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Un capitolo importante della gestione di questo patrimonio sembra essere quello che riguarda gli affitti degli immobili

“La gestione del patrimonio del Vaticano non è in linea con i principi sacri del Vangelo”

La Chiesa cattolica, nel suo complesso che ha più di 5000 Diocesi in tutto il Mondo con strutture economiche indipendenti rispetto a quella del Vaticano


Di:

« Voi cittadini mi chiamaste Ciacco:
per la dannosa colpa de la gola,
come tu vedi, a la pioggia mi fiacco
. »
(Inferno VI, 52-54)

[…]

Giusti son due, e non vi sono intesi; /
superbia, invidia e avarizia sono /
le tre faville c’ hanno i cuori accesi
“.

La superbia, l’invidia e l’avarizia sono le tre cause della discordia a Firenze: accusa che Dante farà ripetere anche a Brunetto Latini.

Si è tenuta oggi, 18 febbraio, presso la libreria Ubik di Foggia, la presentazione del libro inchiesta del giornalista de L’Espresso, Emiliano Fittipaldi dal titolo “Avarizia” – Le carte che svelano ricchezza, scandali e segreti della chiesa di Francesco.

L’autore esordice dicendo: “Avarizia è un peccato capitale, è uno dei sette peccati capitali. Quando ho iniziato a lavorare a questo libro più di un anno e mezzo fa, stavo fondamentalmente lavorando sullo Ior. Ho avuto accesso ad alcuni documenti dell’Espresso sul nuovo Ior (Istituto per le Opere religiose) formato Bergoglio e su tutte le trasformazioni che stavano avvenendo ed avevo una serie di contatti con una serie di cardinali e quindi avevo scritto un pezzo molto positivo su quelle che erano le trasformazioni che papa Francesco voleva inserire all’interno della banca che da anni, forse decenni, ha creato imbarazzo e scandali di ogni tipo e forma in Vaticano. Ad un certo punto però, quando sono usciti questi primi articoli, ho iniziato ad essere contattato da altre fonti lontane dalle precedenti.” Così inizia l’inchiesta. Questi nuovi contatti riferiscono che in realtà la riforma che papa Francesco vuole fare all’interno di questa banca incontra resistenze gigantesche e che quello che si scrive da due anni, ovvero che tutto è cambiato non è vero. L’autore inizia così a cercare le prove per capire se quello che le nuove fonti riferiscono è vero o falso. “Ho iniziato una serie di inchieste. Prima sulla banca poi sull’Apsa (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica) che è molto più importante dello Ior, perché è l’Ente che amministra tutto il patrimonio della Santa Sede; all’interno dello Ior invece soltanto una piccola parte è denaro è del Vaticano , ma la stragrande maggioranza sono di terzi. Quando ho iniziato questo processo investigativo ho intuito questa enorme ricchezza e come questo tesoro veniva gestito, dai cardinali e dai sacerdoti che ne erano responsabili.” Fittipaldi così scopre che questo patrimonio veniva gestito non in modo “pauperistico”come Papa Francesco vuole, o in maniera generosa nei confronti del prossimo, dei più bisognosi o degli ultimi, ma tutto veniva gestito con Avarizia.

Il patrimonio in definitiva è stato gestito con una modalità molto lontana dalla parola del Vangelo, lontana dai principi cristiani e cattolici (che l’autore comunque sottolinea di conoscere bene essendo cattolico) e che ha suscitato diverse critiche da parte del Papa in diversi interventi negli ultimi anni “contro le malattie della Curia”.

Dopo aver raccolto una enorme quantità di materiale Fittipaldi ha subito desiderato di chiamare il libro “Avarizia”.

La Chiesa cattolica, nel suo complesso che ha più di 5000 Diocesi in tutto il Mondo con strutture economiche indipendenti rispetto a quella del Vaticano e spesso nemmeno loro stesse conoscono il reale patrimonio posseduto, quindi è impossibile farne una stima attendibile complessiva . Ma con questa inchiesta, per la prima volta, è stato possibile farne una fotografia affidabile che pare essere circa di 14/15 miliardi di euro, come dice l’autore secondo i diversi documenti in suo possesso. Il giornalista precisa che le “poste” fondamentali sono diverse: quelle dello IOR, i beni finanziari dell’Apsa e l’immenso patrimonio immobiliare del Vaticano che finalmente ha una stima, ovvero circa 4 miliardi di euro.

Il problema, specifica Fittipaldi, non è l’ingente entità del patrimonio materiale del Vaticano, a cui comunque ha diritto, ma la sua gestione che non è affatto in linea con i principi sacri del Vangelo ed il cui reddito non è destinato ad opere di carità verso gli ultimi, gli emarginati, i più poveri e bisognosi.

Un capitolo importante della gestione di questo patrimonio sembra essere quello che riguarda gli affitti degli immobili, e qui l’autore cita due esempi molto chiari: “Bruno Vespa paga un affitto di 10.000 euro al mese e vive in una delle case più belle del mondo che è sopra piazza di Spagna e che è grande 400 metri quadrati e che varrebbe quattro volte tanto; la onorevole Cirinnà, che è divenuta famosa in questo periodo, insieme al marito Esterino Montino, ex presidente della Regione Lazio, del Pd, hanno vissuto in una casa della Congregazione, di 120 metri quadri, in via dell’Orso per 360 euro al mese.” L’autore continua la lista dei potenti e fortunati affittuari, sottolineando che quando i politici vivono in case di questo tipo hanno un conflitto di interesse enorme perché poi legiferano sulle questioni che riguardano il Vaticano, la CEI, l’otto per mille, etc.

Fittipaldi conclude dicendo che secondo lui Papa Francesco ha un indirizzo molto chiaro, vuole una Chiesa più povera e una gestione del patrimonio più giusta, però deve “assumere un buon direttore del personale perché di errori ne sono stati fatti molti e se continua così questa rivoluzione di una Chiesa povera, e per i poveri sarà solo utopia.”

(A cura di Francesco Saba – francescosaba1989@gmail.com)

“La gestione del patrimonio del Vaticano non è in linea con i principi sacri del Vangelo” ultima modifica: 2016-02-19T12:58:57+00:00 da Redazione



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