) della nota del 7.10.2009, con cui il Settore Programmazione e Gestione Sanitaria presso l’Assessorato regionale alle Politiche della Salute della Regione Puglia, ai sensi dell’art. 7, L.R. 28.05.2004, n. 8, ha negato il parere di compatibilità regionale sulla domanda prot. n. 34975 del 27.11.2008 promossa dalla ricorrente, pel tramite del Comune di Canosa di Puglia, per l’autorizzazione alla realizzazione nel medesimo territorio di una nuova struttura residenziale e semiresidenziale denominata residenza sanitaria assistenziale (R.S.A) “S. Giuseppe”

Negazione inoltre: b) della determinazione dirigenziale n. 353 del 5.11.2007, con cui il medesimo Settore sanitario ha rilasciato il parere di compatibilità regionale in favore del R.T.I. “Costruzioni Crescente S.r.l. e Soc. Coop. GEA” per la realizzazione nel Comune di Margherita di Savoia di una R.S.A. per n. 70 posti letto e di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale (..) ivi compresa l’autorizzazione alla realizzazione eventualmente rilasciata dal Comune di Margherita di Savoia in favore del raggruppamento controinteressato, in esito alla citata determinazione dirigenziale n. 353/2007.

Per il ricorso per motivi aggiunti depositato il 10 febbraio 2010: delle note del 27.03.2007 e 26.10.2007 per il cui tramite il Comune di Margherita di Savoia ha chiesto il parere di compatibilità regionale ex art. 7, L.R. n. 8/2004, per la realizzazione, non di una Casa di Cura e Soggiorno per Anziani, bensì di una “R.S.A. per n. 70 posti letto, oltre n. 10 posti letto per centro diurno Alzheimer” e della nota del 30.10.2007 con cui il Comune ha comunicato al Settore sanitario regionale che “.. è stata aggiudicata la concessione per la progettazione, realizzazione e gestione di una R.S.A. nel Comune di Margherita di Savoia all’A.T.I. Costruzioni Crescente s.r.l. e GEA Soc. Coop.va”; della convenzione sottoscritta il 27.05.2008 tra il Comune e la società “Villa Azzurra” a r.l., avente ad oggetto “l’affidamento in concessione della progettazione, costruzione, gestione e manutenzione per la realizzazione della Casa di Cura e Soggiorno per Anziani e di una R.S.A. in contrada Cappella” e della deliberazione di C.C. n. 40 del 30.03.2005, mercè la quale il Comune di Margherita di Savoia ha approvato il progetto preliminare per la realizzazione in contrada “Cappella” di una “Casa di Cura e Soggiorno per Anziani”, contestualmente nominando l’A.T.I. Costruzioni Crescente s.r.l. e Soc. Coop. GEA quale soggetto “promotore”.

Infine, (ove occorra) della determinazione n. 168 del 27.02.2007 con cui è stata aggiudicata in favore del predetto raggruppamento d’imprese”. L concessione della progettazione, realizzazione e gestione della Casa di Cura e Soggiorno per Anziani” sulla base del progetto preliminare approvato con la citata determinazione n. 40/2005.

Si costituiscono in giudizio il Comune di Margherita di Savoia e Villa Azzurra Srl. Relatore nell’udienza pubblica del giorno 7 luglio 2011 il dott. Roberta Ravasio.

LA VICENDA – Con ricorso passato alla notifica l’11 e depositato il 25 novembre 2009 la ricorrente Communiy Care s.r.l., premettendo di aver chiesto al Comune di Canosa di Puglia l’autorizzazione a realizzare una residenza sanitaria assistenziale denominata “Istituto San Giuseppe”, finalizzata alla erogazione di prestazioni sanitarie in regime residenziale e semiresidenziale non ospedaliero, a ciclo continuativo e diurno, impugna con il ricorso introduttivo del giudizio la nota del Settore sanitario regionale del 7 ottobre 2009, a mezzo della quale la Regione Puglia nega alla ricorrente il parere di compatibilità regionale ex art. 8 ter L. 502/92 sul presupposto che il fabbisogno regionale per l’attività sanitaria interessata risultava già soddisfatto: in particolare, da ultimo, a seguito del rilascio della verifica di compatibilità di cui alla determina dirigenziale n. 353 del 5 novembre 2007, afferente una RSA a Margherita di Savoia, contrada “Cappella”.


