Manfredonia

La settimana economica – Ad un passo dal baratro

Di:

(triskel182.wordpress.com)

Manfredonia – “LA disoccupazione in Italia continuerà ad aumentare non solo nel 2013 ma anche nel corso del prossimo anno. E nell’ultimo trimestre del 2014 arriverà al 12,6%, contro il 12,2% di fine maggio 2013. Lo prevede l’Ocse, nel suo Employment outlook, che sottolinea anche la preoccupante precarietà del lavoro dei giovani, sottolineando come uno su due nella fascia tra i 15 e i 24 anni non abbia un’occupazione stabile.”

Incubo di una notte di mezza estate. Il tempo è scaduto, se oltre il 50% dei giovani non riesce a trovare lavoro – neanche accontentandosi di incarichi meno idonei rispetto alle proprie competenze – siamo di fronte al fallimento totale di tutto il modello di società italiano. Il nostro “J’accuse” è ampio: politica, imprenditoria, sindacati, lavoratori e… elettori\cittadini.

I nodi vengono sempre al pettine, la situazione disastrosa in cui versa l’occupazione italiana ne è l’emblema. Incarichi affidati agli “amici di” senza le capacità minime per ricoprire quei ruoli, tassi di assenteismo sul posto di lavoro a livelli patologicamente alti, feticisti della cassa integrazione pronti ad espletare il loro “lavoretto in nero”… potremmo andare avanti per ore ed ore.

Tuttavia, va ancora tutto bene. I locali sono pieni, vestiti di marca a go gò, cambio della propria autovettura ogni anno come se si trattasse di cellulari (altra follia del consumismo), rifiuto di reimmissione nel modo del lavoro (miraggio per centinaia di migliaia di giovani) tanto c’è la cig in deroga. Però: ci sono gli evasori, ci sono le auto blu, ci sono i politici che sperperano denaro pubblico, ci sono i dipendenti pubblici sfaticati… e così via verso l’ennesimo scarica barile.

In questa fase storica non si tratta di essere di destra o di sinistra, né ci interessa parlare di ricchi o di poveri, né di raccomandati o di discriminati. Semplicemente, bisogna partire da un dato di fatto: il modello di società che “abbiamo” costruito è fallito. I diritti acquisiti sono la maggior minaccia per il futuro dei nostri figli. Il buon senso dovrebbe diventare la bussola per rimettere in moto il motore dell’economia e del lavoro. La meritocrazia è l’unica exit strategy da questo scenario apocalittico.

Proviamo, quindi, a fornire un nostro apporto propositivo alla discussione. Il 14 agosto scorso, su ilsole24ore, veniva pubblicato un articolo con questo titolo: “Fondi UE, speso solo il 27%”. Ci interessa dare una scossa al mondo del lavoro? La classe dirigente di questo paese ha davvero a cuore il benessere dei suoi concittadini? Vogliamo, finalmente, dare fiducia a giovani preparati ed intraprendenti?

Bene, questa è un’occasione da non perdere! L’invito è chiaramente rivolto a politici e organi di governo (tanto locali, quanto nazionali), adoperatevi affinché vengano costituiti dei gruppi di lavoro con un unico semplice obiettivo: la redazione di progetti idonei all’attivazione del 100% dei fondi messi a disposizione dall’Unione Europea per l’Italia.

Scegliete forme contrattuali (possibilmente evitando la mortificazione del lavoro di giovani competenti e ambiziosi), compensi, compiti… ma date fiducia ai giovani preparati!

Un appello anche ai giovani, laureati e non, che potrebbero essere interessati a questa opportunità: buttatevi! Non rimanete in attesa di un “posto fisso” che non esiste più. Non accettate i ricatti di quanti, puntualmente, si presentano dietro le vostre porte a chiedere il voto durante le campagne elettorali in cambio di qualcosa che poi non vi sarà mai concesso.

Buon senso, meritocrazia, spirito di iniziativa, Stato più snello e più giusto, meno burocratico e meno opprimente nei confronti di chi – in modo onesto – intende mettersi in proprio e\o intraprendere un’idea imprenditoriale. Il resto sono parole al vento, lacrime e sangue in una Nazione “ad un passo dal baratro”.

(A cura del Dott. Leonardo Taronna
Analista Economico e Finanziario
leonardotaronna@hotmail.com)



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Commenti


  • Uno di Voi

    Scusa Leonardo, ma da te mi aspetterei un incipit, un’introduzione del genere: “I numeri statistici sono taroccati, perchè non rappresentano la realtà economica del Paese, trascurano l’enorme evasione fiscale”.

