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Referendum costituzionale: dove sta il “no” e la scelta del Pd

Colangelo: “I dirigenti si muovono? Non è una sicurezza per il sì”

Molti dirigenti della Provincia contro la riforma

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Foggia. Il comitato per il sì al referendum si presenta alla festa dell’Unità di San Severo e sancisce la pace, almeno apparente, fra diverse anime del Pd, quella che vuole sfiduciare il segretario cittadino e commissariare il partito e quella che, invece, l’incontro l’ha organizzato. Per dire di come il “sì” stia riunendo “nemici”, ovviamente dal punto di vista politico ed interno al partito. Foggia ha già i suoi comitati, i big si sono schierati per il sì, dai parlamentari ai consiglieri regionali a quelli comunali. Il capogruppo del Pd al Comune di Foggia Alfonso De Pellgrino è anche il coordinatore per la rete del “sì” con pagina fb da qualche mese.
La posizione dei 3 consiglieri comunali, tuttavia, è variegata. Sergio Clemente – anche ex consigliere regionale- a quanto si sa, sarebbe orientato per il no, Pasquale Russo fa parte di quell’area riformista che aspetta un cenno, definitivo, di Roberto Speranza per lanciarsi nella campagna contro la riforma. L’ orientamento nazionale, per questo segmento di militanti e dirigenti, è già definito ma i comitati aspettano a darsi una sede, del resto nemmeno il “sì” ha ancora fisicamente un luogo di azione, almeno dalla pagine fb non si evince.

L’area riformista di Gianluca Ruotolo

Qualche giorno fa i rappresentanti provinciali dell’area di Speranza hanno tenuto una riunione di massima per confrontarsi. Gianluca Ruotolo, dirigente del Pd, spiega: “Siamo ancora in fase di organizzazione, la settimana prossima, quando verrà ufficializzato, il no usciremo allo scoperto. Abbiamo un buon radicamento, siamo presenti in tutti i primi dieci comuni più grandi della provincia, io sarò direttamente impegnato nei comitati di centrosinistra per il no, ‘di centrosinistra’, lo ribadisco, è una cosa che serve al dibattito nel partito e non deve sembrare uno scontro fra dirigenti, non abbiamo intenzione di occupare i gruppi del no”.

Colangelo: “Referendum non risponde a disciplina di partito”

“Massimo D’Alema ha organizzato i comitati a livello nazionale, il 23 settembre sarà in Puglia e da questo incontro si capiranno gli sviluppi provincia per provincia”. Lo anticipa Sabino Colangelo, nel cda della fondazione Vittoria Foa che nella primavera scorsa tenne all’Ateneo di Foggia uno dei primi incontri per spiegare la riforma e le ragioni del no. E aggiunge: “Non è un no contro il partito il nostro, il referendum non può avere disciplina di partito. In tutti i Comuni c’è una percentuale di no, il fatto che un dirigente del Pd si dichiari per il sì non significa che vincerà. Poi quelli del sì mica girano casa per casa… anzi più si muovono i dirigenti e più non si sa. Alle amministrative il Pd ha perso tutti i comuni in Capitanata e alle regionali ha vinto con le liste di Emiliano. Ci tengono a far sapere che sono per il sì ma sono posizionamenti per far capire come sono schierati loro”.

Mercurio: “Riforma degli egoismi”

Da notare anche l’orientamento di alcuni dirigenti dell’ente provincia, ormai scomparsa anche se con molte lentezze e contraddizioni. Franco Mercurio, dirigente della biblioteca in mobilità (approderà forse al Mibact di Napoli o a Roma) definisce “ideologiche” sia le ragioni del sì che quelle del no. “Bisogna cambiare, da vent’ani scontiamo dei ritardi ma la riforma delle Province è stata molto frettolosa caratterizzata da egoismi interni. Non tanto la politica non è stata in grado di gestirla ma la parte tecnica, i burocrati chiusi a riccio, timorosi di perdere rendite di posizione, vedendo come una minaccia chi veniva spostato ad altro ente. Anche questa riforma è fatta da pochi notabili che decidono per tutti senza una nuova costituente che sarebbe arrivata a conclusioni più meditate. Molto probabilmente non andrò a votare ma se ci vado voto no”.

Inserra: “Riforma senza idea di democrazia”. Geppe Inserra, dirigente della provincia in pensione tra un mese per effetto della riforma, è possibile che si attiverà personalmente nei comitati per il no: “Non è una ripicca personale ma un no convinto a una riforma che ha un’idea non ben definita di stato e democrazia, deludente dal punto di vista delle autonomie, delle finanze comunali e del ruolo ridimensionato delle regioni. E’ possibile poi che un sindaco di un piccolo paese come Celle San Vito possa interloquire direttamente con la Regione senza l’ente intermedio?”.

La rete dei comitati viaggia per ora via web in attesa di indicazioni nazionali e della data del voto. Sul sito della Cgil Foggia, sindacato schierato per il no, non ci sono al momento notizie e orientamenti sul referendum.

(A cura di Paola Lucino – paola.lucino@virgilio.it)



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