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Questa volta si sarebbero fatti vivi in pieno centro cittadino, con l’intento di mettere a segno il loro letale gesto, fortunatamente non riuscito

Di nuovo in azione gli “avvelenatori” di cani, a San Marco in Lamis?

Quello odierno sta richiamando alla memoria collettiva episodi similari già accaduti nel recente passato

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San Marco in Lamis. Di nuovo in azione gli “avvelenatori” di cani, a San Marco in Lamis. Lo fanno, preparando per loro delle vere e proprio polpette mortali. Questa volta si sarebbero fatti vivi in pieno centro cittadino, con l’intento di mettere a segno il loro letale gesto, fortunatamente non riuscito. A segnalare il fatto su face book è stata una volontaria del posto, avendo ritrovato un pacco “sospetto” nei pressi della sua abitazione, ubicata a piano terra in via Rosselli. Ecco il testo integrale: “I bastardi sono tornati alla riscossa. Stamattina una nostra volontaria ha ritrovato una pellicola con all’interno il contenuto che vedete in foto, proprio nelle vicinanze delle cucce che ha davanti casa per ospitare i randagi. Escludiamo il metaldeide perché non è di colore blu ma assomiglia più ad una poltiglia e come ben vedete il lavoro è stato minuzioso cucendo anche i wurstel. Non sappiamo ancora di cosa si tratti e non sappiamo se i cani l’abbiano ingerito. Attendiamo gli sviluppi nelle prossime ore. Sappiamo solo che ha un odore nauseante tipo “creolina” per intenderci (Il nome creolina corrisponde al primo disinfettante complesso ad essere scoperto dal chimico inglese, William Pearson, alla fine dell’XIX secolo. Da allora fino ad oggi la creolina ha vissuto vari cambiamenti.

La composizione originale, cambiata nel prodotto attuale, era olio di catrame, saponi, soda caustica e pochissima acqua, è stato un disinfettante usato e copiato, tanto da diventare un nome comune per indicare un prodotto a base di olii di catrame dall’odore caratteristico di fenolo, in quanto ricchi di composti fenolici e polifenolici). Avvisiamo tutti – conclude lo scritto- a stare attenti e a segnalare qualsiasi cosa. I bastardi sono ancora tra noi. Che Dio vi fulmini…”.

Quello odierno sta richiamando alla memoria collettiva episodi similari già accaduti nel recente passato. Il riferimento è a “Sophie” , la cagnetta uccisa con la polpetta avvelenata nei pressi di Stignano. Storia, quest’ultima, che ha commosso sino alle lacrime il pubblico femminile ( e non solo) di mezza Italia, a cominciare dalla sua padroncina. Addirittura del caso si occupò persino un deputato del Parlamento italiano. Si tratta del pentastellato Giuseppe D’Ambrosio, che rivolse al sindaco della città garganica una richiesta di chiarimento. La cagnetta era quotidianamente curata e rifocillata da una coppia di medici sanseveresi impegnati ad esercitare la professione sanitaria a Casa Sollievo. Fu grande il loro dolore per la tragica fine dell’animale. Non solo, ma il medesimo sentimento investì e si diffuse tra tutti i componenti della locale Associazione di volontariato “l’Arca di Noè” e nel grosso pubblico in genere, come riportarono i giornali online e cartacei del momento.

N.B. Riproponiamo la foto della presunta “polpetta” pubblicata su facebook

(A cura di Antonio Del Vecchio, Rignano Garganico – marzo 2016)



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