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Eronia: “Il cambiamento va governato per non perdere la tipicità”

Prima della fanoje, si andava alla fiera di Santa Caterina

Ricordi di una manifestazione che risale al 17° secolo


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Foggia. Una bambina di 7 anni giocava con gli animali della savana su un tavolino in casa della nonna. Era il giorno del terremoto dell’ ‘80, la fiera di Santa Caterina era già stata allestita. Santa Caterina d’Alessandria, il 25 novembre, non “da Siena”, che si festeggia ad aprile. Ai primi segnali del sisma si sentì uno spaventoso fragore di piatti che si schiantavano al suolo. Proveniva dalla strada, da Corso Giannone. Perché questa oggettistica da cucina era uno dei pezzi forti della fiera i cui ricordi si perdono nella memoria di decenni passati e che si cerca di ricostruire con un viaggio a ritroso. Per caso coincidente anche nel flashback di un fatto tragico. Nel tempo la fisionomia delle esposizioni è cambiata, la fiera continua ad essere molto frequentata ma i commercianti hanno mutato l’accento, i tempi delle prime luci di Natale sono stati anticipati, la merce è meno artigianale e più industriale, il made in China o in Hong Kong più frequenti. Eppure resta nelle corde della città. E’stata spostata varie volte, via Galliani, via Miranda, Corso Giannone, alla ricerca di spazi che potessero essere più sicuri e meno angusti, come riprova che la gente continua a frequentarla, anche dalla provincia.

I richiami storici

Il legame con una “santa Caterina” esisteva a Foggia, pare che prima della Chiesa di San Giovanni Battista sorgesse una chiesa a lei dedicata ricostruita dopo il terremoto del 1731. Ma come si arriva ad organizzare una rassegna?

Un testo edito da Claudio Grenzi dal titolo ‘Turisti e mercanti di ieri’, firmato da Antonio Ventura, racconta che una fiera esisteva nel 17° secolo e correva parallelamente a quella dell’agricoltura ad aprile-maggio. Era il mercato d’autunno dedicato al bestiame in cui si svolgeva la fiera di Santa Caterina.

GEPPE INSERRA (FACEBOOK)

GEPPE INSERRA (FACEBOOK)

Geppe Inserra: “Le testimonianze risalgono al ‘600”

La nota del libro ce la fornisce Geppe Inserra, autore del blog “Lettere Merdiane” e cultore di questo passato, ma non solo, che andiamo rispolverando. Perché di questo evento si sa quante bancarelle hanno ottenuto la concessione, da dove vengono gli ambulanti, quante se ne contano ogni anno, com’è cambiato il piano del commercio (ne abbiamo scritto in un altro pezzo su Stato Quotidiano) ma se ne percepisce poco l’evoluzione, e tantomeno l’origine. Più meno dagli anni ‘50 è diventata una kermesse autonoma, o almeno a questo periodo risalgono le testimonianze delle persone intervistate. “Risale alle radici terziarie della città- dice Inserra con riferimento al commercio- teniamocela stretta, la giudico l’ultima fiera rimasta dopo quella dell’agricoltura in un contesto in cui questo tipo di manifestazione è in crisi. Per la fiera agricola, dopo la spinta della meccanizzazione in agricoltura in uno dei quartieri fieristici più belli d’ Italia, mi chiedo: ha ancora senso pagare il parcheggio di un trattore quando lo trovi in rete? In ogni caso la fiera di Santa Caterina è l’ultima fiera popolana che è rimasta nel cuore dei foggiani”.

Alberto Mangano (Ph: amicidelladomenica)

Alberto Mangano, autore di manganofoggia – ‘Il sito dell’orgoglio foggiano’, la descrive come “la prima festa che ti faceva entrare nel cuore del Natale prima delle ‘fanoje’. Capitava a fine mese quando le famiglie avevano più possibilità di spendere. Mi ricordo il torrone di Benevento, più produzioni artigianali e meno industriali, la prime capanne di terracotta per il presepe. Eravamo ragazzi, partecipavamo un po’ tutti, era l’alternativa alla Standa per gli addobbi di Natale.

Lucia Lambresa (Ph image: foggia e foggia)

Lucia Lambresa. “Una festa nazional-popolare”

Lucia Lambresa, militante e dirigente politica, ex amministratore della città, la frequenta ancora quando ha tempo, con la figlia. “Non è solo un fatto commerciale ma un momento di aggregazione, di socializzazione nazional- popolare. Ci andavamo per gli addobbi di Natale, per comprare miracolosi strumenti da cucina, per comprare il superfluo, fedeli ad un proverbio: chi va alla fiera e denaro non porta a poco a poco trova la morte. Nel senso che ti intristisci se non acquisti. E’un’istituzione inconfutabile, oggi il mercatino di piazza Giordano è in un certo senso la sua prosecuzione”. Un’assidua presenza nell’affollato percorso è Angela Dembech, che ci ha fornito anche delle foto su ciò che una volta acquistava: “Si trovava di tutto, bambole col viso di porcellana, lumi a petrolio, bicchieri della nonna, ferro a carbone che oggi non uso più se non come soprammobile e che ho abbellito con dei fiori, portagioie. Oggi è tutto più tecnologico, ho perso interesse”.

DANIELA ERONIA - FACEBOOK

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Daniela Eronia: “Troppo abbigliamento, come al venerdì”

Daniela Eronia, imprenditrice, ricorda i “battitori e banditori di piatti”, quelli che picchiavano con la ceramica sul banco e nel frattempo, come dei “giochi di prestigio”, componevano e ricomponevano il servizio da offrire sparando la cifra. “Ci andavo di pomeriggio, verso le 3 o le 4, loro non chiudevano mai, dopo c’era troppa folla. Si vendevano le novità della merce per le pulizie, i dolci, le caramelle, i ricambi per cucina, gli ambulanti venivano per lo più dalla Campamia. Regalai a mia madre una bellissima lampada in porcellana, c’erano i festoni che cambiavano colore, i quadri, i dipinti. Quella di oggi ha troppo abbigliamento come se si fossero trasferiti i posteggi del mercato del venerdì. In questo modo si perde l’autenticità della fiera. Non è che non debba evolversi ma si potrebbe dividere in sezioni, si potrebbe creare un’illuminazione uguale per tutte le bancarelle. Va bene il cambiamento ma va governato, credo che debba essere ri-tipizzata”. Fine novembre: prima di accendere le luci dell’albero per l’Immacolata era d’obbligo un passaggio alla fiera di Santa Caterina. Ma slittano anche questi adempimenti, oggi.

(A cura di Paola Lucino, Foggia 18.10.2017)

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Prima della fanoje, si andava alla fiera di Santa Caterina ultima modifica: 2017-10-18T09:30:47+00:00 da Paola Lucino



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