Manfredonia
Le dichiarazioni del direttore della Asl Foggia sul difficile piano di riordino dell’ospedale e le proposte del consiglio al Presidente Emiliano

Piazzolla: “Le leggi non hanno cuore, ma io sono venuto con passione”

Il Consiglio si è concluso con una votazione unanime per la proposta da inviare in Regione, al Presidente Emiliano


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Manfredonia. Diversi ospiti hanno animato il dibattito del Consiglio monotematico sul “piano di riordino ospedaliero della Regione Puglia” del 18 febbraio 2016: il Direttore della Asl di Foggia, Vito Piazzolla, e tre Consiglieri Regionali: Giandiego Gatta, Giovanni De Leonardis e Francesco Paolo Campo. 23 presenti, due gli assenti.

Il Presidente Prencipe ha introdotto l’incontro ricordando la formazione della Commissione sanità, costituita dal Sindaco Riccardi, lui stesso e i consiglieri La Torre, D’Ambrosio, Fiore e Romani, a seguito delle “voci allarmanti” giunte al consiglio lo scorso dicembre 2015. Non conoscendo infatti i contenuti del piano di riordino (tutt’ora oscuri) e nella volontà di “garantire la serietà e l’impegno del Consiglio Comunale sull’argomento”, i capigruppo avevano deciso di costituire la Commissione speciale sanità, rendendola istituzionale, allo scopo di affiancare il Sindaco e organizzare una proposta. Riunitasi più volte e mantenendo una posizione di ascolto “senza pesare sulle casse dell’ente”, la commissione aveva ieri, in sede di consiglio, l’intenzione di inviare la proposta elaborata ad Emiliano e dare mandato ai consiglieri regionali.

A seguito della lettura dell’ordine del giorno, Angelo Riccardi ha preso la parola. Ringraziando Piazzolla per l’attenzione e la presenza, “a differenza dei precedenti direttori, che fuggivano”, Riccardi ha ricordato le battaglie già portate avanti per l’ospedale e i progressi fatti nella sanità (sale operatorie, pronto soccorso, medicina interna…) contrastati da due piani di riordino pesanti, tuttavia mai attuati. Facendo notare come le strutture sanitarie, a seguito del depotenziamento, si trovino poi costrette ad arginare i problemi territoriali, il Sindaco ha anche sottolineato come i tagli alla sanità non si possano perpetrare con i tagli dei posti-letto. Ancora, ha ricordato le differenze tra le leggi di riferimento, tra cui il DM 70 e la Legge di Stabilità, non correttamente interpretata in quanto includerebbe al suo interno condizioni di eccezione, come l’orografia del territorio. Riccardi ha poi fatto riferimento alle dichiarazioni del dottor Bianchi (CNR) per quanto accerne lo studio epidemiologico e le malformazioni conseguenti ai danni dell’industria pesante, che dovrebbero portare ad avere a Manfredonia un’unità di sorveglianza epidemiologica. Citando infine il caso del Centro Cesarano, il Sindaco ha concluso dichiarando “abbiamo dilapidato un patrimonio di personale, prego il dottor Piazzola di procedere all’assunzione di personale nuovo”.

Vito Piazzola ha replicato agli interventi precedenti. Dichiarandosi conscio che “la Capitanata ha specificità importanti” ha ricordato ancora una vota le leggi di riferimento, come la 161, Direttrice europea, sui turni di lavoro, il famoso DM 70 e la Legge di Stabilità, a tutti gli effetti una Spending review. Notando come “le leggi non hanno cuore, ma io sono venuto invece qui con passione”, Piazzolla ha dichiarato che, tenuto conto di tutte le specificità territoriali e la presenza di uno studio epidemiologico, la via di uscita sarebbe quella di fare rete tra il San Camillo, i Riuniti di Foggia e Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni: un modello basato sulla ripartizione di competenze tra ospedali di base e presidi di primo e secondo livello, ciascuno con i propri specifici compiti. Nell’approccio al tema ricoveri e posti letto, secondo Piazzolla il problema sarebbero quelle situazioni che “di ricovero non hanno più nulla”, mentre sulla riduzione degli sprechi bisognerebbe tener presente che “la salute non si può prezzare, ma sempre entro certi limiti”: avere posti letto al di sotto dell’asticella di riferimento, ma frantumati in piccoli ospedali, le difficoltà nel portare le urgenze presso il presidio più vicino in un tempo utile e le mancanze di alcune professionalità sul territorio non aiutano il miglioramento dei servizi, né i bilanci. La presenza di un sistema di elicotteraggio, come quello già presente a Vieste e in via di rafforzamento, lo sblocco delle assunzioni e le cifre messe a disposizione (17 milioni di euro) potrebbero invece costituire un’ottimo punto di partenza per ridisegnare un modello carente. Piazzolla ha fatto notare come si debba scendere, nel giro di 4 anni, al di sotto del 10% nello scompenso tra entrate e uscite, “se necessario, accetterò anche di essere commissariato, ma nella consapevolezza di aver fatto con coscienza il mio lavoro!” . E, terminando il discorso, Piazzolla ha dichiarato:”le risorse non sono infinite, ma non tollero la parola risparmio sulla sanità, perché in sanità non si risparmia. Se si parla di migliorare l’attrazione, si parla di ridurre gli sprechi e migliorare i servizi, e i servizi si migliorano assumendo personale medico competente, cosa che mi impegno a fare”.

