Capitanata
Trinitapoli, nel 2012, vide intitolare una strada ai due magistrati

24 anni fa la morte di Paolo Borsellino

"Il monito ed il lascito morale di Falcone e Borsellino – commenta il sindaco di Feo – non si possono racchiudere nell’intitolazione di una strada"

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Trinitapoli. “Ricordiamo questa data con immutato trasporto, convinti che quel sacrificio resti come esempio per le future generazioni”. Il sindaco di Trinitapoli, Francesco di Feo, ricorda Paolo Borsellino, il magistrato antimafia ucciso esattamente 24 anni fa. La strage di Via D’Amelio chiudeva il cerchio di una stagione in cui Cosa Nostra aveva colpito al cuore i servitori dello Stato, in un non mai meglio definito nuovo rapporto tra Stato e mafia. Prima del giudice palermitano, erano caduti, sotto i colpi dell’organizzazione di Totò Riina, Rocco Chinnici e Giovanni Falcone, solo per citare gli eventi immediatamente legati a quel 19 luglio.

Trinitapoli, nel 2012, vide intitolare una strada ai due magistrati che più si spesero nella lotta alla mafia e che da questa vennero entrambi assassinati nel 1992. “Borsellino, da sempre convinto dei legami spesso difficili da dimostrare tra politica e organizzazioni mafiose – ricorda l’assessore alla Cultura di Trinitapoli, Marta Patruno, che nel 2012 promosse l’intitolazione toponomastica – , auspicava per questo una pulizia delle file dei partiti, al fine di agire incisivamente e non fittiziamente nella lotta alla criminalità. Questo auspicio deve appartenere a ciascun sindaco, a ciascun presidente di Provincia o Regione, a ciascun dirigente di partito o lista, nel momento in cui si decidono le candidature. E da questo deve discendere poi un comportamento consequenziale nell’ottica della trasparenza e della legalità amministrativa”.

“A volte sembra tutto perduto perché la sconfitta è pesante – osserva il presidente del Consiglio, Nicoletta Ortix – . Proprio in quel momento bisogna continuare a combattere per i propri ideali, per noi stessi ma soprattutto per chi crede in noi per non deluderli, perché quella delusione sì sarebbe la sconfitta definitiva”.

“Il monito ed il lascito morale di Falcone e Borsellino – commenta il sindaco di Feo – non si possono racchiudere nell’intitolazione di una strada, in una cerimonia. Che è e resta un passaggio, il primo, simbolico di rinnovo della memoria. Ricordare Falcone e Borsellino, insomma, è il primo atto. Poi ogni amministratore ha il dovere di mettere in pratica ogni strumento a disposizione per rompere quei legami che non sempre sono puramente malavitosi, ma che minano la pulizia di un’azione amministrativa. Siamo fortunati: siamo lontani da problemi di mafia. Non di meno stiamo puntando dritto a creare le condizioni perché a governare Trinitapoli siano regole di trasparenza e legalità, che facciano sentire il cittadino al sicuro. Partendo dall’informazione e dai mezzi più in voga al momento. Informare è trasparenza. Trasparenza è legalità”.



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