Editoriali

Gli scontri di Roma rinsaldano il Regime


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Il sindaco di Roma Gianni Alemanno. (Copyright immagine: blogi.info)

Bari – “COME tutti i romani sono furibondo per quello che è accaduto sabato, ma l’indignazione non basta. Oggi ho emanato un’ordinanza con la quale si vietano i cortei nel centro, dando la possibilità comunque di manifestare con sit-in. Questo è per garantire a tutti il diritto di manifestare limitando i rischi e i disagi per i cittadini romani. Per ora l’ordinanza è di un mese e consentirà di trovare con tutte le parti coinvolte un regolamento che tuteli i diritti di tutti”. Così il sindaco Gianni Alemanno, ha decretato, con un colpo di mano, l’annullamento di tutte le proteste sgradite al Governo, praticamente per tutto l’autunno.

Eppure lo stesso sindaco di Roma non è del tutto scevro dai principi di guerriglia urbana. Sul finire del periodo turbolento degli anni di piombo, infatti, Alemanno fu coinvolto marginalmente in alcuni episodi: venne fermato nel novembre 1981 per avere partecipato insieme ad altri quattro componenti del Fronte della Gioventù a un tentativo d’aggressione di uno studente universitario di 23 anni. Venne poi assolto. Nel 1982 fu arrestato con l’accusa di aver lanciato una bomba Molotov contro l’ambasciata dell’Unione Sovietica a Roma, scontando 8 mesi di carcere a Rebibbia, ma è stato assolto per non aver commesso il fatto.

Il 29 maggio 1989, insieme ad altri militanti del Fronte della Gioventù, fu arrestato a Nettuno e scarcerato dopo pochi giorni, per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata, e tentato blocco di corteo ufficiale, in occasione della visita del Presidente degli Stati Uniti d’America, George H. W. Bush, al cimitero di guerra americano. È stato poi assolto da ogni accusa.

Il pericolo temuto che molti manifestanti temevano si è puntualmente realizzato: gli scontri provocate da poche decine di facinorosi si sono trasformati celermente in pretesto per demonizzare i movimenti. Operazione perfettamente riuscita grazie ai partiti della maggioranza e dell’opposizione. Una folla di centinaia di migliaia di giovani, pensionati e madri di famiglia in larga parte pacifici, che si sono schierati contro la Casta politica, sono stati così strettamente e volontariemente associata a dei terroristi, non potendo essere strumentalizzata da nessuno dei due schieramenti. La strategia è sempre la stessa degli anni di Piombo: dissuadere il cittadino a scendere in piazza, trascurando volontariamente delle ragioni che sono alla base dei movimenti pacifici e spargere il clima delle tensione, arrivando anche a limitare le libertà personali del cittadini.

“I black bloc sono alleati dei potenti. Se fosse passata la tentazione della strumentalizzazione avrebbero vinto i violenti”. Così si è espresso il presidente della Regione Puglia Vendola, l’indomani della manifestazione di Roma degli Indignatos. “L’obiettivo della violenza teppistica che è andata in scena a Roma – prosegue – era colpire la manifestazione. Volevano togliere il diritto di parola a migliaia di ragazzi, uccidere la speranza che il dissenso radicale possa diventare politica. Il giudizio su questo teatro del nichilismo distruttivo deve essere più che netto: questa violenza è il vero nemico da battere”.

E’ notizia di poche ore l’arresto da parte della Digos di “Er Pelliccia”, uno studente romano di 24 anni, diventato famoso per la foto che lo ritraeva mentre scagliava un estintore con una macchina in fiamme sullo sfondo. Il giovane, che ha qualche precedente per stupefacenti, si è difeso dalle accuse spiegando di aver utilizzato l’estintore per spegnere un incendio. Nel frattempo il Corriere della Sera, attraverso un articolo a firma di Giovanni Bianconi, riportava oggi l’ipotesi secondo la quale, dietro gli scontri di Roma, ci sarebbe addirittura un accordo con Nichi Vendola per ottenere un seggio.

La notizia che ha maggiormente colpito in molti è stata la nascita del cosiddetto asse Idv-Lega, riguardante le misure da adottare dopo la guerriglia urbana di sabato scorso, tra il ministro dell’Interno Roberto Maroni e il segretario Antonio Di Pietro. Quest’ultimo ha prospettato il ritorno della cosiddetta legge Reale ricevendo il plauso del deputato leghista. L’adozione di leggi speciali di sicurezza ha suscitato lo sdegno anche del Fatto Quotidiano, normalmente favorevole al leader de Italia dei Valori, che ha parlato apertamente di “governo degli incappucciati”.

La legge Reale, approvata nel 1975 prende il nome dal suo principale redattore della legge fu il Ministro della Giustizia, appartenente al Partito repubblicano italiano, Oronzo Reale. Le innovazioni maggiormente repressive introdotte dalla L. 152/1975 sono rinvenibili nei seguenti articoli: l’art. 14, estendendo la previsione normativa dell’art. 53 c.p., consentiva alle forze dell’ordine di usare legittimamente le armi per «impedire la consumazione dei delitti di strage, di naufragio, sommersione, disastro aviatorio, disastro ferroviario, omicidio volontario, rapina a mano armata e sequestro di persona».

L’art. 3, estendeva il ricorso alla custodia preventiva anche in assenza di flagranza di reato, di fatto permettendo un fermo preventivo di 96 ore (48+48) ore entro le quali va emesso decreto di convalida da parte dell’autorità giudiziaria. L’art. 5, vietava l’uso del casco e di altri elementi potenzialmente atti a rendere in tutto o in parte irriconoscibili i cittadini partecipanti a manifestazioni pubbliche, svolgentesi in pubblico o in luoghi aperti al pubblico.

Secondo 625, un libro bianco sulla legge Reale, pubblicato nel 1990 dal Centro di Iniziativa Luca Rossi di Milano, le vittime della normativa approvata sull’onda di tensioni sociali negli anni ’70 furono appunto 625 nei primi 15 anni di applicazione, vale a dire dal ’75 al ’90. Di queste, 254 furono i morti, 371 i feriti. Un’altra prova che la Storia, anche recente, di questo Paese raramente insegna qualcosa a qualcuno. Compreso le “nuove leghe” della cosiddetta Seconda Repubblica.

a.delvecchio@statoquotidiano.it

Gli scontri di Roma rinsaldano il Regime ultima modifica: 2011-10-18T18:07:02+00:00 da Agostino del Vecchio



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Commenti


  • lucy

    “Nel 2011 quattrocentomila lavoratori, oggi intrappolati nella cassa integrazione, rischiano di divenire disoccupati andando ad ingrossare l’esercito degli attuali 2 milioni di senza lavoro. La stima è del segretario generale aggiunto della Cisl, Giorgio Santini.”(La Stampa del 6/1/211)La manifestazione svolta è servita a catalizzare, esacerbare quella rabbia e frustrazione che non si è riuscito a contenere.E’ innegabile che la violenza porti ad altra violenza ma, mi chiedo, il governo attuale sarà in grado di contenere la disperazione di tutti questi cittadini italiani che a fine anno si ritroveranno senza lavoro, con una famiglia da mantenere e un mutuo da pagare?……o prevenire è meglio che curare? (legge Reale)

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