Economia

Tensione su aumento Iva; Brunetta: onori impegni presi

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Il ministro Renato Brunetta

L'ex ministro Renato Brunetta (statoemercato.files.wordpress.com)

(ansa) Letta smentisca l’aumento dell’Iva e “onori” gli impegni presi nell’atto di nascita del Governo: è quanto chiede Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl. “È bastata la visita di un giorno a Roma del commissario per gli Affari economici e monetari dell’Ue, Olli Rehn, con le sue inopportune dichiarazioni, che tutti adesso reputano inevitabile l’aumento dell’Iva a ottobre (pare che anche qualcuno all’interno del governo se ne sia convinto). Eppure – prosegue – gli impegni del presidente del Consiglio, Enrico Letta, nel discorso su cui ha ottenuto la fiducia delle Camere lo scorso 29 aprile erano chiari: ‘rinunciare all’inasprimento dell’Iva’; ‘superare l’attuale sistema di tassazione della prima casa’; ‘generale riduzione del costo del lavoro e del peso fiscale’. Provvedimenti complementari l’uno all’altro e non alternativi. Per i quali, tra l’altro, il Popolo della libertà ha fornito al governo ipotesi di copertura più che sufficienti. A questo punto la risposta spetta solo a Enrico Letta e non a inutili epigoni del Partito democratico o di Scelta Civica. Siamo convinti – conclude – che il presidente del Consiglio onorerà gli impegni presi“.

“È un dovere del governo evitare l’aumento dell’Iva. Se si proseguisse con questa scelta ottusa i consumi e le spese di famiglie e imprese diminuirebbero, e gli incassi dello Stato crollerebbero. Sarebbe un suicidio seguire l’arroganza di eurocrati che vengono nel nostro Paese a dettar legge dopo aver fatto danni in Europa. Cambiamo strada subito”. Lo dichiara Maurizio Gasparri (Pdl), vicepresidente del Senato.

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IVA, CODACONS DENUNCIA: DA AUMENTO ALIQUOTA MINOR GETTITO PER LO STATO PER 6,5 MILIARDI DI EURO. Per il Codacons aumentare l’Iva non solo avrebbe effetti nefasti sulle famiglie già sul lastrico, ma sarebbe un suicidio anche al fine di risanare i conti pubblici. Aumentare le tasse sui consumi mentre questi stanno già precipitando, non può infatti che determinare una contrazione del gettito.

La dimostrazione è nei dati ufficiali. Il gettito Iva, infatti, nei primi 7 mesi dell’anno è già calato del 5% (-2.944 milioni). La ragione è, ovviamente, nella riduzione degli scambi interni. Dal settembre 2011 – ossia da quando c’è stato il primo incremento dell’aliquota dal 20 al 21% – alla fine del 2012, il calo del gettito Iva è stato di 3,5 miliardi. Il crollo complessivo, quindi, dal primo incremento dell’aliquota ad oggi, è stato di quasi 6,5 miliardi di euro.

E’ di tutta evidenza, perciò, che se l’Iva salisse ulteriormente al 22%, il gettito scenderebbe ulteriormente.

Per il Codacons la dichiarazione del presidente del Consiglio Enrico Letta, fatta a Porta a Porta, secondo il quale è più difficile non aumentare l’Iva rispetto alla riduzione del cuneo fiscale perché i soldi di queste entrate sono già stati spesi ed iscritti a bilancio, dimostra il “bluff” del Governo con l’Europa. L’Ue, infatti, continua a credere, o finge di farlo, che il maggior gettito sull’Iva previsto nelle poste di bilancio sia vero e che, grazie a quello, i conti pubblici torneranno a posto. Se, quindi, il Governo toglierà il gettito previsto, tanto teorico quanto falso, ecco che l’Europa si sveglierà improvvisamente e chiederà conto di quei soldi che in realtà non sarebbero mai entrati.

Una vera e propria ipocrisia. Per il Codacons è ora di finirla con questo bluff e con i bilanci fasulli approvati politicamente dall’Europa, che prima ratifica il falso, sapendo di farlo, e poi, se siamo sotto attacco, dato che i mercati non se la bevono, improvvisamente ci chiede manovre lacrime e sangue controproducenti.

Per tutte queste ragioni il Codacons chiede al Governo di non aumentare l’Iva ad ottobre e di prendere atto della realtà.



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