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“Striscia la notizia” nel Foggiano: “Il ghetto dove lo metto?”

Chiarita la questione ubicazione, vediamo ora la vita del villaggio e le sue effettive esigenze in termini di sussistenza e convivenza


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Articolo di Antonio Del Vecchio. Rignano Garganico. CHIAREZZA sull’ormai arcinoto “Ghetto di Rignano”. E questo, grazie al servizio svolto, ieri sera, 17 dicembre, da “Striscia la notizia” di canale 5. Nel mirino della famosa trasmissione sono entrati il sindaco di Rignano Garganico, Vito Di Carlo e il suo collega Francesco Miglio, sindaco di San Severo e Presidente della sopprimenda Provincia. Il servizio ha confermato che il su accennato agglomerato si trova in territorio di San Severo. Precisamente in località “Torretta Antonacci”, che dovrebbe essere da ora in poi la denominazione corretta e certificata. A scoprire l’inghippo della denominazione impropria data al ghetto erano stati , qualche tempo fa, alcuni tecnici rignanesi, che si sono presi la briga di fare dei precisi rilievi cartografici e mappali al computer. Dal lavoro è emerso che la anzidetta “terra di nessuno” si troverebbe su un fascia stretta di terreno comunale sanseverese che, a mo’ d’incuneo, s’addentra nei confini del territorio foggiano. Precisamente si trova a 150 metri, al foglio catastale 144, particella 154. Ecco spiegate le ragioni del frainteso. Dopo di che gli stessi tecnici hanno perfezionato l’accertamento, stabilendo le esatte distanze dagli altri principali confini e luoghi abitati. Cosicché si apprende che il ghetto dista in linea d’aria dal territorio giurisdizionale di Rignano due chilometri abbondanti, mentre dal centro abitato di Villanova, nove chilometri e dal paese 20 chilometri. Per raggiungere il posto ci si impiegherebbe da e per Rignano circa mezz’ora, da San Severo poco più di cinque minuti.

Chiarita la questione ubicazione, vediamo ora la vita del villaggio e le sue effettive esigenze in termini di sussistenza e convivenza. A fornirci le notizie è lo stesso sindaco Vito Di Carlo, che tempo fa, tornando da Bari, si sarebbe intrattenuto per alcuni minuti al ghetto, per rendersi direttamente conto della situazione. E’ stato accolto con molto garbo da uno dei capi. Questi avrebbe assicurato che lì si vive bene e che il ghetto sin dall’inizio avrebbe ricevuto tanta solidarietà, a cominciare dal terreno messo a disposizione gratuitamente dal proprietario. Qui, a suo dire, i suoi conterranei per la prima volta avrebbero riacquistato la loro identità ed avvertito l’ orgoglio di esseri africani. A suo dire, prima si sentivano dei dispersi ed erranti senza meta, oggi avvertono sicurezza e soddisfazione, perché hanno finalmente un tetto, un culto e delle tradizioni da coltivare. Il rapporto con il territorio e la gente indigena? Al momento non lo considerano un’urgenza, se non per motivi di lavoro, forse perché molti di loro non hanno ancora deciso di stabilirsi definitivamente in questo posto. Quindi, l’uomo lascia al primo cittadino il suo recapito di cellulare. A sua volta l’autorevole ospite lo saluta calorosamente e si allontana, raccomandando: “Se avete bisogno, telefonate al Comune! “. Al di là di due “gaffe” o fraintesi che dir si voglia, immediatamente compresi e rettificati (Renzi Presidente della Repubblica e “guanti gialli” al posto di “bianchi”), le risposte date da Di Carlo a “striscia la notizia” sulle “responsabilità” sono state piuttosto chiare ossia che da tempi immemorabili la comunità locale è stata sempre ospitale ed antirazzista, tirando fuori l’esempio degli albanesi. Miglio dal canto suo ha cercato di “minimizzare”, adducendo a pretesto l’irrisoria distanza dai confini (500 m. al posto di km 2) e la presunta ed eccessiva lontananza dal posto “incriminato”di S.Severo.

“Striscia la notizia” nel Foggiano: “Il ghetto dove lo metto?” ultima modifica: 2015-12-18T17:20:04+00:00 da Redazione



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