Lavoro

Assocomunica: “Senza regole non c’è sviluppo per il nostro settore”


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Rassegna giornali (ST - fonte image: ilsussidiario)

Foggia – “L’ASSOCOMUNICA, alla luce del desolante scenario di crisi in cui versa l’intero sistema produttivo legato al mondo della Comunicazione in provincia di Foggia, intende ricordare a tutti gli Enti territoriali di fornire immediato riscontro sulla mancata applicazione delle norme relative agli obblighi di comunicazione delle amministrazioni dello Stato, sancite dalla direttiva Frattini del 7 febbraio 2002 e dalla Direttiva del 28 settembre 2009, in cui vengono chiaramente espressi i criteri interpretativi ed operativi nell’applicazione dell’articolo 41 del decreto legislativo 31 luglio 2005”.

“Dando voce a tutte le realtà imprenditoriali operanti in questo settore, infatti, Assocomunica ritiene sia arrivato il momento di pretendere da tutte le amministrazioni territoriali il rispetto, in tempi rapidi, di questi obblighi istituzionali che impongono agli enti pubblici di destinare ed impegnare almeno il 15% del loro bilancio ai “fini di comunicazione istituzionale e per l’acquisto, a titolo oneroso, di qualunque spazio atto a veicolare avvisi o messaggi attraverso l’utilizzo dei mezzi di comunicazione di massa, rivolto alla generalità dei cittadini”.

“In particolare – come sancito dalla Direttiva del 28 settembre 2009, Indirizzi interpretativi ed applicativi in materia di destinazione delle spese per l’acquisto di spazi pubblicitari da parte delle Amministrazioni dello Stato – le somme che le amministrazioni pubbliche o gli enti pubblici sono obbligate a destinare “devono risultare complessivamente impegnate, sulla competenza di ciascun esercizio finanziario, per almeno il 15% a favore dell’emittenza radiotelevisiva privata locale e per almeno il 50% a favore dei giornali quotidiani e periodici locali.”

“Inoltre, si sottolinea che rientrano nell’ambito di applicazione degli obblighi le spese relative all’acquisto di spazi sulla stampa quotidiana e periodica, anche in forma elettronica; su Internet; sui mezzi di diffusione radiotelevisiva nell’ambito della diffusione di opere presso le sale cinematografiche; sulle reti mobili di comunicazione elettronica e le spese per l’acquisto di spazi per affissioni, non su impianti di proprietà di pubbliche amministrazioni o enti pubblici. Ovviamente è molto chiaro comprendere come, l’applicazione di questa normativa e la puntuale
applicazione di altre norme tese a velocizzare le procedure burocratiche, intervengano su un indotto lavorativo vasto ed eterogeneo, garantendo opportunità a varie professionalità che trarrebbero una salutare “boccata di ossigeno” in questa delicata fase di apnea in cui ci ha costretti una crisi finanziaria, che ogni giorno si traduce, per le nostre aziende, in tagli al personale e frustrante incapacità di guardare al futuro. Purtroppo, come già precedentemente sottolineato in altri interventi, nel nostro distretto territoriale si assiste ad una situazione più che paradossale in cui una certa classe dirigente, a capo di alcune
istituzioni locali preoccupata a rafforzare solo il proprio modesto e destrutturato centro di potere, investe le poche risorse finanziarie disponibili per alimentare progetti di spin off ed ambigue strutture “in house”, che stroncano ai professionisti della comunicazione ogni accesso ad un mercato non solo in affanno, ma falsato sotto il profilo della competitività”.

“Viviamo un momento storico in cui è necessario ridare alla popolazione foggiana fiducia nelle istituzioni perché, la grave crisi che ha colpito le economie mondiali, provincia di Foggia compresa, impone, per uscire da questo momento molto preoccupante, serietà, competenza, buona reputazione, senso dello Stato ed amore per il proprio territorio. Invece, purtroppo, bisogna prendere atto che solo una piccola parte dell’attuale classe politica possiede queste caratteristiche, mentre il resto è composto da persone impreparate e non all’altezza dei compiti da affrontare”.

“Costoro non hanno nessuna percezione dei problemi della nostra Provincia, della gravità del momento e tantomeno possiedono una visione organica degli scenari futuri che ci aspettano, ostaggio di una burocrazia sempre più arrogante ed autoreferenziale, conscia, quest’ultima, di una impunità sempre più dilagante. Purtroppo, stiamo assistendo sempre più inermi a questa situazione di disagio e grande difficoltà, e soprattutto siamo esposti ad uno spettacolo in cui non solo non si rispettano obblighi di legge, che risulterebbero di grande beneficio per tutti, ma si consente, come già detto, ad irresponsabili burocrati di vessare, ad esempio, molti operatori del settore delle affissioni con cavillose argomentazioni, per fortuna sempre più spesso smentite dalla giustizia amministrativa e civile”.

“Non vogliamo contributi assistenziali, ma solo il rispetto di norme, norme che potrebbero aiutare l’autonomia di aziende che garantiscono posti di lavoro e che sono il volano del rilancio produttivo territoriale. La questione su cui vorremmo che si riflettesse è: senza il rispetto delle regole quale prospettiva di sviluppo ci può essere in Capitanata per le imprese del settore della Comunicazione, quelle stesse imprese, paradossalmente, tanto coccolate dagli stessi rappresentanti delle istituzioni in altre circostanze?”, termina il presidente di Assocomunica Nicolangelo De Bellis.


Redazione Stato

Assocomunica: “Senza regole non c’è sviluppo per il nostro settore” ultima modifica: 2011-10-18T13:22:26+00:00 da Redazione



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