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Umido, Campobasso: con raccolta ridotta inutile compostaggio ex novo

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L'incontro di Cassano (st)

Bari – SI è svolto a Cassano delle Murge il seminario dal titolo “Servizi Pubblici Locali: la raccolta dell’umido”. Come organizzare le raccolte dei materiali, dell’umido in particolare, per rendere più efficienti i servizi? Gli interventi di Maria Pia Di Medio, Carmelo Briano, Giovanni Barchetti, Francesco d’Amore, Giovanni Campobasso, Attilio Tornavacca, Francesco Palmirotta.

Il sindaco Maria Pia Di Medio ha fatto subito riferimento al nuovo sistema di raccolta di nettezza urbana che l’amministrazione di Cassano delle Murge ha adottato. Si tratta di una raccolta porta a porta domiciliare, monomateriale (tranne che per plastica e lattine) con la predisposizione a monte della tariffazione puntuale. “Ogni cittadino – ha dichiarato il sindaco Di Medio – deve diventare esperto nella raccolta e nel riciclo delle materie riciclabili. Nessuno si può tirare indietro perché non ci possiamo più permettere di gettare via nulla”. “Il servizio di nettezza urbana – ha continuato – è il servizio più importante di un’amministrazione e misura il grado di civiltà di una collettività. Dobbiamo arrivare ai livelli degli altri comuni e dobbiamo diventare talmente virtuosi da ridurre al minimo il conferimento dell’indifferenziato e allo stesso da massimizzare il recupero di tutte le frazioni riciclabili, tra cui l’umido dal quale si ricava l’energia oppure il compost”.

Anche l’assessore all’Ambiente Carmelo Briano ha sottolineato l’importanza del nuovo servizio. “Con l’aumento dell’ecotassa e dei costi di conferimento e di smaltimento, l’amministrazione di Cassano, anticipando la pubblicazione della legge regionale del 24 agosto 2012, ha avviato un nuovo servizio di igiene urbana e servizi complementari. Grazie al supporto della Esper, si è deciso di puntare ad una raccolta domiciliare porta a porta con tariffazione puntuale, per premiare nel tempo i comportamenti virtuosi e sanzionare chi in questi hanno ha determinato discariche cittadine abusive. Comunque – ha rassicurato Briano – verrà realizzata una adeguata campagna di comunicazione nel dettaglio che scioglierà ogni dubbio su dove occorre conferire ogni materiale che deve essere recuperato”. L’assessore ha inoltre invitato i cittadini a ritirare le compostiere in previsione della riduzione della tariffa, quest’ultima legata anche alla riduzione dei rifiuti, e ha annunciato l’adesione all’iniziativa di Legambiente “Imbrocchiamola”. “Sarà vietato nelle scuole l’uso di bottiglie di plastica – ha concluso Briano – .E’uno sforzo che serve a centrare gli obiettivi di raccolta differenziata”.


Il segretario dell’Aro Bari 4, Francesco D’amore, ha descritto le varie ipotesi di gestione amministrativa e operatività dei nuovi Ambiti di Raccolta Ottimale. “L’Aro Bari 4, – ha dichiarato D’Amore – in base all’approvazione della delibera di giunta regionale del 23 ottobre 2012 che stabilisce la perimetrazione dei nuovi ARO (Ambiti di Raccolta Ottimale), è formata da sette comuni, Altamura, Gravina, Cassano delle Murge, Santeramo in Colle, Toritto, Grumo Appula e Poggiorsini. Questi comuni – ha spiegato – per avere la possibilità di pianificare, gestire e organizzare il servizio dovranno necessariamente costituire o un’associazione di comuni o sottoscrivere delle convenzioni in base al decreto n.267 del 2000 per gestire in maniera associata i servizi della raccolta porta a porta”.

Riguardo ai servizi di raccolta D’Amore ha detto che “l’Ato Bari 4 (oggi Aro Bari 4), negli ultimi due anni si è data molto da fare per conferire l’umido fuori provincia, ma – ha sottolineato – che sono aumentati i prezzi di conferimento (probabilmente anche per la poca concorrenza), e questo fattore sta determinando un ostacolo allo sviluppo dei sistemi di raccolta differenziata”. In questi due anni grazie all’impegno della Provincia, l’aro Bari 4 ha predisposto rispetto agli altri Aro dei progetti. “Abbiamo programmato – ha detto D’Amore – sei Centri di Raccolta e abbiamo acquistato oltre 4.000 compostiere da giardino che andremo a distribuire gratuitamente ai comuni che ne faranno richiesta. Cassano rispetto agli altri comuni ha avuto una spiccata sensibilità al tema della raccolta differenziata e dell’umido. Ha richiesto oltre 1.000 compostiere da giardino”.

L’Assessore alla Tutela dell’Ambiente della Provincia di Bari, Giovanni Barchetti ha spiegato che la nuova legge dei servizi pubblici locali non prevede più alcuna competenza per le province. “Infatti per effetto del decreto governativo del riordino delle province, il mio assessorato, come giunta, decadrà il 31 dicembre 2012. Le competenze dunque sono state ripartite tra la Regione Puglia, gli Aro e i comuni”. Riguardo alla raccolta della frazione dell’umido, ha spiegato che probabilmente è la frazione più riconoscibile dal cittadino “E’ molto più difficile distinguere il vetro dal cristallo (che va nell’indifferenziato)”. L’assessore Barchetti ha inoltre invitato i cittadini e le amministrazioni a non farsi dominare dall’effetto Nimby (acronimo inglese per Not In My Back Yard, lett. “Non nel mio cortile”), ma di far emergere il principio di responsabilità. “Bisogna ospitare nel proprio territorio gli impianti di compostaggio e di chiusura del ciclo dei rifiuti senza demandare ad altri territori il loro trattamento”.


