Introna: “Prima gli esodati, ora i rottamati, il Governo stupisce”
Roma – “IN materia di occupazione il Governo nazionale non smette di immaginare soluzioni fantasiose e tutt’altro che rassicuranti per i lavoratori di turno sotto la lente del rigore”. Il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Onofrio Introna, si dice “vivamente sorpreso dal nuovo rimedio per tutti i mali ‘fantasticato’ nel settore del pubblico impiego”. “Non bastava la vicenda degli esodati, ancora lontana dalla tempestiva e doverosa risposta del ministro Fornero, che subito un altro ministro avanza un’ulteriore ipotesi, stavolta a dubbio beneficio dei sempre maltrattati dipendenti pubblici”. Il responsabile della funzione pubblica, con i suoi tecnici, “accende un nuovo fronte di tensione e apprensione lanciando la boutade di un taglio delle piante organiche a fini di risparmio, nell’ambito della spending review, da realizzare attraverso la mobilità, la dislocazione del personale e, per la prima volta nella storia della Repubblica italiana, con la messa in cassa integrazione degli statali”. Questo intervento, fa notare Introna, comporterebbe una riduzione dello stipendio all’80% per due anni e dovrebbe riguardare la platea dei lavoratori “che hanno la colpa di aver superato i 60 anni di età”.
“C’è da augurarsi che il presidente Monti e il suo Governo si ravvedano prima che sia troppo tardi e che si affrettino a cancellare questo ‘mostro’ che rischiano di partorire e che mette in allarme quasi 250mila unità del settore pubblico e le loro famiglie, lavoratori che per effetto della riforma Fornero hanno già visto allontanarsi il traguardo della pensione”. Per il presidente del Consiglio regionale pugliese, “Non sono questi i provvedimenti che il Paese attende sull’occupazione. Il Governo farebbe bene a preoccuparsi di adottare programmi e progetti capaci di creare nuovi posti di lavoro e di rispondere alle esigenze dei lavoratori, delle donne, delle ragazze e dei ragazzi che sempre in numero maggiore disperano di trovare occupazione stabile e dignitosa. Solo il lavoro resta la vera ed unica risposta alla crisi”.
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