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"La Commissione chiede rapporti della Digos"

Caso Moro. Grassi: ‘Ex Br si riposizionano ammettendo spari da destra’

In molti, compresa la Procura generale di Roma, ormai sosteniamo che la loro versione è mirata ad escludere la presenza di altri killer

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Roma – “La Commissione Moro tornerà ad incontrarsi per discutere le rilevazioni della Polizia scientifica e della Digos sulla dinamica di Via Fani. Così è stato deciso dopo che, insieme ad altri colleghi, ho chiesto una riunione per esporre le tante osservazioni al lavoro degli esperti che non tiene conto delle perizie balistiche svolte nell’arco degli ultimi 37 anni, delle prove sulla presenza di un numero di componenti del commando superiore a quello indicato dalle Br, oltre che delle conclusioni della Procura Generale di Roma, esposte il 14 novembre 2014”. Lo rende noto Gero Grassi, componente della Commissione d’inchiesta sul sequestro e la morte di Aldo Moro il quale spiega: “La versione brigatista fornita da Valerio Morucci e Mario Moretti nega gli spari da destra, contraddicendo quanto emerge dalle indagini e dalle autopsie. In molti, compresa la Procura generale di Roma, ormai sosteniamo che la loro versione è mirata ad escludere la presenza di altri killer, forse estranei all’organizzazione.

Oggi in Commissione, durante la sua audizione, abbiamo sentito ripetere dal professore Marco Clementi, autore di testi sul caso Moro, una versione di entrambi gli ex Br che ammette gli spari dal lato destro: Morucci in una vecchia testimonianza, Moretti con uno schizzo fatto allo stesso Clementi nel 2006. Inutile dire che questa nuova versione, in base alla quale gli stessi brigatisti si mossero su entrambi i lati, lascia molti dubbi. Gli ex brigatisti si stanno forse riposizionando, vista la difficoltà di negare l’evidenza del fuoco incrociato? Occorre che la Commissione si attrezzi per dare risposte incontrovertibili su questo tema cruciale”.

Redazione Stato



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