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Servizio depurazione Foggia e Capitanata, diffida Maizzi

Di:

Bruno Maizzi (statoquotidiano.it@)

Foggia – “MANCATA depurazione delle acque reflue in Capitanata”: nuova diffida del Movimento Consumatori Capitanata – nella persona del legale rappresentante dr. Bruno Maizzi – “non avendo ricevuto alcun riscontro in merito alla diffida già inoltrata all’AQP SpA & PURA DEPURAZIONE Srl, in data 24.06.2013″. La nota è stata ora inoltrata anche a: Sua Ecc. Sig. Prefetto di Foggia – al Commissario della Provincia di Foggia – al Sindaco di Foggia – all’ARPA DAP Foggia- all’ASL Foggia.

IL TESTO INTEGRALE.

“Premesso che:

a) la gestione, conduzione e manutenzione degli impianti di depurazione e della rete fognaria pubblica è affidata al Gestore del Servizio Idrico Integrato, Acquedotto Pugliese Spa che lo svolge tramite la partecipata Pura Depurazione Srl;

b) la depurazione delle acque reflue provenienti dalla rete fognaria del Comune di Foggia è svolta presso l’impianto sito lungo il Tratturo Castiglione, nei pressi dell’autostrada A14, a soli 2,5 Km dalla periferia cittadina;

c) Pura Depurazione Srl è la società di Aquedotto Pugliese Spa che dal 1 Ottobre 2008 gestisce gli impianti di depurazione dislocati sul territorio;

d) l’Acquedotto Pugliese garantisce il servizio di depurazione con “moderne strutture in grado di restituire al termine del lungo processo di trattamento, acque compatibili con l’ambiente, nel pieno rispetto delle vigenti normative nazionali ed internazionali;

e) tutti i Comuni della Regione Puglia sono obbligati a sottoscrivere dei protocolli d’intesa con il Gestore del Servizio Idrico Integrato, sulla base della convenzione stipulata e sottoscritta il 30 Settembre 2002 tra il Presidente della Regione Puglia e Acquedotto Pugliese;

f) le utenze domestiche, commerciali e industriali sono tenute al pagamento in fatture, oltre che alla fornitura di acqua potabile, anche dei servizi di fognatura e depurazione che insieme pesano dal 40 al 45% dell’importo trimestralmente fatturato;

g) lo Statuto di Acquedotto Pugliese, all’art.4 riporta che la Società provvede d) alla costruzione e la gestione di tronchi e impianti di fognatura e depurazione; e) al servizio di raccolta, allontanamento, rassegna ai recapiti finali dei reflui; f) al trattamento e lo smaltimento di rifiuti, anche attraverso l’esercizio di impianti industriali a ciò dedicati;

h) che, per il raggiungimento degli scopi di cui al punto g), la Società può compiere le seguenti altre attività: 1. la gestione, produzione e commercializzazione di beni e servizi nel settore del risanamento ambientale, con particolare riferimento al trasporto, trattamento, trasformazione, riutilizzo dei fanghi, residui di processi depurativi, fanghi di depurazione acque… 2. la costruzione, la gestione e la manutenzione di impianti per il trattamento di acque reflue urbane e/o industriali…;

i) l’Acquedotto Pugliese Spa, dichiara: “Il servizio svolto comprende la depurazione delle acque reflue urbane…”; che, “Con la depurazione, le acque utilizzate nelle nostre case devono essere restituite all’ambiente chiare e inodore” che, “Il processo avviene in appositi impianti di trattamento detti depuratori dove le acque sono sottoposte a diverse fasi: pretrattamento, trattamento biologico, sedimentazione finale, filtraggio e disinfezione…,

Orbene, per tutto ciò premesso, ci corre l’obbligo riportarVi incresciose notizie provenienti dal territorio che, non possono che porre, all’intera popolazione ovvie consequenziali preoccupazioni ed interrogativi, sia in merito alla qualità, che sull’efficacia ed efficienza del Servizio da Voi svolto e/o che, comunque debba essere normalmente svolto.

