Muore colpito da eliche di idrovora – Video nell’area | Manfredonia

Muore colpito da eliche di idrovora – Video nell’area

Il fabbricato in cemento al di sotto del quale è posta l'idrovora che ha causato la morte di M.Nasca (image Stato)

Il fabbricato in cemento al di sotto del quale è posta l'idrovora che ha causato la morte di M.Nasca (image Stato)

Manfredonia – UNA morte che definire orrenda è poco: stava effettuando della pesca subacquea in località Foce Aloisa agro di Zapponeta, vicino ad un pontile, quando sarebbe stato risucchiato dal bocchettone di una idrovora e da qui colpito a morte dalle eliche poste all’interno della stessa tubazione. Morto stamane, lungo la battigia di Foce Aloisa in agro di Zapponeta (Fg), il 57enne Michele Nasca, guardia giurata del Barlettano. La vittima sarebbe stata risucchiata da una idrovora sommersa di una struttura in cemento armato della zona (l’idrovora è un tipo di pompa usata per assorbire ed asportare grandi masse d’acqua, funzionamento con eliche, in particolare per opere di bonifica o in casi di alluvione; in questo caso la massa d’acqua assorbita ed asportatata era da trasportare nell’area di Margherita di Savoia, negli impianti salini di proprietà della Ati Sale, per essere depositata nelle vasche utili per l’essiccazione naturale) mentre raccoglieva dei frutti di mare (probabilmente cozze) vicino al pilastro.

L’uomo sarebbe morto pertanto dopo essere stato colpito (dunque triturato) dalle eliche poste all’interno della tubazione. A dare l’allarme sarebbe stato il fratello della vittima. Il bocchettone dell’idrovora della struttura (in posizione sommersa) non sarebbe stato naturalmente visto dalla vittima.


IL fatto sarebbe avvenuto verso le 7 del mattino, la vittima, assieme probabilmente al fratello, sarebbe andata lungo la spiaggia per raccogliere dei frutti di mare; i due fratelli sarebbero entrati nell’acqua tuffandosi dagli scogli posti alla destra della struttura (nell’area non sarebbero presenti cartelli di divieto di balneazione). Vicino al pontile che porta verso il fabbricato ona sono presenti i pilastri, attaccati ai quali ci sarebbero stati naturalmente i frutti di mare. Ma posto probabilmente tra i pilastri, che consentono il sostentamento della struttura, anche il bocchettone di un’idrovora sommersa utile per aspirare l’acqua nell’area. La vittima si sarebbe avvicinata eccessivamente alla tubazione (con pompa di tiraggio e funzionamento con eliche) così venendo risucchiata all’interno della stessa, fino ad essere colpito dalle eliche. In ogni modo, nonostante la sporgenza del bocchettone dell’idrovora, nonostante gli accertamenti relativamente alla responsabilità della società (Ati Sale) che gestisce la struttura, nell’area era esposto un cartello con divieto di balneazione. L’uomo pertanto non avrebbe dovuto trovarsi nel luogo. Indagini in corso da parte della Procura della Repubblica di Foggia.

Ma il cartello esposto all’entrata del pontile (sospeso in aria grazie a dei pilastri, pontile che conduce dopo 200 metri circa ad un prefabbricato in cemento armato dove sono poste le pompe di tiraggio) parla di un “pericolo annegamento” anche a causa di una “idrovora in funzione”. Nei lati destra e sinistra dell’area non sono in ogni modo visionabili degli ulteriori cartelli con divieto di pesca e balneazione. Un pescatore del luogo racconta inoltra a Stato che “già anni fa un altro pescatore subacqueo era morto nello stesso modo” con il quale, stamattina, Michele Nasca ha trovato la morte.

Secondo lo stesso pescatore, al momento dell’incidente, la pompa del fabbricato in gestione alla Ati Sale era in funzione da tempo e con relativo “rumore di tiraggio”. Dunque il pescatore (probabilmente in attività con il fratello) avrebbe sentito il rumore, prima di essere stato risucchiato dall’idrovora e in seguito morto colpito dalle eliche. Un’idrovora dell’altezza complessiva di 4 metri circa, con 2,5 metri sotto il livello del mare. Un’idrovora che nel lato terminale nella sua lunghezza avrebbe un’apertura di circa un metro di diametro e dove anni prima sarebbe stata posta una retina di protezione per evitare ‘infiltrazioni esterne’. Nessuna conferma della presenza o meno della retina anche al momento dell’incidente di stamane. Ma in base all’evolversi delle cose, tutto lascerebbe pensare ad un’apertura priva della retina di protezione. Le eliche in azione, che avrebbero causato la morte dell’uomo, sarebbero invece poste a circa 30 centimetri dall’apertura dell’idrovora.

Secondo fonti attendibili, l’idrovora che avrebbe risucchiato il corpo dell’uomo si troverebbe pertanto in un’area data in concessione alla società ‘Ati sale‘ che gestisce le saline della vicina Margherita di Savoia (Costituita nel 1994 da A.T.I. S.p.A.,Azienda Tabacchi Italiani, società controllata al 100% dai Monopoli di Stato, per commercializzare il sale proveniente dalle Saline di Stato. Con Decreto legislativo 9 luglio 1998 n° 283 è istituito l’Ente Tabacchi Italiani (E.T.I.), cui sono destinate le attività produttive e commerciali attribuite all’ Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, compresa la produzione del sale. Nel dicembre 2000 E.T.I. S.p.A acquisisce il 100% della società Atisale S.p.A. Nell’agosto 2002 vengono cedute ad Atisale S.p.A le attività produttive delle Saline di E.T.I. S.p.A. Nel febbraio 2003 il pacchetto azionario di Atisale S.p.A. è acquisito al 100% dalla Società Salapia Sale s.r.l. di Margherita di Savoia – Fg). Una volta pescata la massa marina nello specchio d’acqua circostante, l’idrovora dell’impianto consentirebbe un ritorno dell’acqua inizialmente nel fabbricato e da qui, attraverso dei collegamenti, verso i canali adiacenti, che porterebbero l’acqua verso le Saline di Margherita di Savoia ma anche attraverso il deposito in vasche.

L’indagine passata ai danni della Spa

INTERVENUTI squadre del nucleo Soccorso acquatico di Foggia, vigili del fuoco di Manfredonia, militari della Comando Compagnia dei carabinieri di Manfredonia, uomini della Spesal Asl, sommozzatori di Brindisi, uomini del Sas di Foggia e operatori della Capitaneria di Porto di Manfredonia che continuano a raccogliere le testimonianze degli interessati per fare chiarezza sulla vicenda.

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