CronacaPolitica

E Daniela tuonò: Pdl, dimettetevi tutti

Di:

D.Santachè (st - ph: youfocus.tv)

Roma – “L’APPARATO è un cancro. Il Pdl non esiste più perché non esiste più nel cuore degli italiani. E’ stata un’ottima intuizione di Berlusconi, ma ora bisogna azzerare tutto, devono dimettersi Alfano e i coordinatori”. Durissima Daniela Santanché, prima a Radio24 e poi al Tg4 e Tgcom24: Non si è fatta attendere la replica di Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato: “Se prevale la linea Santanché, mi chiamo fuori”.

“Devono capire che è un mondo finito”, ha detto la Santachè. “Perché non rinunciano subito alle cariche?”. Sulla Lombardia. “Sin dall’inizio ero per le dimissioni di Formigoni e alla fine il partito ha preso questa posizione. E’ indifendibile, ma come si fa? Più si va avanti e più perdiamo consensi. E non deve ricandidarsi”.

Una rottamatrice allora in salsa pdl? Assolutamente no perchè è un termine che “si usa per le automobili. Non è mio e non lo uso”. “Spero solo che tutti facciano un passo indietro seguendo anche l’esempio di Berlusconi”.


Redazione Stato



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Commenti


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: Avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Il coniuge separato ha il “libero accesso” alla dichiarazione redditi del convivente dell’ex moglie per stabilire la misura dell’assegno di mantenimento!

    Per determinare l’ammontare dell’assegno di mantenimento dovuto all’ex moglie (e quindi, dovendo stabilire le necessità economiche della stessa), l’ex marito può chiedere all’agenzia delle entrate la dichiarazione dei redditi del nuovo compagno convivente con la donna.

    Come noto, l’assegno di mantenimento è volto a garantire all’ex coniuge – quando possibile e nei limiti delle possibilità economiche dell’onerato – lo stesso tenore di vita di cui godeva durante il matrimonio. Pertanto, se il nuovo compagno o marito della moglie separata o divorziata dispone di un reddito tale da mantenerla, quest’ultima perde il diritto al mantenimento (o ne ha diritto, ma in misura ridotta)!

    È dunque essenziale, per colui che è tenuto a versare il mantenimento, “conoscere”con precisione il reddito di cui dispone il precedente coniuge dopo il matrimonio.
    A tal fine, il giudice normalmente può decidere di effettuare accertamenti fiscali attraverso la Guardia di Finanza ( accertamenti che, peraltro, potrebbe anche avere interesse a chiedere il coniuge che ha diritto al mantenimento per evitare che l’onerato all’assegno possa distrarre i propri beni, simulando una situazione di indigenza).
    .
    Ma la novità è che, secondo il Consiglio di Stato l’ex marito obbligato al versamento potrebbe anche presentare una richiesta di accesso agli atti amministrativi all’Agenzia delle Entrate, per visionare la dichiarazione dei redditi del nuovo convivente dell’ex moglie: ciò onde verificare il nuovo tenore di vita di quest’ultima. ( così Cons. Stato, sent. n. 5047 del 20.09.2012).

    Secondo i giudici infatti il diritto di accesso agli atti amministrativi deve sempre prevalere sulla privacy dei soggetti quando sia esercitato per consentire la difesa in processo di interessi protetti dall’ordinamento e riguardi un documento amministrativo indispensabile per tale fine.
    Foggia, 18 ottobre 2012 Avv. Eugenio Gargiulo


  • luca

    bene detto….speriamo che seguano alle parole i fatti e lei sia di esempio levandosi dai ….per prima

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