    Le crisi finanziarie e i numeri della disoccupazione e cazzate del genere, infatti, sono per gli allocchi, per i creduloni, per i pigri.

    Altrimenti ci sarebbe una rivoluzione egiziana-siriana-libica in Italia, ma ciò non avverrà mai, anche se i numeri statistici ci dicono che la disoccupazione è al 100% e il reddito pro-capite è di 10 Euro.

    Guardate i depositi in banca degli italiani: complessivamente sono sempre cresciuti in questi anni di falsa crisi economica.

    Il Paese non è in crisi economica come invece vogliono farci credere bombardandoci i timpani e non solo le Tv, i giornali e gli approfondimenti-perditempo, tant’è che ne siamo convinti tutti di vivere in crisi, perchè frequentiamo lo stesso ceto sociale: “i morti di fame”.

    Provate a frequentare altri ceti sociali se potete, le cosiddette “caste”, queste sono molto più ricche di prima e hanno molte più possibilità di spesa di prima: la differenza è che prima erano un migliaio e spendevano 100 ora ne sono cento, ma potenzialmente possono spendere 10.000 e la loro ricchezza la trasferiscono all’estero.

    A volte non sanno come spendere i soldi!

    Il problema, quindi, è che la ricchezza è mal distribuita: certamente lo sai, Leonardo, che mediamente un italiano è più ricco rispetto ad un tedesco, sommando reddito e patrimonio!!!

    Ma la maggior parte degli italiani risultano statisticamente (coi numeri fasulli) “MORTI DI FAME!”

    Alla gente “statisticamente morta di fame”, infatti, non ne può fregar di meno dei giovani disoccupati, dei finanziamenti perduti, del posto fisso, della società corrotta e cazzate del genere!!!

    L’unica preoccupazione (ma solo come perditempo) è posta nella politica delle chiacchiere o del politico locale che, in quanto tale, è considerato a ragione il più ignorante, incompetente, vigliacco, presuntuoso e corrotto che esista tra il genere umano, vivendo di immagine, anche se oggi va di moda un look “morto di fame” trasandato e sudaticcio! Per essere più vicino alla gente.

    Gente che, invece, pensa solo a prendere soldi, il più possibile in contanti e portarseli a casa, meglio se arrotondati da Casse Integrazioni varie e farsi i comodi propri fregandosene di tutto e di tutti. Infatti in Italia circola la metà delle banconote stampate per tutta l’area Euro.

    N.B. Da un analista economico, come tu sei, mi aspetterei degli approfondimenti sul perchè i finanziamenti non vengono sfruttati, del perchè non prevale il buon senso nelle scelte economiche, del perchè ci sono gli evasori, del perchè c’è assenteismo nel posto fisso, del perchè c’è menefreghismo, del perchè c’è corruzione, del perchè la politica è così invasiva, del perchè si aspira al posso fisso, del perchè c’è questo sistema Italia che comunque resiste e sempre esisterà.

    Buone ferie a tutti!!!

    Non pensate a queste chiacchiere da spiaggia o da bar, altrimenti vi fareste il sangue amaro!!!


  • Leonardo Taronna

    Gentile “Uno di Voi”,
    in primis la ringrazio per aver commentato l’articolo e la invito a farlo anche in seguito (se vuole può anche inviarmi quesiti ai quali ritiene sia interessante dare una risposta attraverso articoli futuri).

    L’obiettivo principale che mi ha spinto a curare una rubrica di carattere economico – ma comprensibile per Tutti – è leggermente diverso rispetto ad alcune considerazioni da Lei avanzate.

    In primo luogo i “Numeri” sono numeri, sempre essi esprimono se stessi. Ciò che può essere contestato è il metodo che ha portato alla loro determinazione, non certo l’essenza stessa di questi. Inoltre, se UFFICIALMENTE viene stimato un tasso di disoccupazione giovanile superiore al 50%, di certo non ritengo condivisibile sminuirlo semplicemente dichiarando che quella percentuale è minore perché ci sono ragazzi che lavorano in nero (muratori, camerieri, elettricisti, etc.).

    In secondo luogo è indubbio che alcune fasce della popolazione abbiano tratto vantaggio dalla Crisi – che esiste ed è ancora lungi dall’essere in fase di esaurimento -, tuttavia bisognerebbe anche interrogarsi sui motivi che hanno permesso ciò, senza parlare subito e – me lo conceda – semplicisticamente di lobbies. E’ davvero sicuro che una famiglia “normale” che, grazie alla propria capacità di risparmio, ha costituito disponibilità monetarie abbia subito una grossa erosione dei propri risparmi a causa della Crisi? Le posso garantire di NO, anzi. Piuttosto legga quanto ho scritto circa le cattive scelte fatte per i propri investimenti (Immobili, titoli spazzatura, investimenti “sicuri”, etc.).