Il dirigente del servizio Ciclo Rifiuti e Bonifiche della regione Puglia, Giovanni Campobasso ha affrontato il tema dell’Organizzazione e il governo dei Servizi pubblici locali. Alla domanda se fosse conveniente pubblicare prima il contenuto (il piano regionale de rifiuti) oppure il contenitore (la legge dei servizi pubblici locali), ha risposto che “l’umanità non avanza solamente in base alle conoscenze che ha a disposizione, ma anche in base alle prospettive che essa si pone”. La produzione normativa e la regolamentazione che la regione Puglia sta realizzando – ha spiegato Campobasso – ha dovuto tenere conto di molteplici aspetti”.

“Ma una cosa è certa, – ha manifestato il dirigente – la gestione delle raccolta dei rifiuti deve essere organizzata dall’Ambito di Raccolta Ottimale. La legge, che ha tenuto conto delle proposte dei comuni, ha previsto per i nuovi ARO una popolazione media, superiore ai 100 mila abitanti. Solo nella Daunia e nel Salento sono state previste delle eccezioni”. L’Aro è il modulo elementare,ma nulla vieta in futuro, proprio per aumentare le economie di scala, che due Ambiti di raccolta ottimali possano fondersi per raggiungere i modelli organizzativi del Nord Italia”. “L’organizzazione degli Aro – ha spiegato Campobasso – per funzionare” ha bisogno di grandi numeri “al fine di far sviluppare concorrenza e economie di scala”, e allo stesso tempo “ridimensiona gli interventi della politica comunale che si è attivata in questi ultimi anni a compartimenti stagni. La ‘municipalizzata’ non trova spazio oggi nel settore dei rifiuti se non risponde alle esigenze dei cittadini e del mercato”. In tal senso ha sottolineato positivamente la fusione di due società pubbliche, come l’Asm di Molfetta e l’Asipu di Corato.

Riguardo all’esigenza di realizzare nuovi impianti di compostaggio, Campobasso ha spiegato che “con una produzione ridotta di umido, nessun imprenditore rischia il proprio capitale per realizzare ex novo un impianto di compostaggio. Ma il nuovo Piano regionale serve a far comprendere ai privati, con la descrizione delle quantità, dei flussi, e dei costi, la convenienza a investire in Puglia, Inoltre – ha concluso Campobasso – per gli impianti esistenti sarà prevista la stipula di accordi di programma, proprio per dare priorità alle quantità raccolte dai comuni pugliesi”.


Attilio Tornavacca, Direttore generale ESPER, riguardo al tema dell’affidamento pubblico/privato ha evidenziato come in Europa, tale questione “sia meno divaricata di quanto sia in Italia, proprio perché ad esempio – ha esordito Tornavacca – in Germania ciò che è essenziale è l’obiettivo economico/ambientale e non chi lo fornisce”. “Ogni ente è libero – ha spiegato – di affidare il servizio ad un’azienda pubblica a patto che questa raggiunga i risultati di raccolta differenziata, di riciclaggio, e di igiene e decoro urbano. Una società pubblica, se è inefficiente, anche dal punto di vista di bilancio economico, ha due anni di tempo per mettersi in regola, altrimenti per legge è destinata alla chiusura”.

Riguardo alle delibere “Verso rifiuti zero” che molti comuni hanno recentemente adottato, (ad esempio da Capannori a Modugno, ndr) – ha precisato Tornavacca- sono tese a migliorare non solo il servizio di nettezza urbana ma anche a contenere gli sprechi. L’Italia è il principale consumatore di acqua contenute in bottiglie di plastica, assieme all’Arabia Saudita e al Messico. Sulla raccolta porta a porta, Tornavacca ha spiegato che è cosa nota che “la raccolta porta a porta garantisce alti livelli di purezza della frazione umida, ma attenzione all’uso di shoppers biodegradabili. E’importante l’uso di sacchetti che siano anche “compostabili”. Proprio per questo il CIC, il Consorzio Italiano Compostatori, ha realizzato un marchio che da sicurezza in tal senso”.

Riguardo alla recente pratica del “compostaggio di comunità” – ha concluso Tornavacca – che la spesa di questi piccoli impianti elettromeccanici di compostaggio ha molto senso nelle isole o nelle comunità pedemontane, che sono in genere lontane dagli impianti di compostaggio. Sono dei validi strumenti, ma bisogna fare i conti anche con i costi di mantenimento e di manutenzione”.

Infine il direttore del CEA, Centro Educazione Ambientale di Cassano delle Murge Francesco Palmirotta ha dichiarato che “il ruolo del Centro di educazione Ambientale con il nuovo servizio assumerà per i cittadini maggiore importanza. Il Cea di Cassano – ha spiegato Palmirotta – ha l’obiettivo di neutralizzare la visione antropocentrica che determina uno sfruttamento intensivo delle risorse, al fine di riacquistare il senso dell’aria, dell’acqua e della terra”. “Ci voleva davvero la crisi delle risorse – ha sbottato Palmirotta – per comprendere l’efficacia positiva delle azioni del riciclo, del riuso e del riutilizzo?” Eppure ha sottolineato il professore che si sono voluti mezzo secolo per cambiare nuovamente la mentalità. Ecco perché incontro con entusiasmo le parole sin qui dette da tutti gli intervenuti al convegno. La raccolta differenziata oltre che un obbligo di legge, è un obbligo morale.


Redazione Stato



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