Manfredonia

Lavoratori: rifiuti tossici nell’area Inside; nel 2008 sequestri Noe

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Panoramica stabilimento Inside srl di Manfredonia, località Macchia, UL 127 (Monte S.Angelo - Fg) image copyright Stato

Panoramica stabilimento Inside srl di Manfredonia, località Macchia, UL 127 (Monte S.Angelo - Fg) image copyright Stato

Manfredonia – “NELL’AREA occupata dall’Inside – parte integrante degli impianti industriali Anic poi Enichem – sarebbero nascosti rifiuti derivati dalle produzioni della fabbrica chimica dismessa (Enichem/Anic, ndr) che non possono che essere assimilati a quelli fin qui trovati e rimossi, vale a dire tossici”. A denunciare il caso il sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi che, a sua volta, ha appreso di quella presunta esistenza dagli operai dell’Inside, nel corso di una delle riunioni tenute presso la Prefettura di Foggia, indette per affrontare la nota vertenza sindacale riguardante l’Inside e i suoi dipendenti.

Nella lettera inviata alle autorità istituzionali di competenza fra cui l’ARPA Puglia, Riccardi chiede che “vengano eseguite le opportune indagini per verificare la sussistenza o meno di sostanze inquinanti nel sottosuolo dell’area occupata da Inside”.

Secondo quanto riferito dagli operai Inside, nel corso dell’esecuzione di opere di scavo sarebbero incappati nella presenza di non meglio definiti “fusti contenenti sostanze putrescenti”. Informata la direzione dello stabilimento, “la stessa ordinava la ricopertura degli scavi eseguiti senza alterare quanto rinvenuto”. “Se la cosa rispondesse al vero, e francamente non ci sarebbero motivi per dubitarne – rileva il Sindaco – sarebbe una ulteriore riprova che, in quel sito industriale, di scheletri sotto terra ce ne sono ancora tanti e ben nascosti. Ne è eclatante e clamoroso esempio la “scoperta”, avvenuta qualche mese fa, di una grande discarica, la famigerata “vasca (piscina,ndr) Marchesi”, nascosta sotto una coltre tombale di cemento fatta passare come pista di esercitazione dei pompieri aziendali. Quando venne posto il problema, gli attuali responsabili di Syndial, la società succeduta a Enichem, hanno tentato vigorosamente di negare, ma hanno dovuto capitolare di fronte a prove incontrovertibili. La bonifica di quella discarica è al vaglio del Ministero per i provvedimenti del caso”, come emerge dalla nota dell’Ente comunale.

I passati sequestri del Noe. Da ricordare che già il 6 settembre del 2008 i carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) di Bari, coadiuvati da militari del Comando Compagnia dei carabinieri di Manfredonia, posero sotto sequestro il capannone dell’azienda Inside di Manfredonia, poichè – come accertato nello stabilimento di Monte Sant’Angelo il 1 luglio del 2008 – “senza la prescritta autorizzazione” la Inside effettuava “nuovi scarichi di acque reflue industriali derivanti dalle attività di verniciatura” (art.137, comma 1, D.lvo n.152/06). Fino al 5 settembre del 2008 (art.256, comma 1, lett a) e b) D.lvo 152/06): “attività di smaltimento di rifiuti non pericolosi (polveri e residui affini, rifiuti prodotti dalla lavorazione della pietra, imballaggi metallici, assorbenti materiali filtranti) e stracci non contaminati da sostanze pericolose, polveri discarto di rivestimenti e pericolosi (imballaggi vuoti contaminati di sostanze pericolose), assorbenti, materiali, filtranti, stracci contaminati da sostanze pericolose, fanghi prodotti dalla rimozione di pitture e vernici contenenti sostanze organiche o altre sostanze pericolose, senza la prescritta autorizzazione. Ancora: c) art.137, comma 11 D.Lvo n.152/06, “non osservava il divieto di scarico di cui all’art.104 D.lvo 152/06, effettuando lo scarico diretto nel sottosuolo di acque reflue domestiche derivanti dai servizi igienico-sanitario presenti all’interno dell’insediamento produttivo, mediante dispersione continua dei reflui affluenti nella fossa biologica di pretattamento dei reflui civili, posta in corrispondenza della fascia perimetriale della zona esterna dello stabilimento (come accertato il 1 luglio del 2008).

