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Foggia indenne all’Arena Garibaldi. Col Pisa finisce 1 a 1

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Pisa – NERVI, pioggia e uno a uno. Tre concetti chiave bastano per descrivere Pisa-Foggia. Un match duro, cui i satanelli giungono con l’urgenza di far punti. La sconfitta contro il Benevento allo Zaccheria ed il pareggio di Vercelli sono un viatico men che discreto per la comapgine rossonera. Allora Bonacina rimescola le carte, manda in soffitta il 4-3-3 e si affida ad un più compatto 4-2-3-1, con il neo arrivato Marco Giovio preferito a Tiboni come terminale offensivo per il tridente di trequarti Cortesi (a destra), Lanteri (a sinistra) e Venitucci (play avanzato). Dietro, diga a due con il rozzo Meduri e Vagner a occupare il ruolo di coriacei frangiflutti per la linea a quattro di difesa composta dai centrali Lanzoni e Gigliotti e dai terzini Cardin (a destra) e capitan Tomi (a sinistra). In porta, l’intoccabile San Ginestra.

La formichina rossonera, per mettere dunque punti in cascina conta dunque sull’equilibrio, fondamentale per disinnescare le giocate di un Pisa che, al contrario dei ragazzi ribelli in bianco, contano sull’esperienza di calciatori come Carparelli, Perez e Favasuli e sulle ripartenze. Anche se, pronti via, la palla per passare avanti capita proprio ai dauni. L’illuminato Venitucci inventa un passaggio filtrante che spappola il ventre molle della difesa neroazzurra, Giovio ringrazia, riceve ma a colpo sicuro spara su Pugliese. E’ un lampo. Il Foggia aspetta i toscani nella propria metà campo e organizza, da lì, le folate offensive. Così al 15′ quando è ancora Giovio a non approfittare dello svarione di benedetti che cicca di testa appena fuori dalla propria area un facile pallone di Venitucci. I satenlli prendono coraggio. A sinistra, Tomi e Lanteri fanno il bello ed il cattivo tempo e spaventano i padroni di casa. Il Pisa si affaccia nell’area foggiana solo al minuto numero 24′, quando Ilari stampa sulla traversa una gradissima palla gentilmente offerta da capitan Carparelli. La formazione allenata da Dino Pagliari si scuote e, nel giro di 10 minuti va vicina al gol altre due volte. La prima, un minuto dopo, con Ginestra che veste i panni del campione sulla conclusione da fuori di Scampini. La seconda, al 33′, con Perez che gira al lato il pallone dopo essersi svincolato dalla marcatura di Lanzoni.

Bonacina in panchina si agita, colloquia con tutti e predica calma. E al 40′ per poco Cortesi, fino a quel momento in ombra, per poco non regala il vantaggio al manipolo di coraggiosi tifosi che si sono sobbarcati pioggia e viaggio. Tomi compie il solito raid sulla sinistra, Giovio viene steso in area, ma la palla filtra fino all’ala destra ex Carpi che, da buona posizione, sfiora il palo alla destra di Pugliese. Neppure il tempo di rammaricarsi che il Pisa fa il verso ai satanelli: azione fotocopia della squadra di casa con Benedetti nelle veci di Cortesi. Fino all’intervallo c’è tempo solo per una debole conclusione di Venitucci che Pugliese blocca senza patemi.

Nella ripresa, il Pisa decide di dare una scossa alla partita. Il muro del Foggia regge con sicurezza fino al nono, quando, su punizione battuta dalla destra da Carparelli, la retroguardia ha un attacco di amnesia, dimentica Bencivenga il cui piattone, a cinque metri da Ginestra, assolve incredibilmente i peccatori di difesa. I rossoneri non riescon a far girare palla, e riuscire ad arginare un Pisa straripante è impossibile. Bonacina allora scegli edi rinvigorire l’attacco e, al 55′, getta nella mischia Molina per un evanescente Cortesi. Ma sono ancora i crociati a mancare la segnatura. L’Arena Garibaldi per poco non viene giù quando, al 60′, Ginestra mette una pezza ad un orroraccio di Lanzoni con uno strepitoso intervento, ipnotizzando Perez lanciatissimo a rete. I satanelli vanno in tilt e così il mister orobico tira fuori l’insufficiente Giovio per Defrel. Il francesino da tasca, all’esordio con la casacca rossonera non si fa pregare e al 74′ porta in vantaggio il Foggia. Il solito Lanteri parte come una scheggia sulla sinistra, salta un avversario e mette in mezzo, dove l’attaccante i prestito dal parma fa zero a uno in scivolata.

Ma, anche senza Zeman in panchina, sul Foggia grava pesante la nuvola fantozziata del masochismo. 77′. Lancio innocuo di Ton dalla trequarti, in area rossonera Carparelli svetta fino in cielo e di testa beffa Ginestra. Poi, per quasi venti minuti, non succede più nulla. Con Bonacina che tenta la carta Agodirin ma i nervi che fanno saltare tutti gli schemi. E al 90′ l’arbitro Aureliano sventola il cartellino rosso sotto il naso di Scampini (fallaccio nel cuore del centrocampo su Vagner) e del’ingenuo Fabio Meduri (preteste). Per Bonacina, “un pareggio che vale una vittoria”, per la graduatoria un lieve salto in avanti.

