Cultura

La vita che scorre – E.de Villepin, 2013

Di:

Foggia/Manfredonia. “Se al momento della morte si potesse scoperchiare il cuore come un vaso di Pandora, di certo non ne uscirebbero date ma frammenti sparsi e senza didascalia. Dal mio scapperebbero scintille di vita inafferrabili e indicibili. Tutti questi frantumi di eternità senza nomi e senza contorni, questi incontri anonimi, schegge di una storia senza titolo: la storia di un uomo non ha né senso né cronologia”.

LA VITA CHE SCORRE. Antoine, protagonista e voce narrante di questo romanzo, ripercorre ormai anziano la propria esistenza, scandita da tre date e segnata fin dal principio da una tragedia. Ha solo nove anni quando, in un pomeriggio di fine primavera del 1944, i soldati tedeschi distruggono durante un’azione di rappresaglia il villaggio francese dove Antoine vive, Oradour-sur-Glane. Scampato al massacro perché ha disobbedito a sua madre uscendo dal paese con un compagno di giochi, Antoine da un giorno all’altro rimane orfano. Adottato dagli aristocratici Hautlevent, genitori del compagno Jacques, Antoine cresce solo ma forte, riuscendo a diventare un adulto, un marito e un padre. Fino alla seconda fatidica data che scandisce la sua esistenza: l’anno è il 1974 e, dopo la morte improvvisa della moglie, Antoine deve reggere anche l’atroce notizia della grave malattia che ha colpito l’amatissima figlia Elisa. Altri potrebbero rimanere annientati da simili prove, Antoine però è un combattente, un sopravvissuto, e da allora lotterà senza tregua, per sé e per la propria figlia, non permettendo a niente e a nessuno di trovarlo fragile, mai più. Ma la vita di Antoine ha ancora tanto in serbo per lui. Una rivelazione inattesa, su una persona che ha molto amato, e un’ultima data: la sera d’autunno in cui Giulia, tremante di freddo, bussa alla sua porta…

ANALISI. La storia che Antoine, il protagonista, ci narra in prima persona è scandita da tre date fondamentali che hanno segnato la sua esistenza, coincidenti con gli eventi da cui è scaturito tutto il resto. È un’operazione che tutti possiamo fare: partire da alcune date chiave per raccontarci e interpretare (o spiegare) quel che ci è successo. Antoine però, alla fine della sua vita (e del suo racconto) giunge alla conclusione già citata: “La storia di un uomo non ha né senso né cronologia”, è un esercizio inutile, quindi, cercare significati laddove non ce ne sono. Quel che accade è semplicemente “la vita che scorre” con la sua imprevedibilità, con il suo flusso inarrestabile e potente, e alla fine è “questo quello che si racconta”. La parte più bella del libro è la prima, che presenta qualche analogia con “Il cardellino” di Donna Tartt e con altri romanzi noti. Ma il livello resta alto per tutto il romanzo, emozionante e struggente fino all’epilogo.

L’AUTRICE. Emmanuelle de Villepin è nata in Francia nel 1959. Giovanissima si è trasferita a Ginevra, dove si è poi laureata in legge, e quindi a New York. Dal 1988 vive stabilmente a Milano con il marito e le tre figlie. Dal 2006 è vicepresidente della fondazione Dynamo e dal 2011 è presidente dell’Associazione Amici di TOG (Together To Go), un Centro di eccellenza dedicato alla riabilitazione di bambini colpiti da patologie neurologiche complesse. Ha pubblicato Tempo di fuga (2006), La ragazza che non voleva morire (2008, Premio Fenice Europa 2009), La notte di Mattia (2010, illustrata dalle fotografie della figlia, Neige De Benedetti).

Il giudizio di Carmine
Emmanuelle de Villepin
LA VITA CHE SCORRE
2013, Longanesi
Valutazione: 4/5

(A cura di Carmine Totaro, redazione stato quotidiano.it – riproduzione riservata)



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