Il sequestro nel settembre del 2008 di parte dello stabilimento Inside di Manfredonia (image Il Grecale)

Infine: d) abbandono incontrollato di rifiuti allo stato liquido, derivante dalla acque meteoriche di prima pioggia e di dilavamento venute in contatto su piazzale esterno impermeabilizzato – sito nella zona esterna dell’insediamento produttivo e adibito alla movimentazione di prodotti e rifiuti anche pericolosi – con sostanze anche pericolose e materiali connessi al ciclo produttivo dell’insediamento industriale (1 luglio 2008) e e) “deposito in modo incontrollato nella zona esterna retrostante la palazzina uffici su terreno sterrato privo di impermeabilizzazione rifiuti speciali pericolosi (contenitori, contaminati di sostanze pericolose) e non pericolosi (inerti di demolizione, scarti di lavorazione del legno, di marmo, della plastica) (accertamento il 23 maggio 2008). Pena stabilita nei confronti dell’imprenditore Bolici (intervento del Pubblico Ministero Antonio Pellegrino v.p.o e del difensore legale di Bolici, avvocato Vincenzo Audiello), dopo patteggiamento fra le parti: 6 mesi di arresto, con pena sospesa.


LE ANALOGIE CON L’EX ROTOPACK; IN CORSO PROCEDIMENTO PENALE; COMUNE PARTE CIVILE


All’imputato Bolici Al tempo fu negata la sentenza di proscioglimento (ex art.129 c.p.p.) (cfr. copie di registro di carico e scarico, formulari di identificazioni dei rifiuti e fotografie). “I fatti appaiono correttamente qualificati – dalla sentenza – così come esatto rimane il giudizio di valenze delle circostanze e delle altre questioni incidenti sul concreto trattamento sanzionatorio”. Pena dunque “non violante i limiti edittali” ma “congrua in relazione alla gravità dei reati ed alla personalità dell’imputato”. Reati che “possono essere avvinti dal vincolo della continuazione in considerazione della natura e del tempo di commissione degli illeciti”.

I MOTIVI ALLA BASE DELL’APPLICAZIONE DELLA PENA. La pena era stata applicata in 6 mesi, con sospensione, per previa concessione delle attenuanti generiche per il corretto comportamento (vedi provvedimenti di dissequestro del 28 novembre del 2008 e 24 febbraio del 2009). I dissequestri: come confermato a Stato dal difensore legale dell’imprenditore Paolo Bolici, avvocato Vincenzo Audiello di Foggia, alla base della riduzione della pena anche le azioni di dissequestro dello stabilimento intercorse fra il settembre del 2008 e il febbraio del 2009, con due dissequestri parziali: “uno relativo alla palazzina e gli uffici, l’altro per i reparti dove si effettuava la verniciatura”. Inoltre, la società Inside avrebbe provveduto subito dopo il sequestro a richiedere l’autorizzazione alla Provincia di Foggia, settore ambiente, per l’emissioni in atmosfera, oltre a depositare progetto di dilavamento delle acque di prima pioggia (reato d: in pratica, si è ritenuto una miscellazione tra le acque meteoriche di prima pioggia e di dilavamento venute in contatto su piazzale esterno impermeabilizzato – sito nella zona esterna dell’insediamento produttivo e adibito alla movimentazione di prodotti e rifiuti anche pericolosi – con sostanze anche pericolose e materiali connessi al ciclo produttivo dell’insediamento industriale). “Infine – spiegò l’avvocato Audiello quando la crisi dell’Inside sembrava ancora lontana – sarebbe stato stabilito un contratto di cessione dalla società Inside alla Syndial per attività di smaltimento dei rifiuti (la Inside si relaziona dunque alla Syndial confluendo alla stessa l’attività di smaltimento, pratica comune anche per altre società nell’area industriale ex Enichem: si pensi ad esempio alla Zadra Vetri, in seguito – dopo il concordato preventivo – Via Tagliapietra 33 snc, sede della società del Trevigiano. Si ricorda che il fabbricato D/7 nel quale è collocata la Inside fa comunque relazione ad altre particelle di proprietà di altre imprese del CdA di Manfredonia ).