Esposizione dei fatti e riferimenti della Stampa 1. Interrogazione al Governo del parlamentare del Movimento 5 Stelle, Giuseppe D’ambrosio: “…in riferimento alla qualità delle acque in uscita dai depuratori della provincia di Foggia facciamo presente che in base ai dati rilevati dall’ARPA il principale torrente (il Candelaro) che alimenta l’area, presenta un giudizio di conformità non idonea alla vita dei pesci. In generale rispetto al livello di inquinamento da macrodescrittori la valutazione è la peggiore tra i corpi idrici superficiali della Puglia, ovvero presenta un giudizio pessimo. Anche tutti gli altri corpi idrici superficiali presenti in provincia di Foggia si caratterizzano comunque per avere un quadro abbastanza simile al Candelaro“. In seguito ad una interrogazione di un Consigliere Regionale circa il non funzionamento dei Depuratori, l’ARPA ha così risposto: “come da protocollo stabilito con la Regione Puglia presso l’impianto di depurazione comunale di Foggia ARPA deve eseguire n.24 prelievi annuali di reflui effluenti. Di questi 18 costituiscono controlli relativi al rispetto dei limiti della tab.1 del D.1gs n. 152/06 mentre gli altri 6 riguardano la tab. 3 dello stesso decreto.

Al 31 ottobre risultano eseguiti n. 20 campionamenti, di cui 14 per tali, 1 e 6 per tab. 3. Tutti i 6 controlli relativi alla tab. 3 hanno rivelato la non conformità dello scarico, mentre una non conformità è stata rilevata per 10 dei 14 controlli relativi alla tab. 1. Tali risultati sono indubbiamente sintomo della presenza di criticità strutturali o funzionali presso l’impianto in questione.

Tutte le Non Conformità rilevate (16 su 20) sono state trasmesse alla Provincia, al Sindaco, all’AQP, alla Pura Depurazione ed alla Regione Puglia, come da prassi. Il giudizio sull’eventuale “corretto funzionamento” dell’impianto, comunque, non è competenza di questa Agenzia, poiché implica un’analisi di dettaglio strutturale-gestionale del processo che essa non è titolata e qualificata svolgere autonomamente. L’uso agricolo degli effluenti, nel caso specifico, non è autorizzato, non esistendo un apposito impianto di affinamento e il sistema di gestione della distribuzione che necessiterebbero per rendere sicura e controllata tale pratica. Tale uso, pertanto, risulta illegittimo; sta agli organi di controllo territoriale e di PG rilevarlo e sanzionarlo. Eventuali rischi sanitari diretti possono derivare prevalentemente proprio da tale comportamento illegittimo. Sottolineiamo che questo dato appare ancora più grave tenuto conto delle modalità, con cui viene gestita l’attivazione delle centraline per l’auto-campionamento, che servono a monitorare la qualità delle acque trattate. Infatti sembrerebbe che l’attivazione delle stesse avvenga indistintamente sia dall’ARPA che dagli addetti di Pura (società SPA controllata dall’AQP, deputata alla gestione dei depuratori), ossia da controllati e dai controllori in maniera indistinta”.

2. Riguardo alla qualità delle acque in uscita dal depuratore, gli attivisti del Movimento 5 Stelle, chiedono che la Magistratura intervenga affinché siano individuate le responsabilità sul malfunzionamento dei depuratori che compromettono in maniera irreversibile i nostri corsi d’acqua e lunghi tratti delle acque costiere della Capitanata (Teleradioerre del 21Giugno 2013).

3. La denuncia della FIT CISL di Foggia: “Doveva migliorare il processo di depurazione delle acque reflue ed elevare l’attenzione all’ambiente con un maggiore interesse al ciclo di smaltimento dei fanghi… La condizione delle nostre coste … dopo circa due anni dal passaggio della gestione del processo alla società Pura Depurazione Srl di AQP, è peggiorata…”.

