Giannatempo: crescono i piccoli Brusca e da Roma palliativi
Foggia – “CERIGNOLA esprime il suo cordoglio e la sua vicinanza alla famiglia della ragazza scomparsa, agli studenti rimasti feriti, all’Amministrazione Comunale di Brindisi e a tutta la comunità locale”. Il Sindaco, Antonio Giannatempo, esprime così la sua solidarietà alle vittime dell’attentato, avvenuto stamane, contro l’Istituto Professionale “Morvillo-Falcone” di Brindisi, costato la vita ad una ragazza, nel momento in cui gli studenti stavano entrando nelle loro classi.
Il recente attentato dinamitario a Cerignola. Cerignola, si ricorda, è stata vittima di un analogo attentato dinamitario, il 28 aprile, con bomba esplosa sotto l’auto intestata alla moglie di un carabiniere.
“Tocca a chi sta indagando fare luce su quanto avvenuto e cercare di capire quale sia la matrice di questo attacco infame alle istituzioni e a un’intera città – aggiunge il primo cittadino – E’ chiaro però che si tratta di un atto di barbarie terroristica che richiede una risposta durissima da parte dello Stato in una regione, la Puglia, che non è certo quell’oasi di civiltà descritta da qualche irresponsabile, ma un territorio in cui la criminalità ha compiuto un sostanziale ed innegabile salto di qualità. Molti dei clan malavitosi stanno attuando strategie stragiste che mettono in conto anche la morte di innocenti. Poteva succedere qualche settimana fa a Cerignola, è successo stamane a Brindisi.
Evidentemente qualcuno, a Roma, non ha ancora capito che da queste parti sta avvenendo qualcosa di drammatico e che anche in Puglia, da tempo, si comincia ad avere una certa dimestichezza con i detonatori. Crescono dei piccoli Brusca, e le risposte delle istituzioni non possono più essere dei semplici palliativi“, ha detto Brusca.
Gli investigatori cercheranno di spiegare cosa è successo e di individuare l’identità degli attentatori. Ma sono diversi gli elementi simbolici che portano a pensare che dietro alla strage ci sia il crimine organizzato: la scuola è intitolata a Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, l’attentato è avvenuto a ridosso del ventennale della strage di Capaci in cui persero la vita i due magistrati, l’istituto si trova a poca distanza dal tribunale, a Brindisi oggi era previsto l’arrivo della Carovana Antimafia, l’istituto in questione aveva vinto il primo premio della prima edizione del concorso sulla legalità e si era distinto ih numerose iniziative di sensibilizzazione della popolazione su temi come il rispetto delle regole, tanto da diventare un avamposto giovanile della lotta contro la mafia in un territorio soggiogato per anni da una Sacra Corona Unita non ancora completamente debellata.
“Come ha rilevato giustamente don Luigi Ciotti poche ore dopo l’attentato – chiude Giannatempo – in Puglia ci sono numerosi beni confiscati alle mafie. Tanti ragazzi, a Brindisi come a Cerignola, lottano per ridare dignità alla loro città ponendo l’accento sull’importanza del senso di corresponsabilità civile rispetto a tutto ciò che accade. La mafia risponde con gli unici infami strumenti a sua disposizione, che sono quelli della violenza. Ma a questa tracotanza abbiamo il dovere di rispondere tutti insieme, alzando la voce per dire a questa gentaglia immonda che Brindisi, Cerignola e tutte le realtà ad altissima densità mafiosa non appartengono a loro, ma ai cittadini onesti che ogni giorno faticano per dare un futuro alle proprie famiglie”, ha concluso il sindaco di Cerignola.
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