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Il libro di Saviano presentato all’Università di Foggia

Senza fede né riscatto la “Paranza dei bambini”

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L’Università, Roberto Saviano e due magistrati, i pm Woodcock e De Falco della Procura di Napoli, raccontano e commentano l’ultimo libro dello scrittore e giornalista “La paranza dei bambini” edito Feltrinelli. Storie nate da un’inchiesta giudiziaria sulle gang di ragazzi fra i 14 e 20 anni che spadroneggiano nel centro storico della città partenopea. Dalle carte al romanzo, il passaggio mantiene intatti i soprannomi dei giovani malavitosi alla conquista del mondo, destinati alla morte o al carcere, che sparano dai tetti per provare l’arma, autori- come dirà De Falco- anche di “omicidi inutili” , compiuti per “imparare” in un romanzo di formazione verso la camorra.

Paranza echeggia il mare, le barche che pescano a strascico come nella vita questi ragazzini cercano la preda, cioè i soldi facili, unica vera fede. “Ma chi l’ha detto che agguantare il denaro deve essere difficile?”, chiede Saviano in una serie di domande che partono sempre dall’ottica di chi agisce: “Non metto mai il punto di vista del bene, costringo il lettore a stare lì, voglio invaderlo, deve entrare nella pagina, cosa che è ancora un gesto sovversivo”. Lo scrittore di Gomorra segue lo stesso copione del libro scritto 10 anni fa e poi divenuto una serie di successo, mentalità e dialetto perché “i personaggi sono immaginari, vera è la realtà che li ha prodotti”, aggiunge citando ‘Le mani sulla città’ di Franco Rosi, personaggi che non credono nel merito e nel talento, che non credono nell’amore e nell’amicizia ma solo nel denaro.

Ricci: “Dare ai giovani segnali positivi”


Frasi e pensieri da cattivi- domanda l’autore nella lezione di tecnica e narrativa- o dinamiche della vita che escono più vive perché vissute attraverso i loro occhi e quelli del lettore? Tutto questo, detto nel tempio della cultura e della formazione in un’università del sud, è stato controbilanciato dal rettore Maurizio Ricci: “Oggi vogliamo dare ai giovani che ci ascoltano un segnale di pars costruens, il diritto alla formazione come possibilità di riscatto e crescita in un territorio difficile con una malavita molto forte e profondamente ignorata come quella del Gargano”. A questo punto lo scrittore ha ricordato le tante proteste, raccolte di firme, accuse lanciate contro di lui per quelle storie raccontate e rappresentate che denunciano malaffare e camorra. “Non diventi gangster se vedi ‘Scarface’ come non diventi buono, gentile e aggraziato se guardi Don Matteo. Mi dicevano: che fa Saviano, ci diffama? Io penso che bisogna gettare sale sulla ferita per guarirla e non nasconderla, che delle cose bisogna parlare guardandosi negli occhi, che bisogna vincere i luoghi comuni studiando”.

La forza realistica del romanzo, come opera d’arte, è stata elogiata dal pm Woodcock che ha anche aggiunto di essere favorevole alla legalizzazione delle droghe leggere “per ridurre il bacino di affari della criminalità: per loro la droga è uno dei più forti acceleratori di reddito”. ‘La paranza dei bambini’ nasce da un’inchiesta giudiziaria: “Mentre leggevo le carte e ascoltavo le intercettazioni- ha detto De Falco– mi sembravano il copione di un libro e mi chiedevo se qualcuno l’avrebbe mai scritto. Non pensavo che sarebbe stato Saviano, che l’ha fatto in modo magistrale mantenendo sempre la giusta distanza, senza alibi né giustificazione per questi ragazzi che non hanno bisogno di guardare le serie tv”.

Uno di loro l’ha condannato a vent’anni di carcere: “Era bello, il più intelligente, quello che aveva maggiore saggezza nel consigliare di non ammazzare gente inutilmente, avrebbe potuto fare qualunque altra cosa nella vita. Ho sentito le sue lacrime quando è stata pronunciata la sentenza e da quelle lacrime vorrei ripartire”.

(A cura di Paola Lucino, Foggia 18.11.2016)



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Commenti


  • Manfredonia e il suo declino dovuto ai falsi politici

    Caro Saviano, le droghe non vanno legalizzate xche’ a quel punto, lo stato diverrrebbe spacciatore autorizzato.La criminalita’ si vince con la fede e una buona infusione di cultura : Partiamo da una scuola fatta x bene.2)uno stato presente e vicino al cittadino.Ma queste cose lei le sa.Di che parliamo?, tutto e’ in rovina.E tutti ne paghiamo un prezzo.Veda chi era san DON BOSCO, IN LUI C’È LA RISPOSTA.IN VERITÀ OCCORRONO CENTINAIA DI DON BOSCO

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