Manfredonia

De Girolamo, Capo gabinetto Ferrara e proprietà a Manfredonia

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Il ministro delle politiche Agricole, Alimentari e Forestali Nunzia De Girolamo durante il giuramento del governo Letta, Roma, 28 aprile 2013. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Roma/Manfredonia – SI chiama Ferdinando Ferrara il nuovo Capo di Gabinetto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, nominato il 5 dicembre 2013 dal ministro Nunzia De Girolamo. Il Consigliere della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ferdinando Ferrara, ha finora ricoperto l’incarico di Capo del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica (CIPE) a Palazzo Chigi.

Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri il Consigliere Ferrara ha occupato anche il ruolo di Coordinatore del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria – Ufficio per la tutela del Diritto d’autore e della proprietà intellettuale e per la vigilanza sulla Siae. In precedenza il Consigliere Ferrara ha ricoperto l’incarico di Coordinatore dell’Ufficio per le attività di informazione e la comunicazione istituzionale.

Come indicato nel comunicato del Ministero, “il Ministro De Girolamo ha, inoltre, nominato a capo dell’Ufficio legislativo del Ministero Marco Caputo, Consigliere parlamentare della Camera dei Deputati, già funzionario della Commissione Bilancio di Montecitorio”.

Ferrara – nato a L’Aquila, classe 1964 – (dal 1999 nell’Ammistrazione: Presidenza del Consiglio dei Ministri, nel 1998 tra l’altro Professore a contratto di Economia Applicata presso L’Università di Bari) è finito nel mirino del giornale L’Espresso con un recente articolo relativo a Nunzia De Girolamo e Francesco Boccia, (moglie e marito bipartisan, Pd e Pdl), agli onori della cronaca dopo le indagini nella gestione dell’Asl di Benevento, ma con “nessun rilievo penale, al momento contestato al ministro delle Politiche agricole“.

Ferrara, come indica L’Espresso, è stato nominato Capo di Gabinetto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali in sostituzione di “Michele Corradino“; nel testo del giornale viene dato rilievo ai beni di proprietà di Ferdinando Ferrara, intestatario infatti con i fratelli – da atti – di numerosi ettari di terreni a Manfredonia, oltre a fabbricati rurali in località Fontanarosa.

Un dato in ogni modo non indicato nell’articolo de L’Espresso è che Ferrara è intestatario dei beni, con i germani nel Comune di Manfredonia, da successione – e divisioni – di parenti nati a Rivisondoli ed anche Foggia.

In considerazione degli anni relativi agli atti catastali (sui succitati beni), la correlazione tra latifondi, cariche e recenti polemiche che stanno interessando l’attuale Ministro alle Politiche Agricole sembrano avere scarsa attinenza.

Redazione Stato,ddf@riproduzioneriservata



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Commenti


  • Buffonate

    Ho avuto il privilegio di conoscere personalmente il citato dott. Ferrara ai tempi in cui entrambi frequentavamo le aule universitarie. Posso confermare che i beni di cui si tratta nell’articolo dell’Espresso erano già a quei tempi nella disponibilità della famiglia del dott. Ferrara; questa circostanza era nota a tutti noi studenti che lo frequentavamo. Credo di averlo conosciuto piuttosto bene e per questo posso affermare che è persona di notevole spessore. L’articolo a cui ci riferiamo, cerca di screditare il Ministro attraverso le insinuazioni riferite al dott. Ferrara, ma sono convinto che abbiano completamente sbagliato bersaglio.


  • hmichelantonio

    Non comprendo questa pubblicazione, cosa vuole significare. Fa piacere della brillante carriera di un nostro concittadino, anche se possessore di terreni. Bisognerebbe pubblicare tutti coloro che sono diventati miliardari dopo la presenza a Montecitorio, con le proprietà che hanno trasferito a l’estero diventando degli evasori fiscali, togliendogli la cittadinanza italiana


  • hmichelantonio

    Sig. Ferrara, stia attento ai P…D.., che sono invidiosi e egoisti, capaci di appropriarsi anche dei suoi pantaloni.


  • Redazione

    Infatti hmichelantonio, come potrà vedere, l’articolo è stato pubblicato con precisazioni rispetto a quanto comunicato da L’Espresso; a presto, Red.Stato

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