Politica

Riordino Province, se ne discute lunedì in Consiglio regionale

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L'assessore regionale M.Dentamaro (st)

Roma – LUNEDI’ prossimo dovrebbe riunirsi il consiglio regionale pugliese il quale dovrebbe discutere anche del destino della Provincia Bat. Usiamo il condizionale in quanto più passano i giorni e più quel consiglio regionale sembra connotarsi come il consiglio delle divisioni e non della coesione. A fronte di una guerra tutta interna ai Gruppi, connotata da una forte propensione non già alla difesa e alla costruzione di un efficiente sistema innovativo di tipo territoriale, logistico e sul piano dei servizi e delle infrastrutture ma piuttosto da una sterile, infantile e campanilistica difesa dei propri territori intesi come circoscrizioni elettorali, la verità è che il consiglio regionale è stato convocato più che per discutere della Bat, il cui destino è segnato verso l’accorpamento con Foggia se il consiglio comunale di Andria non delibera, come ancora non ha deliberato, l’adesione all’Area Metropolitana di Bari, per occuparsi di quanto sta accadendo nelle province di Brindisi e di Taranto.

Infatti è proprio dai rappresentanti di quei territori che arriva la richiesta, poi accolta, affinché il consiglio recepisca le proposte da essi formulate, non dimenticando che l’assessore regionale tarantino Michele Pelillo ha presentato un documento firmato da tutti i consiglieri jonici di maggioranza e opposizione con il quale si esprime il parere favorevole all’accorpamento delle Province di Brindisi e Taranto, escludendo l’istituzione di una maxi circoscrizione coincidente con il Grande Salento. A fronte di queste posizioni di difesa territoriale se ne registrano altre di natura politica come quella del leccese Rocco Palese che si esprime sugli aspetti procedurali adottati dalla Regione Puglia. E i documenti unitari, condivisi e discussi; gli esiti dei percorsi referendari attuati in tutti i dieci comuni, le delibere valide dei consigli comunali, le delibere dei consigli direttivi delle associazioni, dei partiti politici, dei sindacati e di tutti gli altri enti della provincia Bat, DOVE SONO? Almeno per la città di Andria si è deciso di portare all’attenzione del consiglio regionale uno scarno ordine del giorno approvato neanche all’unanimità che desterà solo illazioni e qualche risatina sarcastica mentre era necessaria la delibera di consiglio, possibilmente le estenuanti attese di vedere assumere una decisione dopo undici ore di sterili discussioni e di attesa, con posizioni chiare ed unitarie, che non ci sono perchè anche i consiglieri comunali andriesi sanno bene di non aver avuto alcuna delega in bianco per decidere per conto della popolazione così come sanno bene come i cittadini la pensano a proposito anche se non ne hanno tenuto conto.

I cittadini, inoltre, continuano a chiedere di essere interpellati mediante un valido Referendum Popolare che non si può neanche fare a causa della mancanza degli strumenti normativi e regolamentari (grazie anche di questo!). Insomma, il ghiaccio si è ormai sciolto e qualcuno deve prepararsi a raccogliere l’acqua, se non assorbita dal prezioso pavimento in legno. Al termine di questa storia, noi cittadini umili, servitori della società, sempre disposti al volontariato e al sacrificio avremo capito una grandissima lezione. I politici quando vengono toccati nei loro interessi e in quelli dei loro amici e compagni di ristoranti di lusso reagiscono, eccome se reagiscono. Peccato che quella stessa reazione non la si vede mai quando ci sono da difendere i diritti dei più deboli, degli emarginati, degli esclusi e dei bisognosi.

E’ vero, continueranno a dire che stanno difendendo il territorio, l’identità e altre fesserie del genere ma tutti sappiamo che l’unica difesa che si vuole portare avanti è quella dei privilegi e delle spese folli, tutte registrate e facilmente riscontrabili in atti quotidiani, unitamente alle cambiali ancora da pagare a quanti hanno contribuito alle fortune; pane quotidiano senza veleni per i mass media. Ci giungono numerose proposte di adesione per partecipare in massa alla seduta di consiglio regionale di lunedì prossimo 22 ottobre ma noi non abbiamo ancora deciso se partecipare o meno proprio perché non siamo certi che si parlerà anche della Sesta Provincia dal destino segnato.

(A cura del Presidente Vincenzo Santovito delle Libere associazioni civiche di Andria)



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