Manfredonia

Bozza riforma Lupi, “ridurre le attuali 24 Autorità Portuali”

Di:

L'onorevole Maurizio Lupi (ST)

Roma – “RIDURRE il numero delle attuali 24 Autorità portuali, per inserirle in un più ampio contesto di distretto logistico”. Una “rivoluzione nella governance dei porti italiani” – come indica il Sole 24 Ore – il progetto di riforma orchestrato dal ministro delle Infrastrutture e trasporti, Maurizio Lupi. La riduzione rientra nell’obiettivo di una “semplificazione necessaria (anche sotto il profilo della spending review) e più omogenea all’indirizzo preso dell’Ue, che ha individuato i porti inclusi nelle reti di trasporto (Ten-T) e nei corridoi europei”. La bozza di riforma del ministro Lupi è ora pronta (ancorché suscettibile di modifiche) ed è stata inviata ai presidenti delle commissioni trasporti di Camera e Senato.

Come riferito dal Sole 24 ore, “il primo comma di quello che potrebbe diventare un decreto legge, è il cardine su cui si muove il progetto di riforma messo a punto dai tecnici del ministro”.

“La norma, infatti, individua «un’Autorità portuale e logistica di interesse strategico nei seguenti distretti (otto in tutto, ndr): Alto Tirreno, Medio Tirreno, Basso Tirreno, Alto Adriatico, Medio Adriatico, Basso Adriatico-Ionio, Sicilia, Sardegna, che comprendono i nodi europei della rete Ten-T»”. “All’interno di questo schema il ministro non ha ancora stabilito quali delle attuali Authority faranno parte di uno o dell’altro distretto (nell’infografica accanto presentiamo una possibile ipotesi). Alcuni porti, in effetti, potrebbero entrare sia in uno schema che in un altro. È il caso, ad esempio, di Livorno che potrebbe essere inserito sia nell’alto che nel medio Tirreno”.

“In ogni caso, alle nuove Authority «saranno trasferite le risorse umane e strumentali delle Autorità portuali», mentre cessano, con l’entrata in vigore del decreto, «gli organi delle autorità portuali accorpate e le altre sono trasferite alle Regioni». La delimitazione dei distretti logistici e l’identificazione dei porti inclusi nel distretto, recita la bozza, saranno effettuate sulla base di precisi criteri, che sono: l’appartenenza alle reti Ten-T; il rilievo del porto rispetto a dimensioni, tipologia e qualità del traffico, ubicazione territoriale, collegamento funzionale con i corridoi multimodali europei e ruolo strategico nei traffici internazionali; poi è richiesta «coerenza con la programmazione logistica nazionale con proiezione almeno decennale» e disponibilità di collegamenti ferroviari e stradali con reti prioritarie”.

Nella bozza di riforma, previsto il cambiamento degli organi di governo delle Authority. “Nel testo di Lupi scompaiono i comitati portuali e nasce il consiglio direttivo, a coadiuvare l’opera del presidente (che «è nominato con decreto del ministro delle Infrastrutture, d’intesa con i presidenti delle Regioni interessate») e del segretario generale. Il consiglio direttivo include, oltre al presidente, un componente designato dal ministero delle Infrastrutture, un rappresentante delle capitanerie, uno delle strutture interportuali e intermodali operanti nel distretto logistico e un componente designato da ciascuna Regione del distretto. È prevista poi una commissione consultiva, composta da sei rappresentanti dei lavoratori di imprese del distretto nonché un rappresentante di armatori, industriali, spedizionieri e agenti marittimi, autotrasportatori, imprese ferroviarie”, come riporta il Sole24Ore. “Ma è il consiglio direttivo che adotta il piano integrato logistico, i piani regolatori dei porti del distretto, approva il bilancio, delibera su autorizzazioni e concessioni e così via. Insomma, opera come un cda”.

Infine, “la bozza conferma l’autonomia finanziaria concessa ai porti con le recenti modifiche della 84/94 e ne cancella il limite di 90 milioni annui”.

Redazione Stato

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Bozza riforma AP Lupi (Ph: sole24ore)



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Commenti


  • miki

    Siete gelosi e invidiosi voi del centro sinistra.


  • semprevigile

    Riporto un post già pubblicato su
    Manfredoninews il
    18 gennaio 2014 alle 19:16
    Auspicando un cambio di rotta… per il nostro porto affinchè finalmente possa dare un contributo fattivo agli scambi commerciali marittimi/terrestri della nostra capitanata e + in generale per la nazione Italia la quale non bisogna dimenticare e una penisole collocata nel mediterraneo su cui si affacciano molti paesi.
    Unitamente si vuole sperare anche nella presenza, finalmente, di risorse umane specialistiche… senza delel quali anche tale innovazione a nulla servirebbe !!!!…


  • gino

    spero che la prima a chiudere sia quella di manfredonia,—

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