L’accesso agli atti del Comune.
La ricorrente accede agli atti del Comune di Margherita di Savoia apprendendo che il Comune, con determinazione dirigenziale n. 168 del 27 febbraio 2007 ed a seguito di procedura ad evidenza pubblica, aveva aggiudicato alla A.T.I. Costruzioni Crescente s.r.l. ed al soggetto promotore Coop. GEA, la costruzione non di una R.S.A. bensì di una Casa di Cura e Soggiorno per Anziani, la quale avrebbe dovuto essere terminata entro 760 giorni. A tale aggiudicazione seguiva però, da parte del Comune di Margherita di Savoia, la richiesta di compatibilità regionale non per una Casa di Cura e Soggiorno per Anziani, bensì per una R.S.A. con 70 posti letto, oltre ulteriori 10 posti letto per centro diurno Alzheimer. “La verifica di compatibilità regionale di cui alla determina n. 353/07, dunque, non si riferiva ad una R.S.A., bensì ad una struttura di tipo diverso.

Ciò premesso con il ricorso per motivi aggiunti la ricorrente deduceva l’illegittimità degli atti ivi impugnati; “da una parte in relazione al fatto in esito alla procedura ad evidenza pubblica il Comune ha aggiudicato la realizzazione della struttura alla A.T.I. Costruzioni Crescenti s.r.l. e Coop. GEA, mentre il successivo contratto di project financing é stato stipulato con un soggetto diverso, la “Villa Azzurra” s.r.l., la cui maggioranza del capitale é detenuta da un soggetto terzo rispetto alle società aggiudicatarie”. Inoltre “la convenzione stipulata tra il Comune di Margherita di Savoia la “Villa Azzurra” s.r.l. contempla anche la realizzazione di una struttura per R.S.A., la cui costruzione, pertanto, é stata affidata direttamente senza il preventivo espletamento di una procedura ad evidenza pubblica”.

Si costituiscono in giudizio per resistere al ricorso sia il Comune di Margherita di Savoia, che ha eccepito l’inammissibilità del ricorso, che la società “Villa Azzurra” s.r.l.

“Poiché ciò che viene in considerazione nel presente giudizio é, appunto, la legittimità del parere di compatibilità regionale rilasciato dalla Regione Puglia per la realizzazione di una R.S.A. in Comune di Margherita di Savoia, contrada “Cappella” – spiega il Tar – sussiste l’interesse della ricorrente al ricorso, dal cui accoglimento conseguirebbe l’immediata perdita di efficacia del parere di compatibilità regionale oggetto di gravame, sul quale si fonda il diniego opposto alla ricorrente con la nota regionale del 7 ottobre 2009”, spiega il Tar.

Per il ricorso introduttivo del giudizio: “E’ interessante notare che la convenzione, nelle premesse, dà atto che il Comune di Margherita di Savoia con avviso pubblico del 21 settembre 2004 rendeva pubblico l’intendimento di affidare la progettazione, realizzazione e gestione di una “Casa di Cura e Soggiorno alla Contrada Cappella” ma “curiosamente, agli artt. 8 , 9 e 17 della convenzione spunta, inaspettatamente ed en passant, il riferimento alla realizzazione di una R.S.A” (..) “ Nessun ulteriore accenno alla realizzazione di una RSA é contenuto nella convenzione di che trattasi, che, peraltro, nelle premesse e nella definizione dell’oggetto della convenzione non effettua alcuna accenno alla realizzazione di una Residenza Sanitaria Assistenziale”.

“Tanto premesso, il Collegio ritiene opportuno disporre incombenti istruttori al fine di appurare l’effettiva finalità della struttura in relazione alla quale é stata rilasciata la verifica di compatibilità di cui alla determinazione regionale n. 353/2007: infatti, ove risultasse che la struttura in questione non é finalizzata, in via prioritaria, ad ospitare anziani non autosufficienti, affetti da patologìe croniche e non assistibili al domicilio, si dovrebbe concludere che una simile struttura in realtà non é una R.S.A.; di conseguenza, la valutazione di compatibilità impugnata con il ricorso principale sarebbe illegittima in quanto affetta da falso presupposto”.

