Cronaca

Tortona, evasione fiscale per oltre 28 milioni di euro

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Militari della Compagnia della Guardia di Finanza (STATO@)

Roma – HANNO omesso di dichiarare al Fisco ricavi per circa 21 milioni di euro ed evaso l’I.V.A. per oltre 7 milioni di euro. Scoperti e denunciati tre imprenditori. Sono queste le principali risultanze di due verifiche fiscali condotte dai militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Tortona nei confronti di altrettante società tortonesi, coinvolte altresì in una serie di truffe perpetrate ai danni di alcuni clienti.

Tutto ha avuto origine nel luglio 2010 quando la Procura della Repubblica di Tortona ha avviato un’indagine in merito ad alcune denunce presentate in diverse regioni d’Italia contro una società di Tortona appunto, operante nel commercio di autoveicoli, la quale dopo aver intascato dalle vittime cospicui acconti per la vendita di autovetture ne ometteva la consegna. E’ bastato poco ai finanzieri per accorgersi che i documenti rinvenuti presso la sede della società costituissero però anche prova di gravi violazioni fiscali, rendendo così necessario ricostruire la posizione della società, oltre che nei confronti delle vittime delle frodi, anche nei confronti dell’Erario.

Da quelle stesse carte inoltre la polizia tributaria di Tortona riusciva altresì a risalire a una seconda società, intestata a dei prestanome, che aveva continuato – sostituendosi alla prima coinvolta nelle indagini e ormai “bruciata” – le condotte fraudolente e di evasione delle imposte. Mentre le indagini coordinate dalla citata Procura della Repubblica stanno giungendo al termine, le verifiche fiscali avviate si sono da poco concluse con la denuncia dei responsabili delle due società per i reati di omessa e infedele dichiarazione nonché omesso versamento dell’I.V.A., e la segnalazione delle somme evase all’Agenzia delle Entrate per il recupero a tassazione.

Durante le indagini i finanzieri hanno anche individuato tracce di due pagamenti che, proprio per finalità di evadere le imposte, erano stati effettuati in parte a mezzo denaro contante. Tali trasferimenti erano però di gran lunga superiori alla soglia allora consentita dalla legge (12.500,00 euro), poiché nel primo caso erano pari a 28 mila euro, nel secondo, erano di oltre 40 mila euro. I 4 trasgressori sono stati quindi sanzionati ai sensi del decreto legislativo 231 del 2007, c.d. “Decreto antiriciclaggio”, che, per il superamento del limite di trasferimento di denaro contante, prevede una sanzione amministrativa pecuniaria che può raggiungere il 40% dell’importo trasferito.

Le Fiamme Gialle hanno infine segnalato ai competenti reparti della Guardia di Finanza 140 altri soggetti economici, concessionari di autovetture sparsi su tutto il territorio nazionale, clienti delle verificate, i quali saranno chiamati anche loro a rispondere del pagamento dell’I.V.A. non versata se non dimostreranno di aver acquistato a un prezzo congruo. Infatti, ai sensi della vigente normativa, in caso di mancato versamento dell’I.V.A. da parte del cedente per cessioni di autovetture effettuate a prezzi inferiori a quello mediamente praticato, l’acquirente, soggetto passivo I.V.A. (non consumatore finale), è obbligato solidalmente al pagamento dell’imposta evasa, qualora non riesca a dimostrare che il corrispettivo pattuito era congruo in base a oggettive situazioni di mercato e che, comunque, non sia collegato al mancato pagamento dell’I.V.A.

Redazione Stato



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