Foggia
"I pazienti del mio studio hanno paura"

Degrado quartiere Ferrovia, lettera a Landella: “ci aiuti”

"L’oratorio di Don Orione, un tempo riecheggiante delle voci cristalline dei bambini, è diventato teatro di scene squallide e peccaminose; passeggiare sul Viale è impossibile senza che ti si chiuda lo stomaco per la grandissima rabbia!"


Di:

Foggia – “EGREGIO Direttore di Statoquotidiano, mi permetto di allegare una lettera aperta al Sindaco di Foggia, Dott. Franco Landella, contenente segnalazione dello stato di degrado in cui versa il quartiere Ferrovia in Foggia,con preghiera, se d’accordo, di pubblicazione. In attesa di cortese riscontro, la ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti. Dott. Roberta Apicella”.

IL TESTO.

”Pregiatissimo Signor Sindaco,

Mi permetto di scriverLe per chiederLe aiuto. Lo faccio io a nome mio, di mio padre Angelo e di mio fratello Raffaele, ed anche a nome dei tantissimi cittadini che abitano o lavorano nel quartiere Ferrovia. Mi chiamo Roberta Apicella, sono nata e vivo a Foggia, ove svolgo la professione odontoiatrica in uno Studio di proprietà, ubicato in Via Isonzo n. 33.

Il giorno 16 dicembre mi sono recata in Banca per il pagamento dell’IMU e della TASI: la seconda rata. Mi permetto dirLe, la seconda “mazzata”…. Il pomeriggio del medesimo giorno, mentre andavo in Studio a lavorare, ho assistito all’ennesimo episodio di violenza, ad opera di cittadini stranieri.

Transitavo, infatti, davanti alla Posta Centrale, sul Viale XXIV Maggio, quando, all’improvviso, si è scatenato l’inferno! Credo Lei sia al corrente di ciò che è accaduto: non mi dilungherò, quindi, sulla questione.

Quando sono nata, 45 anni fa, i miei genitori abitavano in Via Piave; ho frequentato la scuola elementare “Lorenzo Scillitani” e la scuola media inferiore “Dante Alighieri”, nella sede distaccata di Via Sabotino. Ogni pomeriggio frequentavo l’oratorio della parrocchia “Madonna della Croce”. Mi aspettavano i numerosissimi amichetti, con i quali “scorribandavo” per tutto il quartiere, divertendomi come solo i bambini sanno fare. Eravamo liberi, i nostri genitori non temevano che potesse succederci qualcosa; quel quartiere era il “salotto buono” della città! Se avevamo voglia di un gelato, ci fermavamo a prenderlo al “Bar Veneto” o poco più avanti, all’ “Imperial Bar”, di fronte all’Hotel Cicolella. Andavamo a scuola o al catechismo pomeridiano a piedi, senza che i nostri genitori ci accompagnassero; non ricordo un pericolo, un episodio spiacevole, anzi! Questo Le lascia intendere quanto particolareggiata sia la mia conoscenza della zona.

I miei bei ricordi del tempo, ed anche quelli dei miei genitori, mi hanno indotto ad acquistare lo Studio professionale in Via Isonzo, operativo dal 1998. Sono passati, quindi, ben 16 anni da allora, durante i quali la situazione del quartiere è andata man mano peggiorando. Non so chi abbia iniziato a far decadere il quartiere, affittando locali e pianterreni agli stranieri; non ho locali da affittare, ma anche se li avessi avuti non li avrei certo ceduti a chi avrebbe senza dubbio rovinato la zona. Quindi, mi rimane il mio studio, sempre meno frequentato perchè i pazienti HANNO PAURA di venire in Via Isonzo! In effetti, lo spettacolo è veramente AVVILENTE, Signor Sindaco! La Via Podgora è infestata da ubriaconi di varie nazionalità, che abbandonano bottiglie in ogni angolo, emettendo suoni (o meglio RUTTI) che rimbombano lungo tutta la via, spesso accompagnati dalla vomitata finale da sbronza; donnine mezze nude transitano sfacciatamente sul Viale e nelle vie limitrofe, spesso con i seni a vista, adescando i passanti di sesso maschile senza il minimo pudore!