TABELLINI: A.C. PISA – Pugliesi; Benvenga, Raimondi, Ton, Benedetti; Ilari (dal 65´ Tremolada), Scampini, Berardocco, Favasuli; Carparelli, Perez (dal 62´ Perna). A disposizione: Sepe, Audel, Bizzotto, Tremolada, Gatto, Perna, Strizzolo. All. Pagliari
US FOGGIA – Ginestra; Cardin, Lanzoni, Gigliotti, Tomi; Wagner, Meduri; Cortesi (dal 56´ Molina), Venitucci (dall´83´ Agodirin), Lanteri; Giovio (dal 65´ Defrel). A disposizione: Botticella, D´Orsi, Defrel, Molina, Bianchi, Tiboni, Agodirin. All. Bonacina
AMMONITI – Raimondi, Favasuli, Carparelli (P); Meduri, Venitucci, Giovio, Cardin, Molina (F); ESPULSI – Scampini (P) rosso diretto per gioco scorretto; Meduri (F) per proteste
NOTE: Giornata piovosa, campo pesante. Spettatori 4000 circa, di cui una cinquantina da Foggia. Angoli 3 a 2 per il Pisa. Recupero: 0′, 5′

PAGELLE – (IL MIGLIORE) Ginestra 7 – Il colpo di testa di Carparelli è troppo angolato per potervi arrivare, ma il portierone foggiano è l’eroe della giornata. Senza di lui, la nave rossonera avrebbe imbarcato non solo pioggia, ma almeno un paio di pappine. Miracoloso in almeno due circostanze in cui tramuta l’acqua dello svantaggio nel vino prezioso della speranza. Monumento
Cardin 6.5 – Il ragazzo è una roccia. Ha fiato, coraggio, grinta da vendere, e strombazzando strombazzando, non disdegna di svolazzare come una farfallona muscolosa nelle arie altrui. Non sbaglia niente. Bravo.
Tomi 7 – Capitano che non abbandona la barca nemmeno nei momenti peggiori, porta la suqadra a reggere l’urto degli assalti pisani. Non perde mai la lucidà non perde palloni. Crossa e salta l’uomo come un’ala. Ci è mancato anche lui nella scorsa stagione. Ritornato.
Vagner 6 – E’ come un tubista, fa il lavoro sporco mettendo mani nella sozzura. Randella con buona lena e discreta furbizia. Lui e Meduri, a volte, si pestano i piedi, ma coprono comunque la zona più delicata del campo. Non demerita. Riparatore.
Lanzoni 5.5 – Rovina un’ottima partita con una sciagura. Ginestra stava per mangiarlo come antipasto della cena di questa sera. Per fortuna che Perez ha i piedi molli, altrimenti oggi staremmo a raccontare dell’ennesima occasione sprecata. Consigliamo il patron di fornire in omaggio al ragazzo una fornitura a vita di pesce, toccasana per memoria e concentrazione. Smemorato.
Gigliotti 6.5 – Gigliòtti o Gigliottì che sia, il Nesta de noandri puntella la difesa che è un piacere. Quando Lanzoni fa il Lanzoni, i due sono praticamente insormontabili. Una bella notizia dopo il colabrodo dello scorso anno. Muro.
Cortesi 5.5 – Lento ed impacciato, per poco non fa 1 a 0 più per caso che per esserlo cercato. Fatica ad ingranare e raramente riesce a saltare l’uomo. Cardin, che gli sta dietro, lo sorpassa da sinistra e da destra e crossa in sua vece per buona parte dei 55′ minuti che resta in campo. Bonacina lo considera uno dei migliori. Ha tutto da dimostrare. Rimandato (si spera a settembre) (dal 55′ Molina 5.5 – Il gioeillino orobico ha i numeri. Per ora gli manca un pò di corsa nelle gambe. Non incide sulla partita più di tanto)
Meduri 4.5 – La cosa peggiore che un giocatore possa fare, è farsi cacciare, al 90′, con gli avversari appena rimasti in dieci e la possibilità di sfruttare per gli ultimi cinque minuti la superiorità numerica. Lui lo fa dopo una partita di enorme sacrificio in cui ha dimostrato di essere importante per gli equilibri. Risultato: partita ammazzata e prossimo turno in tribuna. Mah.
Giovio 5 – Se questo ragazzo vuole essere l’erede di Sau ne deve fare di strada. Si divora, dopo due minuti, un gol grosso come una montagna. Per il resto, prova a giocar di sponda, dialogando spesso con gli avversari. Fa molta confusione, ma aspettiamo di vederlo allo Zaccheria. (65′ Deferl 7 – Che strano mestiere l’attacante. NOn devi fare altro che toccare la palla e ficcarla dentro. Ecco, Gregorietto fa esattamente quello. Tocca una palla, una, e la ficca in porta, mostrando di essere, attualmente, il bomber più prolifico del Foggia. In attesa di risposta di Giovio e Tiboni. Stakanovista.)
Venitucci 6.5 – Il suo piede è una calamita. dalle sue parti passano tutti i palloni più importanti. Schierato da play alto, non disdegna di venire in contro a Meduri e Vagner. Apre, chiude, serve, taglia e cuce. Lo davano come migliore acquisto della stagione. Finora difficile dar torto ai colleghi. Conferma. (85′ Agodirin s.v)
Lanteri 7 – Tre partite, un gol e un assist (oggi). Per oltre un’ora gioca a velocità supersonica. Negli Stati Uniti hanno pensato a lui per il sequel dell’ultra kitch “Flash”. A Pisa ha giocato a destra, a sinistra, al centro. E’ stato il tuttofare dell’attacco. Defrel ringrazia e sottoscrive. Tutti in piedi, signori.



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