Foggia

Foggia, Radicali: così il Consiglio affossa il testamento biologico

Di:

Filomena Gallo (st)

Foggia – “LA storia si ripete: dopo che a luglio il Consiglio Comunale aveva rimandato la mozione per l’istituzione del registro comunale dei testamenti biologici, venerdì 13 settembre il Consiglio sceglie ancora di non esprimersi e rinvia la discussione in commissione delle Politiche socio-sanitarie e commissione Regolamenti e il ritorno in Consiglio tra 30 giorni. Il confronto tra le forze politiche è stato aspro e non privo di toni i polemici e pratiche ostruzionistiche finalizzate al non celato tentativo di affossare definitivamente il tema, riducendolo ad contrapposizione tra barricate, sottraendo l’aula ad un confronto responsabile sul provvedimento. La delusione dell’associazione Mariateresa Di Lascia è data soprattutto dal fatto che a far mancare i numeri alla mozione presentata dal Sindaco Mongelli, è stata la stessa maggioranza, in particolare i consiglieri del PD”. Lo spiega in una nota la stessa associazione foggiana.

IL SOSTEGNO DELL’ASSOCIAZIONE COSCIONI Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretario e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, che da anni si batte per l’istituzione dei registri dei testamenti biologici in tutta Italia hanno dichiarato: «non possiamo che fermarci alla constatazione che il ritardo accumulato nel rendere operativo la discussione sul registro comunale del testamento biologico è del tutto illogico e ideologico.

I principi a cui fare riferimento sono affermati dalla nostra Carta Costituzionale, ribaditi da Convenzioni internazionali, quale quella di Oviedo, e confermati da alcune sentenze, intervenute a fare chiarezza su recenti eventi, come il caso di Eluana Englaro. Proprio la giurisprudenza della Cassazione relativa alla vicenda Englaro ci fa ritenere l’istituzione del Registro comunale dei Testamenti biologici un passo essenziale per la concreta tutela di un diritto fondamentale della persona. Il ruolo che le amministrazioni locali possono svolgere a riguardo è insostituibile, considerando che ai sensi dell’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo n. 267 del 2000, il Comune “rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo”. Noi appoggiamo qualsiasi iniziativa dell’associazione radicale Maria Teresa Di Lascia per porre fine a tale assurdo ritardo».

L’ABC DELLA QUESTIONE – La motivazione principale addotta per non approvare il registro – così come si evince dalla mozione presentata dal consigliere Ventura- è che, mancando una legge nazionale sulla questione del fine vita, il Comune non può istituire un registro che raccolga le volontà di un individuo in merito a trattamenti sanitari, pertanto l’impegno del Consiglio non può che essere quello di sollecitare il Parlamento di legiferare in materia in tempi brevi. Forse occorre fare un po’ di chiarezza su che cosa sia questo registro. Come ha precisato il Sindaco Mongelli, qui non si tratta di decidere la verità assoluta su cosa sia giusto fare quando ci si trova nella difficile condizione di malato terminale, si tratta di rispettare la libertà di espressione di volontà di ciascuno di noi. Infatti, il registro dei testamenti biologici altro non è che un archivio di un ufficio comunale in cui si possono depositare in busta chiusa i documenti sottoscritti dai cittadini che descrivono quali sono o non sono i trattamenti che accetterebbero sul proprio corpo in caso di incapacità di intendere e di volere. È un atto notorio depositato al Comune. E’ un servizio già attivo in 110 comuni Italiani. Oltretutto per l’80% dei gli italiani (dati Eurispes) – e immaginiamo anche dei foggiani visto che abbiamo raccolto circa 1000 firme per la legge su eutanasia e testamento biologico depositata solo qualche giorno fa a Montecitorio – chiede di avere la possibilità di redigere un documento dove esprimere la propria volontà. Nella sua mozione il consigliere Ventura ha fatto appello all’articolo 32 della Costituzione sostenendo che “tale articolo impone che i trattamenti sanitari prevedano una disposizione di legge, e quindi in mancanza di essa, non possiamo permetterci di istituire il registro”. Ma il sacrosanto articolo 32 dice esattamente il contrario! Ovvero: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Ciò significa che la Costituzione tutela la libertà dell’individuo di decidere in merito ai trattamenti sanitari a cui sottoporsi, e che la legge può disporre trattamenti sanitari obbligatori solo nel caso in cui ci siano reali pericoli per la collettività (come ad esempio nelle vaccinazioni obbligatorie).

IL REGISTRO PER LA LUNA – Nell’elenco delle incredibili motivazioni contro il registro dei testamenti biologici una menzione d’onore va ai due consiglieri Agostinacchio e D’Emilio, che hanno paventato il rischio che approvando questo registro ci possa essere un proliferare di richieste di registri di qualsiasi genere, finanche un registro per chi voglia andare sulla luna! Anche questa non può, a nostro avviso, costituire un motivo valido per essere contrari, anzi ci pare uno svilimento e una banalizzazione di una questione così importante.

CRISTIANI E CRISTIANI – Durante la discussione, infine, non poteva mancare il richiamo alle nostre origini cristiane e al pericolo di scadere nel relativismo. Vale a dire che chi non segue un’etica comune dettata dalla religione rischia di commettere errori. In realtà sono tanti i cattolici che sono d’accordo con il testamento biologico; Papa Giovanni Paolo II chiese che lo lasciassero “tornare alla casa del Padre” e il Cardinal Martini si è rifiutato di ricevere cure che avrebbero prolungato solo il processo di morte e non la vita. Rispettare la dignità e la volontà di ognuno di noi, fino a quando non lede la libertà altrui, non è relativismo, ma segno di civiltà.

A conclusione della discussione, dopo la votazione, il Presidente del Consiglio Raffaele Piemontese ha osservato che se davvero c’è la volontà da entrambe le parti di approvare il registro dei testamenti biologici, la discussione in commissione sarà limitata a questioni organizzative. L’associazione Mariateresa Di Lascia è assolutamente d’accordo con lui e vigilerà sull’andamento dei lavori, rendendosi disponibile ad essere audita in commissione.

Redazione Stato



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