Lavoro

Dal pacchetto lavoro massimo 90 mila posti

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Lavori e precari (immagine d'archivio)

Lavori e precari (immagine d'archivio - PH: lisoladeicassintegrati)

Il cosiddetto “pacchetto Giovannini” non produrrà un vero e proprio abbattimento della disoccupazione, permettendo al massimo il recupero di 90 mila posti. Lo ha detto Ilaria Lani, responsabile delle Politiche giovanili dalla Cgil, durante un’audizione nella commissione Lavoro della Camera.

“Gli interventi per incentivare l’occupazione stabile, anche giovanile, sono in linea di massima interessanti – osserva – ma non sembrano, per scarsità di risorse impiegate e modalità di impiego, poter andare oltre il recupero della disoccupazione cosiddetta frizionale”.

Considerando, infatti, i ‘posti vacanti’ rilevati dall’Istat – fa notare la Cgil – si possono stimare circa 90mila posti di lavoro attualmente non occupati e disponibili, che possono essere tradotti al massimo in un abbattimento del tasso di disoccupazione di appena lo 0,4%”. Quello che servirebbe, invece, “è una terapia d’urto che rilanci gli investimenti senza passare per un aumento della precarietà”.

In giornata il ministro del Lavoro Enrico Giovannini è tornato sul pacchetto, illustrandone le misure a Prima di Tutto su Radio Uno Rai. “Noi ci aspettiamo una ripresa, seppur timida, tra il terzo e quarto trimestre di quest’anno – ha detto Giovannini -, ma prima che questa abbia effetto sul lavoro potrebbe volerci del tempo, per cui adesso ci stiamo concentrando sulla possibilità di assumere con degli incentivi a tempo indeterminato i giovani, proprio per dare loro un futuro”.

“D’altra parte – prosegue Giovannini – abbiamo inserito incentivi per le assunzioni di tutte le persone, disoccupate, al di là della fascia d’età. Questo significa che, se un imprenditore assume un giovane a tempo indeterminato, e questa decisione fa aumentare l’occupazione dell’impresa, per un anno e mezzo essa non paga contributi sociali, si azzerano completamente. Quindi, un risparmio notevole e noi speriamo che, nella fase di ripresa, soprattutto quelle imprese che si riaffacciano sui mercati internazionali, possano usare questo strumento. Non a caso, la rilevazione di Unioncamere, indica in 180 mila il numero delle piccole imprese intenzionate ad usare questo incentivo”.

“Tutto il governo – aggiunge Giovannini -, a partire dal suo insediamento, si è impegnato fortemente sui temi della crescita e della disoccupazione, in specie giovanile”. “I provvedimenti presi a fine giugno – dice Giovannini – con investimenti stanziati per oltre un miliardo per finanziare assunzioni di giovani a tempo indeterminato, per finanziare le start-up giovanili, per progetti non profit, sempre giovanili, oltreché tirocini formativi, vanno esattamente in questa direzione. Le ultime statistiche dell’Istat ci dicono che negli ultimi 3 anni c’è stato ben 1 milione di occupati under 35 in meno e questo e’ un fenomeno da studiare, da capire. E’ evidente che, in un momento di grande incertezza, le imprese abbiano tagliato i posti lavoro a tempo determinato ed essi riguardano prevalentemente giovani, e per questo i giovani hanno pagato il prezzo maggiore dalla crisi”.

http://www.rassegna.it/articoli/2013/09/17/104410/dal-pacchetto-lavoro-massimo-90-mila-posti



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Commenti


  • un cittadino come tanti.

    chiedo scusa è altri giovani che hanno un eta’ compresa tre i trenta è i trentacinque anni cosa debbono fare?

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