Editoriali

Expo 2015 “ad personam”

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Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni (fonte image: edicoladp)

FORMINCHIONI è un’anatra zoppa. Lui lo sa. Un altro, chiunque altro, al suo posto si sarebbe dimesso dopo 17 anni di permanenza alla presidenza della Regione Lombardia con mezza giunta inquisita o in carcere. Lui ha resistito più dei difensori di Fort Alamo. Una difesa spropositata, incomprensibile. Se si dimetterà lo farà quando vuole lui, si voterà quando lo vuole lui e ha già rivendicato un ruolo di indirizzo politico dopo le prossime elezioni regionali. Il motivo di questa resistenza a oltranza è forse nella sua ostinata difesa della poltrona di commissario generale per Expo 2015 che non vuole mollare a nessun costo: “Ho gia spiegato che la nomina di commissario generale per l’Expo è una scelta del governo italiano fatta ad personam, quindi è libera. Non sceglie il presidente della Regione o il sindaco pro tempore”. Expo 2015 è, nella sostanza, la trasformazione di terreni agricoli in edificabili nell’area di Rho con un aumento enorme di valore che dovrebbe andare agli investitori tra cui Arexpo, la società che ha acquistato le aree su cui sorgerà il sito di Expo 2015, partecipata da Comune di Milano, Regione Lombardia, Fondazione fiera Milano, Provincia di Milano e Comune di Rho. Le aree di Rho erano in prevalenza di Fondazione Fiera che “dal 2006 ha rivestito un ruolo di primo piano nel Comitato Promotore Expo 2015 per portare Milano all’assegnazione dell’evento. Ad aprile del 2011, in piena sintonia con la volontà delle istituzioni locali (in primis Comune di Milano e Regione Lombardia) Fondazione ha approvato il trasferimento – mediante conferimento – delle aree di sua proprietà necessarie alla realizzazione di Expo alla Arexpo SpA“.

La Fondazione Fiera dipende dalla Regione Lombardia che ha poteri di nomina, di sorveglianza e persino di scioglimento dell’amministrazione dell’Ente. Fondazione Fiera controlla Fiera spa, società quotata in Borsa che ha firmato un accordo sui servizi con la Fondazione Fiera. Il secondo a tavola dell’Expo 2015 è la ‘ndrangheta che, è ormai vox populi, controlla il movimento terra nel Nord Italia. La prova provata è l’arresto dell’assessore Domenico Zambetti, assessore della Casa per la Regione Lombardia, eletto con i voti della ‘ndrangheta per possibili favori per l’Expo 2015. Zambetti è veramente l’unico? Il terzo a tavola è la CMC di Ravenna, targata pdmenoelle, famosa in tutta Italia per le commesse per la Tav in Val di Susa e per la base militare Dal Molin di Vicenza. La CMC è stata la prima e l’unica (per ora) a vincere una gara di appalto per l’Expo 2015 (con un’offerta al massimo ribasso). Per questa gara la procura di Milano ha aperto un’inchiesta per turbativa d’asta. Non si interrompe un’emozione, non si abbandona un posto a tavola.

(Beppe Grillo è leader del Movimento 5 stelle)



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