“D’altro canto non si può sottacere che non pare corrispondere a criteri di ragionevolezza il fatto che una verifica di compatibilità venga rilasciata sulla base di un progetto che non sia già articolato in modo definitivo e che non sia già stato presentato ai fini del rilascio della autorizzazione” (…) “una verifica di compatibilità rilasciata “prematuramente” o con largo anticipo rischia infatti di risolversi in una sorta di “prenotazione” dei posti letto disponibili, la cui realizzazione rimane così preclusa ad altri soggetti, a rischio di rimanere bloccata per anni, come é avvenuto nel caso di specie. E’ quindi necessario stabilire su che tipo di progetto si sia pronunciata la Regione allorché rilasciava l’attestazione di compatibilità di cui alla determina n. 353/2007.

“Si deve infatti rilevare che la denominazione “Casa di cura e soggiorno per anziani”, non solo non corrisponde ad alcuna delle definizioni di cui all’art. 43 L.R. 19/06, ma di per sé nulla dice in ordine alla tipologìa degli anziani ai quali essa si rivolge: in particolare essa non consente affatto di inferire la sua destinazione ad anziani affetti da patologìe cronico-degenerative e non autosufficienti, requisiti questi indispensabili per la classificazione della struttura come RSA (di cui le RSSA ex art. 43 comma 1 lett. c della L.R. 19/06 sono una specie)”.

“Motivo di dubbio sorge allorché si ponga attenzione al fatto che nella delibera di Giunta n. 40/2005 si legge – spiega il Tar – che “per la realizzazione e gestione di una casa di cura e soggiorno per anziani e/o autosufficienti in zona “Cappella”, il RUP assistito dall’arch. Schianaia Vincenzo ha ritenuto meritevole, per la rispondenza agli interessi dell’A.C., la proposta presentata dalla costituenda ATI Costruzioni Crescenti s.r.l. – GEA soci- coop. a r.l…”: vi é dunque motivo per credere che il progetto preliminare approvato con la citata delibera di G.M. n. 40/2005 in realtà non si riferisca in via esclusiva ad una R.S.A. per anziani malati e non autosufficienti“.

D’altro canto si deve dare atto del fatto che all’art. 17 della convenzione 21 luglio 2009 stipulata tra il Comune di Margherita di Savoia e la “Villa Azzurra s.r.l.” , si afferma che le entrate della Casa di cura e soggiorno sono generate dai “ricavi di gestione di settantacinque (75) posti letto per ospiti non autosufficienti con oneri di degenza a proprio carico o a carico dei familiari; ricavi generati dalla gestione di cinque (5) posti letto per ospiti non autosufficienti con oneri di degenza a carico del Comune con il concorso di altri Enti Pubblici di assistenza; ricavi generati dai servizi di assistenza diurna presso la medesima struttura per un massimo di 20 ospiti giornalieri con oneri di degenza a proprio carico, a carico dei familiari ovvero, ove ne ricorrano le condizioni, a carico di eventuali Enti di assistenza..”. All’art. 19 vengono invece stabilite le tariffe, ivi comprese quelle da applicarsi ai 75 posti letto a carico degli interessati o delle rispettive famiglie.

“Si evince da tale precisazione, afferente i ricavi dell’ente, che la struttura sarebbe progettata per ospitare 80 persone non autosufficienti; ma a tal punto non si comprende per quale motivo nella convenzione – di due anni posteriore alla determina regionale n. 353/2007 – sia stata prevista la realizzazione di un numero di posti letto superiore a quelli indicati nella verifica di compatibilità, nonché 20 posti per degenza diurna, da quella totalmente esclusi”.

Da qui il Tar ha ritenuto necessario rimettere la causa in istruttoria e disporre verificazione al fine di stabilire, tramite l’esame del progetto preliminare approvato dalla delibera di G.M. n. 40/2005 nonché del progetto eventualmente presentato ai fini del rilascio della autorizzazione di cui agli artt. 8 ter D. L.vo 502/92 e 5 e segg. L.R. 8/2004, quale sia l’esatta finalità della struttura oggetto della convenzione 21 luglio 2009 stipulata tra il Comune di Margherita di Savoia e la ATI Costruzioni Crescenti s.r.l. e GEA soc. coop. a r.l. e se l’eventuale finalizzazione a fungere da R.S.A. fosse già evidente al momento in cui il Comune di Margherita di Savoia inoltrava alla Regione la richiesta di verifica di compatibilità. “Tale accertamento é funzionale a stabilire se la determina regionale n. 353/2007 sia affetta dall’eccesso di potere prospettato nel ricorso introduttivo del giudizio, impregiudicata ogni decisione sugli ulteriori motivi prospettati in ricorso principale nonché nel ricorso per motivi aggiunti”.

n.marchitelli@statoquotidiano.it



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi