Manfredonia

Costi standard in sanità, Lagostena: valutare i D.G.R. sopra stimati

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Casa Sollievo della Sofferenza, San Giovanni Rotondo (ST )

San Giovanni Rotondo – CONCLUSOSI stamane a San Giovanni Rotondo il II Workshop nazionale sui costi standard in sanità, promosso dal N.I.San. (Network Italiano Sanitario) e FederSanità-ANCI ed organizzato dall’IRCCS ”Casa Sollievo della Sofferenza”. Efficienza ed economicità gestionale in sanità sono stati al centro dell’incontro di oggi tenutosi nella sala convegni dell’Ospedale dell’Opera di San Pio da Pietrelcina, in un confronto a più voci sui costi standard delle attività sanitarie, con particolare riferimento ai ricoveri ospedalieri. Tre le relazioni, moderate dal Direttore generale della Fondazione Cerba di Milano, Maurizio Mauri: la prima “Sostenibilità e costi standard” presentata dal Direttore generale della Casa Sollievo, Domenico Crupi; le altre due sul tema dei costi standard e ricoveri riferiti all’anno 2010, tenute da Adriano Lagostena, Coordinatore del N.I.San e Direttore Generale dell’Ospedale Galliera di Genova, e dal consulente di Management Sanitario, Alberto Pasdera, docente al Ca’ Foscari di Venezia.

Fondato nell’aprile del 2009 dall’E.O. Ospedali Galliera di Genova, dalla Provincia autonoma di Bolzano, dalla Ussl 18 di Rovigo e dall’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza, il N.I.San è oggi una rete composta da venti soci, quasi tutte del Nord Italia, che gestiscono in condivisione i risultati relativi all’elaborazione dei costi standard delle attività sanitarie svolte da ciascuno, secondo uno strumento tecnico omogeneo di elaborazione dei costi: il Controllo Strategico Ospedaliero, basato sul metodo di analisi dei costi Activity Based Costing. Del Centro-Sud Italia, oltre alla Casa Sollievo, fanno attualmente parte della rete l’A.S.L. di Teramo, la U.S.L. Roma H di Albano Laziale, l’Istituto nazionale tumori “G. Pascale” di Napoli ed a partire da oggi anche l’I.R.S.T. di Meldola (Forlì-Cesena).

L’incontro di San Giovanni Rotondo segue il workshop nazionale tenutosi il 30 settembre del 2011 nella Sala Conferenze di Piazza Montecitorio, quando furono presentati i costi standard del 2009.
Negli ultimi 18 mesi, a sottolineare l’interdipendenza delle varie professionalità nel mondo ospedaliero, si sono tenuti corsi e gruppi di lavoro specifici a cui hanno partecipato i controller dei vari ospedali e il personale delle direzioni amministrative e sanitarie.

I lavori conclusivi sono stati moderati dal Direttore del Dipartimento provinciale Sanità di Bolzano, Florian Zerzer. Sono intervenuti: il Direttore generale della ASL 18 di Rovigo, Adriano Marcolongo; il Direttore generale dell’A.S.L. 3 di Genova, Luciano Grasso; il Direttore amministrativo dell’Azienda Ospedaliera di Padova, Roberto Toniolo; la Responsabile del Controllo di gestione dell’A.S.L. 21 di Legnago (Verona), Graziana Aguzzi; ed Enzo Chilelli che ha portato il saluto della FederSanità-ANCI.

Angelo Lino Del Favero, Presidente di Federsanità-ANCI e Direttore Generale ULSS 7 del Veneto, in una sua dichiarazione alla stampa ha definito il N.I.San. “un’opportunità e un impegno concreto a promuovere e sviluppare dei costi standard che partono delle concrete esperienze aziendali e fissano dei modelli di riferimento per le best practice”. Ed aggiunge: “L’applicazione dei costi standard comporterà un salto di qualità per l’intero sistema, in termini di una più adeguata allocazione delle risorse e introdurrà il principio del benchmarking come stimolo a migliorare qualità ed efficienza del sistema”.

Dott. Domenico Crupi, Direttore Generale dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza. “Perché siamo l’unico Istituto del Sud? E’ anche una questione del Nord. Probabilmente ai partiti non piace la trasparenza, non piace sapere quanto costano perché ovviamente sapere il costo comporta un meccanismo di finanziamento e di riallocazione delle risorse completamente diverso, più equo, più trasparente. E questo lo dico sia riferito al Sud, ma anche la Nord”.


Il vantaggio più immediato qualora si dovessero affermare i costi standard?.
“In primo luogo quello di fare delle tariffe eque, perché i costi servono per fare le tariffe nel sistema italiano, questo se lo sono dimenticato un po’ tutti. Quindi verrebbero remunerate le attività efficienti. Noi avremmo un enorme vantaggio se la Regione Puglia facesse le tariffe sulla base dei costi standard e non sulla base di criteri di cui onestamente non si capisce il senso logico. Oggi vedremo la differenza di finanziamento con i tagli lineari e i costi standard. Utilizzare questi ultimi consente di rispettare i tetti di spesa che la crisi impone, ma secondo equità ed efficienza. Ecco questo non riusciamo a capire: come mai non viene preso in considerazione l’Activited Based Costing, che è uno strumento che ha valenza mondiale e viene utilizzato da tutte le aziende”.

Dott. Adriano Lagostena, Presidente N.I.San: “Il N.I.San in questi anni è cresciuto notevolmente, siamo partiti in tre nel 2008 a Genova quando abbiamo presentato al Galliera il manuale sui costi standard che da poco è stato pubblicato. Insieme al Dottor Marco Longo della Ussl 18 di Rovigo abbiamo deciso di metterci insieme per costituire uno standard relativo ai costi aziendali delle attività sanitarie. Da lì è nata la prima idea del N.I.San. a cui subito ha aderito la Provincia autonoma di Bolzano. Queste realtà con la Provincia Autonoma di Rovigo e Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo sono i quattro soci fondatori, che il 16 aprile 2009 hanno sottoscritto l’atto di fondazione”.

“Da allora siamo arrivati con dinamiche di turn over, cioè con aziende che entrano e aziende che escono, ad essere oggi venti realtà a livello nazionale. Molto rappresentata l’area Nord soprattutto il Nord-Est (Friuli e Veneto), un po’ meno il Nord-Ovest (Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta). Unica realtà presente al Sud è ad oggi San Giovanni Rotondo. Ma qualcosa si sta muovendo perché i nuovi soci sono l’Istituto Pascale, l’Asl 4 di Teramo, l’Asl H di Roma: quindi stiamo “infettando” un po’ l’Italia. Non crediamo nelle cifre “tumultuose”, abbiamo bisogno di creare situazioni di stabilità perché il lavoro che noi impostiamo è un lavoro dinamico soprattutto un lavoro continuo, un lavoro che ci impegna ogni anno a rinnovare la ricerca e portare i risultati sia ai soci che a quanti, istituzione o no, sono interessati a confrontarsi con questi dati”.

“Un grave danno per quelle aziende che seguono i casi più pesanti e i casi più complessi. L’altro elemento, è che il sistema di rilevazione dei costi, che noi abbiamo adottato, consente un utilizzo interno dell’azienda. Significativo, in questo caso, il coinvolgimento degli attori del sistema, perché va a manifestare in modo chiaro e diretto quelli che sono i fattori produttivi su cui si può intervenire, creando anche qui non uno standard generico del D.R.G., ma uno standard del fattore produttivo che interviene su quel DRG. È un risultato concreto in cui gli ordinatori di spesa possono confrontarsi ed agire, ottenendo anche lì dei risultati che non sono quelli di “bassa macelleria”, come dire, tagliare del 10% e si taglia tutto del 10%”.


Redazione Stato



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