    “Il problema, quindi, è che la ricchezza è mal distribuita” ecco una delle frasi che meno condivido. Chi decide come deve essere distribuita la ricchezza? Anzi, chi può asserire che la ricchezza VADA distribuita?

    “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
    Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

    Art.4 Principi Fondamentali – Costituzione Italiana

    Questo è il vero punto della questione. Questo è il messaggio che cerco di diffondere con i miei articoli. Rivoluzionariamente banale.

    Onestà, Merito e buon senso.

    Non voglio dilungarmi troppo, anche perché sono sicuro che nel corso dei miei articoli c’è stato (e ci sarà) modo di dare risposta ai suoi ulteriori interrogativi, tuttavia mi preme precisare che ritengo il confronto l’unica via per lo smantellamento ed il rinnovamento della Società e di quel “sistema Italia” – come da Lei definito – che ci ha portato “ad un passo dal baratro”.


  • SOLIDARNOSH

    UNO DI VOI ma va fa n—


  • Uno di Voi

    Ti ringrazio per la risposta al mio post precedente.

    Tu dici che “i numeri sono numeri ed esprimono se stessi”, cioè, se ho capito bene, hanno solo un valore quantitativo.

    Credo, invece, che i numeri servano per interpretare la Realtà o meglio i fenomeni che avvengono nella Realtà (ad es. Galileo usava i numeri per studiare, interpretare ed utilizzare la Natura).

    Le scienze umane e sociali sono definite tali proprio perchè con i numeri si sono analizzati ed interpretati i vari fenomeni al fine di utilizzarli da parte dell’Uomo per migliorarsi.

    Quindi attraverso i numeri l’Uomo misura e capisce il fenomeno.

    Tanto più i numeri sono veritieri, tanto più si ha la capacità di capire ciò che ci circonda, andando oltre alla sensazione o all’intuito e alla quantità: si arriva a capire anche la qualità del fenomeno, cioè capire come utilizzarlo al meglio per sè e per gli altri.

    Quindi i numeri veritieri sono fondamentali e da questi si possono fare delle considerazioni ponderate e scientificamente valide, tanto da poter creare delle teorie metodologiche: infatti abbiamo quelle economiche, sociali, politiche, finanziarie, monetarie ecc.

    Sui numeri si comprende, inoltre, la nostra ricchezza, si basano le manovre finanziarie, i finanziamenti pubblici, le tasse da pagare, la forza politica di un partito, ecc.

    Per quanto riguarda la cattiva ridistribuzione della ricchezza, faccio ammenda dell’art. 53 della Costituzione che dispone:

    “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.

    Capacità contributiva, sistema tributario e criteri di progressività si basano sui numeri da raccogliere nella realtà.

    Se la Realtà è truccata il risultato è fasullo ed ecco perchè la “ricchezza è mal distribuita”.

    Infatti si assiste ad un accumulo indebito da parte di chi può eludere o evadere il fisco, utilizzando gli strumenti fiscali creati ad hoc dal potere legislativo ed invece lo stesso fisco diventa una mannaia per i “morti di fame” o “fessi”.

    Alcuni esempi?

    Da una parte: Condoni tombali, scudi fiscali, falso in bilancio depenalizzato,indulto; dall’altra parte: contratti di lavoro precari, allungamento dell’età pensionabile, aumento dell’IVA, blocco delle assunzioni nel pubblico, blocco dello stipendio dei pubblici dipendenti, spending review, pareggio di bilancio in Costituzione.

    Come vedi tutti provvedimenti legislativi che alla base hanno i numeri e siccome essi vengono utilizzati a piacere dalle “lobby”, questi hanno creato un divario, per me, qualitativamente non più accettabile.

    Alcuni slogan immorali (ma anche coraggiosi, cioè senza ipocrisia) che la Tv ci spara tra tette, culi, pianti e chiacchiere vuote:

    “Se i ricchi pagassero più tasse si blocca il mercato del lusso.” Brunetta.

    “Ridurre le tasse ai ricchi fa bene ai poveri.” Brunetta.

    In riferimento al tuo richiamo dell’art. 4 della Costituzione un solo fatto:

    EXPO 2015 MILANO:

    Dal Piano Di Investimento

    Investimenti complessivi:
    • a livello urbano e regionale: 11,8 mld di €
    • per il sito espositivo: 1,7 mld di €.