L’INCENSURATEZZA DELL’IMPUTATO.
Sei mesi inflitti, con sospensione, all’imputato Bolici anche “per l’incesuratezza dello stesso”, relativamente ai reati di scarico diretto nel sottosuolo di acque reflue domestiche derivanti dai servizi igienico-sanitario presenti all’interno dell’insediamento produttivo (previsti nove mesi, 24 giorni per ciascuna delle residue cinque imputazioni ascritte) ma ridotta per il rito a 6 mesi. Proprio l’incesuratezza dell’imputato ha consentito la concessione del beneficio della sospensione condizionale della pena a cui la richiesta è stata subordinata (come disposto dalla già giudice del tribunale ordinario di Foggia, sezione distaccata di Manfredonia, Maria Michela Valente, parente – da fonti – di un amministrativo della stessa Inside).

NEL MAGGIO 2010: “IL PATTEGGIAMENTO ? UN ATTO DI RESPONSABILITA’ VERSO IL TERRITORIO” Il patteggiamento era stato valutato da fonti interne alla società Inside come una scelta relativa ad un “atto di piena responsabilità verso il territorio e la comunità di Manfredonia”. Non presa dunque in considerazione l’ipotesi della prescribilità dei reati, dato che i legali dell’imprenditore Bolici avrebbe dovuto affrontare, nell’ipotesi diversa di un patteggiamento, un processo di primo e secondo grado, oltre alla Cassazione. “Il patteggiamento dunque quasi come un senso di responsabilità verso il territorio, dopo la sanatoria dei reati commessi in passato”.


Analisi.
Dagli atti visionati, lavoratori indirettamente silenti per la tutela del posto di lavoro? Analogie con il caso Ilva? Analogie con la più vicina Rotopack? E i controlli negli anni delle istituzioni?. Una fonte dall’interno, che è voluta rimanere anonima: “non condivido la tesi ma la risposta è comunque questa. Certo, sarebbe necessario un giusto compresso fra occupazione, ambiente e tutela dei lavoratori”. Già.

FOCUS. Scarico a mare dei reflui trattati nel nuovo impianto depurativo della Syndial Spa, nell’Isola 10 dell’ex Enichem: anche insediamenti industriali (già, ndR) ricadenti nell’area (BPM spa, Ibf spa, Totaro srl, Mgs Spa, Inside Spa, Eurotrade srl, Cir scrl, T.M.I. srl, P.P.T. srl, Zadra Vetri spa, Consorzio Con.Ser.Int.; Sif TRADE s.r.l.).

g.defilippo@statoquotidiano.it



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Commenti


  • giggino

    turisti siete avvisati!!


  • Carmen

    …perchè sotto la zona Algesiro che c’è?
    Chiedete agli autotrasportatori dove scaricavano il materiale delle bonifiche(?)fatte qualche anno fa…

  • Le ferite inferte a Manfredonia dalla presenza di un sito come quello della Anic-Stanic-Enichem-Enimont emergono dal sottosuolo.
    La spregiudicatezza nella azione di queste aziende nel sotterrare volontariamente ingenti quantità di residui tossici delle lavorazioni, scopre una tendenza criminale assai grave.
    Soprattutto in una area che (soprav)vive di agricoltura, pesca e turismo.
    Gustavo Gesualdo


  • lilly

    E la gente continua a MORIRE :-((((((


  • pennaselvaggia

    Egregia Red/Stato,*

    Ringrazio per l’ennesima (in)disponibilita’ circa gli approfondimenti in difesa e chiarimenti dei temi ambientali.

    *inviato ieri verso le ore 19,00


  • Redazione

    Grazie a Lei; il commento è arrivato solo ora; grazie, Red.Stato; a disposizione

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