Questa la denuncia del responsabile del settore Depurazione della FIT CISL di Capitanata Vincenzo Cattaneo che, proseguendo afferma: “Il sistema di depurazione delle acque della nostra provincia si è avviluppato. La rete dei depuratori delle fognature civili, gestita dal 2008 da Pura Depurazione, è una pignatta che sta per esplodere per inesistenti relazioni industriali decentrate e mancate risposte alle richieste dei lavoratori di incontri per affrontare le gravi disfunzioni e problematiche più volte segnalate dalla nostra organizzazione sindacale…”.

Così continua Cattaneo: “In Capitanata sono attivi una settantina di impianti di depurazione nei quali sono impiegati 113 lavoratori che, non sono adeguati al carico di lavoro. Accade infatti che in alcuni impianti non siano presenti operatori di conduzione mentre in altri, concepiti con l’assistenza di personale di conduzione H24, è garantita la loro presenza per sole 12 ore. Inoltre, in altri che prevedono nuclei operativi di 3 agenti di conduzione, accade molto spesso che ci sia un solo agente (ad esempio nell’impianto di Foggia). In pratica, ciò produce un disservizio che non restituisce acqua pulita alla Capitanata nonostante i costi sopportati dai cittadini della provincia di Foggia e in genere all’intera Puglia. Analizzando infatti l’anno trascorso la spesa per la depurazione per 200mc, riportava in graduatoria, un costo di 330€ per i cittadini pugliesi a fronte di una media nazionale di 261€ mentre a Campobasso era di soli 161€, la metà di quanto paga un cittadino pugliese”. Stato Quotidiano 23 Giugno 2013.

4. Ultimo riferimento per il momento: “Maselli lascia AQP “. “A indurre Maselli ad andarsene è soprattutto la frustrazione accumulata nel mettere mano alla questione depuratori, un settore che nei 5 anni precedenti, a giudizio del Governatore Vendola, è stato colpevolmente trascurato… Il problema principale sono i “recapiti finali” cioè i luoghi dove vanno a finire gli scarichi fognari depurati: ci sono in giro impianti senza autorizzazioni… ndr Gazzetta del Mezzogiorno 23 Giugno 2013 – “Maselli lascia AQP – Non voglio rischiare per i depuratori” Gazzetta del Mezzogiorno 23 Giugno 2013

Conclusioni:

-Sulla scorta dei fatti suesposti, sostenuti dai citati interlocutori ed ampiamente documentati dalla Stampa quotidiana, Il Movimento Consumatori Capitanata, nella persona del suo legale rappresentante dr. Bruno Maizzi, chiede opportuni chiarimenti in merito alle veridicità dell’annosa questione, premettendo sin d’ora che, se il tutto corrispondesse a verità, con la presente “DIFFIDA”

l’Acquedotto Pugliese Spa e la sua partecipata Pura Depurazione Srl a provvedere al corretto svolgimento dei servizi di depurazione in Capitanata e nel capoluogo Foggia, secondo la normativa vigente ed i regolamenti, riservandosi le più opportune azioni a tutela:

1. degli utenti del Servizio Idrico Integrato per il quale, le Vs Società, hanno regolarmente riscosso in questi anni, la quota in fattura relativa ai servizi di depurazione, chiedendone la restituzione;

2. dell’ambiente terrestre e marittimo che risultasse inquinato dalle disfunzioni e malfunzionamenti evidenziati, quantificandone il danno.

“Con la presente, si intende interrompere qualsivoglia termine di prescrizione con salvezza di ogni ulteriore azione”. “In considerazione del fatto che, nostra identica Diffida è stata già inoltrata alla Vs. attenzione il 24.06.2013 e che, nonostante trascorsi circa novanta giorni, non avete provveduto ad inviarci Vs. necessario esaustivo riscontro, con la presente “Siamo a DiffidarVi, ai sensi dell’Art.16 della Legge n. 86 del 1990, a riscontrare la presente entro e non oltre il termine di trenta giorni dal suo ricevimento”, conclude Bruno Maizzi, Presidente M.C. Capitanata.

Redazione Stato@riproduzioneriservata



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