Gli interventi dei consiglieri La Torre, D’ambrosio, Romani e Fiore hanno portato il discorso sulle lungodegenze e la necessità di riabilitazione. Sostenendo di essere commercialista e “dunque conoscere i numeri”, il consigliere regionale De Leonardis ha spostato la responsabilità sul “precedente governo di centro sinistra, che ha sforato il piano di stabilità interno e portato Roma a telecomandarci” aggiungendo che i tagli ai posti letto non siano una via funzionale; bisognerebbe invece tagliare gli sprechi, come quelle verso i “buchi neri delle società partecipate”.

Il consigliere Magno ha portato l’attenzione sulla delicata questione del Centro Cesarano, scongiurando che non venga “svilito come l’ospedale” e sottolineando i rischi di una privatizzazione progressiva delle strutture pubbliche. Il consigliere ha poi proposto l’integrazione del suo intervento alla lettera da inviare a Emiliano. Il Consigliere Ognissanti ha posto invece l’accento su una serie di problematiche: le spaccature territoriali che il piano di riordino avrebbe portato, le responsabilità della politica e quelle dei tecnici nei problemi già noti da diversi anni, la presenza di “reparti-fotocopia” tra Manfredonia, Cerignola e Lucera, l’abitudine ad accorpare i reparti solo a seguito del pensionamento del primario di riferimento, il precariato ospedaliero, la necessità di potenziamento del pronto soccorso, le cause della mancanza di determinate categorie di medici, come i radiologi. Secondo Ognissanti, non è tanto importante aprire nuovi reparti, ma che “quelli presenti siano messi in condizione di funzionare, e che la gente possa compiere quel passaggio culturale necessario a capire che può essere curata sul territorio, e bene”.

La proposta, in sintesi, sarebbe quella di figurare una sinergia efficace tra i presidi già presenti sul territorio, che permetterebbe, se ben strutturata, una ripartizione di competenze tra gli ospedali (di base, di primo livello e di secondo livello) la riduzione degli sprechi attuali, l’assunzione di personale qualificato, il potenziamento dei reparti già funzionanti e lo sfruttamento efficace delle risorse presenti, permettendo una convergenza di intenti auspicata tra politica, amministrazione ed esigenze dei cittadini. La presenza di uno special guest deve tuttavia aver emozionato il Consiglio Comunale. Così come pure i consiglieri regionali, tanto da spingerli ad avventurarsi in ipotesi dal forte connotato affettivo. Come quella di Giandiego Gatta, che pur riconoscendo il dottor Piazzolla come “competentissimo, affidabile, serio e degno di stima” non ha potuto esimersi dal mostrare una preoccupazione dai tratti materni, vedendo Piazzolla come la “vittima sacrificale di un piano che vuole Manfredonia al centro di un atto di cannibalismo”. Il dottor Piazzolla ha tuttavia dovuto lasciare l’aula per via dell’orario, e non ha potuto colmare il consigliere Gatta di quella rassicurazione filiale che, forse, si attendeva. Ha però precisato di sapere fare il suo lavoro e di non essere la “vittima sacrificale” di nessuno.

Il Consiglio si è concluso con una votazione unanime per la proposta da inviare in Regione, al Presidente Emiliano. Entrambe le integrazioni proposte dal Consigliere Magno sono state invece interessate da un re-indirizzamento agli organi di competenza.

ALLEGATO
ORDINE DEL GIORNO: PIANO OSPEDALIERO DELLA REGIONE PUGLIA. DETERMINAZIONI.

(A cura di Antonella Attanasio – antonellattanasio84@gmail.com)

Piazzolla: “Le leggi non hanno cuore, ma io sono venuto con passione” ultima modifica: 2016-02-19T14:10:33+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Giovanni Ognissanti - Giornalista

    IN PRATICA E’ UNA SUPERCAZZOLA…. ANDATE A CAGA….


  • elementare

    Ho trovato molto interessante un film che ho visto a luglio scorso in tv, la location dove il film si svolgeva era un ospedale, dove per l’estate una famiglia vuoleva andare al mare, ma aveva un impedimento, la vecchietta malata ed incontinente, così al capo famiglia gli viene l’ idea di portare la vecchia in visita privata dal medico di fiducia, ed ecco risolto il problema da li a poco, la vecchina fortunata viene ricoverata prima in un reparto specialistico per una settimana, e per la successiva, viene spostata in un altro reparto e così via tutto il mese, fino alla fine delle vacanze , percui a fine luglio la vecchina può finalmente essere dimesssa e portata a casa dai suoi cari, in fondo gli ospedali servono anche per questo ,no?


  • Raffaele Vairo

    I tagli alla sanità – non solo la lotta agli sprechi che sono sacrosanti – continueranno sino a quando non si abbandoneranno le demenziali ed irresponsabili politiche di austerità (di matrice tedecsa) che ci sono imposte dalla UE. Le misure di austerità imposte alla Grecia dalla Troika (Commissione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale) come prezzo per il suo piano di salvataggio dal debito, hanno comportato la chiusura di diversi ospedali (inclusi tre ospedali psichiatrici) e presidi di assistenza primaria. Quelli che sono rimasti affrontano drastici tagli al personale. Migliaia di lavoratori del settore sono stati licenziati. I livelli di assistenza sono da terzo mondo.
    E’ inutile cullarci dicendo “l’Italia non è la Grecia”. Ripeto, se non si cambierà radicalmente indirizzo di politica economica e finanziaria finiremo, prima o poi, come la Grecia!

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