    24 Luglio 2013: Accordo statutario tra le parti con l’O.K. dei sindacati.

    Secondo l’art. 4 dello Statuto, “le parti concordano per l’anno 2015 il ricorso al contratto a tempo determinato ed alla somministrazione a termine nella misura dell’80% dell’organico complessivo di Expo 2015 spa al 15/04/2015″.

    Cioè la metà dei dipendenti assunti (300 persone).

    L’altra metà o poco più (340 persone) sarà assunta con contratti di apprendistato. Una quota pari al 10% del fabbisogno occupazionale è riservata “a coloro che si trovano in cassa integrazione straordinaria e/o in deroga, in mobilità, disoccupato a seguito di procedure di licenziamento nonché soggetti inoccupati”, che torneranno ad essere tali dopo i 6 mesi di evento, in compagnia degli altri lavoratori assunti a tempo determinato.

    Tirando le somme, questo accordo prevede la creazione di poco lavoro precario e un amplissimo ricorso a lavoro gratuito o quasi-gratuito.

    In più previsti 18.000 volontari per il buon funzionamento dell’evento.

    Ecco il modello immorale dell’Italia del futuro!

    Meno male che è quello basato sui NUMERI UFFICIALI.

    Infine, per aiutare i giovani (e non solo) si dovrebbe modificare all’art.1 della Costituzione:

    “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro “RETRIBUITO”.

    Creerebbe nei giovani più fiducia nel futuro.

    Fiducia che manca a tutti i livelli!


  • Nickman

    La Stato Italiano conosce tutti i nostri segreti. Ad esempio a Manfredonia ci sono centinaia di persone miliardarie o milionarie, ci sono ancora ingenti somme depositate in banche e poste. Ma in realtà i miliardari sono poveri perché i ricchi sono coloro che ricevono il cud dal datore di lavoro, quindi la rivoluzione non verrà mai, le rivoluzioni avvengono quando il popolo è alla fame. Manfredonia è un emblema oserei dire del mondo industrializzato in materia di rapporto povertà sulla carta e tenore di vita, non lo dico io ma chi viene da fuori a vedere tutto il lusso che si ostenta per il corso, la cura del corpo le auto in famiglia, ristoranti, pizzerie, bar, negozi sempre affollati, ombrelloni affittati da un anno prima, decine di telefonini al seguito, case arredate da ricchi, impianti di aria condizionata ovunque, matrimoni faraonici, non ci facciamo mancare niente ma proprio niente e che dire di parrucchiere ed estetiste prese d’assalto sin dalle prime luci dell’alba e spesso da donne con mariti disoccupati o cassa integrati, domandate ai commercianti baresi chi è la migliore piazza per vedere, Manfredonia naturalmente, tra poco verranno le giostre? Manfredonia è la meta preferita dei giostrai, Manfredonia è una risorsa vista la innata attitudine a spendere dei Manfredoniani? Ma quale crisi, quale povertà, ma fatemi il favore!!


  • tonino led

    IL PROBLEMA PRINCIPALE,SECONDO UN MIO PUNTO DI VISTA, E’ L’INCAPACITA’ POLITICA A LIVELLO NAZIONALE O LA MANCATA VOLONTA’ DI RISOLVERE IL PROBLEMA DELLA DICOCCUPAZIONE. GIA’ DAL VECCHIO GOVERNO ” MONTI ” SI PARLAVA DELLA FAMOSA FASE DUE, QUELLA DELLA CRESCITA DELL’OCCUPAZIONE. MA SE A DISTANZA DI DUE ANNI VEDIAMO I NOSTRI POLITICI A LITIGARE SE APPLICARE L’IMU O TOGLIERLA. NON VORREI CHE SIA UNA SCUSA PER PERDERE TEMPO, VISTO L’INCAPACITA’ DI TUTTE LE NOSTRE FORZE POLITICHE DI BLOCCARE LA FUGA DI VARIE AZIENDE ALL’ESTERO, PER SFRUTTARE LA MANODOPERA A BASSO COSTO, E POI IMPORTARE IN ITALIA. CIO’ CI FA’ DIVENTARE UNA NAZIONE DI CONSUMATORI. COME SI FA’ A IMMAGINARE CHE GLI INDUSTRIALI ESTERI VENGANO A INVESTIRE IN ITALIA? PURTROPPO I NOSTRI GIOVANI, SE VOGLIONO LAVORARE, SONO COSTRETTI A FARSI PRESTARE LA VALIGIA DAI GENITORI E EMIGRARE ALL’ESTERO.

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