L’oratorio di Don Orione, un tempo riecheggiante delle voci cristalline dei bambini, è diventato teatro di scene squallide e peccaminose; passeggiare sul Viale è impossibile senza che ti si chiuda lo stomaco per la grandissima rabbia! Chiunque abbia investito, acquistando casa o attività lavorative in quel quartiere, è diventato razzista, insofferente, impotente! Io, invece, VOGLIO CREDERE CHE LE COSE POSSONO CAMBIARE, Le sto scrivendo per questo: perchè Lei ASCOLTI LE NOSTRE VOCI, affinchè CI AIUTI!

Non possono tutti i nostri sacrifici finire in fumo di kebab, non lo meritiamo, non siamo noi i colpevoli di questa situazione, non l’abbiamo né generata, nè incentivata!

Mi piacerebbe tanto incontrarLa e scambiare due chiacchiere con Lei, il Sindaco della mia amata Foggia, ne sarei davvero ONORATA! Per intanto, approfitto di questa mia per augurare a Lei ed alla sua famiglia un sereno Natale ed un proficuo 2015. La saluto citando un motto molto famoso, che conoscerà senz’altro: YES, WE CAN! Allora, possiamo contare sul suo aiuto? Tutti insieme POSSIAMO CAMBIARE FOGGIA e lo possiamo fare partendo dai quartieri disagiati, ridando dignità a case, studi e locali, che adesso piangono, sono feriti e valgono un terzo di quanto sono stati pagati appena qualche anno fa.

La ringrazio per avermi letta. Con stima, Roberta Apicella”.

Redazione Stato@riproduzioneriservata

Degrado quartiere Ferrovia, lettera a Landella: “ci aiuti” ultima modifica: 2014-12-18T23:44:17+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Laura

    Condivido pienamente le doglianze della Dott. Apicella! Appena domenica scorsa, poco dopo le 13,00, due signore di facili costumi facevano “degna” cornice al Viale XXIV Maggio, sul lato della chiesa citata dalla stessa Sig.ra Apicella. Parlare di accostamento di sacro e profano è semplicemente riduttivo! Chi è dotato di un minimo di sensibilità non può non provare sdegno e livore dinanzi a tanto orrore! Pur con tutti i suoi limiti, la città di Foggia mai ci aveva offerto prima d’ora spettacoli indecorosi come la ormai celebre rissa, degna della peggior zona del Bronx! Ma ormai si tratta di una generalizzata condizione di degrado che interessa l’intera città, ed i foggiani e gli stranieri si contendono l’oro e l’argento sul podio dell’inciviltà, dell’incuria, del pressappochismo! Occorre un immediato riscatto, efficaci e mirate campagne di sensibilizzazione, multe esemplari, massimo rigore se non vogliamo precipitare nell’abisso. Guardo con terrore ai grandi locali commerciali sfitti rimasti sul Viale XXIV Maggio e già immagino l’ennesimo bazar, traboccante di scadente bigiotteria, ed impregnato di insopportabile lezzo o l’ennesimo negozietto di detersivi (simile a quello poco distante dalla chiesa) aperto tutti i giorni ed a tutte le ore! Spero che qualcuno non intenda lasciar aprire una grossa macelleria nel grande locale vuoto, un tempo negozio di abbigliamento. Ma è possibile che non si esiti a dare in pasto le proprietà a chicchessia pur di garantirsi un’entrata?? Cosa dire degli inavvicinabili negozi degli orientali? Eppure le trasmissioni di denuncia non lesinano raccomandazioni ed inviti a guardarsi dall’acquistare in quei posti. Ma tutti sembrano esser sordi e mi fa rabbia veder rovistare nelle pietose bancarelle di abbigliamento cinese. Ma veder rovistare nelle bancarelle è il minimo se si pensa che veder rovistare nei cassonetti di rifiuti è solo l’ultimo degli scempi che il genere umano, di ogni etnia, compie o è costretto a compiere. Ad ogni modo, mi associo alla denuncia della Dott. Apicella ed all’invito rivolto al Sig. Sindaco affinché l’attenzione e la cura che egli ha mostrato per la città di Foggia, fin dai primi giorni della sua accorta Amministrazione, che gli auguriamo lunga e costellata di successi e consensi, siano forieri di una costante, decisa, definitiva risalita della nostra fin troppo martoriata città.

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