Manfredonia

Vieste, “Fermo, pesce Oceano Indiano venduto come locale”, sequestri

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Banchi vendita pesce (non riferito al testo)

Vieste – PESCE congelato, malconservato e trascurante le norme igieniche e le corrette procedure per il mantenimento della cd “catena del freddo“: controlli in corso, con sequestri, dei carabinieri del Nas di Foggia – comandante Biagio Manzella – in ristoranti, locali, lidi e campeggi di Vieste, meta principale dei turisti nel Gargano.

Da segnalazioni, interessate anche la zona di Spiaggia lunga e Diomede. Si parla di un sequestro superiore ai 50 chilogrammi di pescato. I controlli proseguiranno per tutto il periodo estivo.

Lettori: gamberi venduti come freschi, trancio di smeriglio venduto come pesce spada locale. “La situazione è assurda – dice un lettore – I gamberi dell’Argentina venduti come freschi e locali; il trancio di smeriglio (squalo) dell’oceano indiano venduto come pesce spada locale a 15€; adesso c’è il fermo pesca da noi – come nell’Adriatico (dal 4 agosto al 15 settembre: compartimenti marittimi da Pesaro a Bari, ndr) – orate e spigole greche allevate vendute come pescato; calamari dec. spacciati per nostrani, cozze e vongole a peso senza tabulazione. E mazzancolle dec. all in Ecuador senza ingredienti perché piene di solfiti venduti come gamberi grigi. Anelli di totano dec. senza ingredienti con conservanti venduti come calamari”.

OPERAZIONE “FERIE IN SICUREZZA” NAS; CONSIGLI E DENUNCE CODACONS Si ricorda che i carabinieri dei Nas hanno sequestrato 540 tonnellate di alimentari deteriorati in tutta Italia nel corso dell’operazione “Ferie in sicurezza”. Nelle oltre 3.400 ispezioni effettuate in tutto il paese in bar, gelaterie, ristoranti, stabilimenti balneari, sono state rilevate irregolarità nel 30% delle strutture controllate. Sono stati chiusi 27 ristoranti, 5 bar/gelaterie e 7 panetterie.

“Il Codacons chiede ai Nas di proseguire le ispezioni per tutto il mese di agosto, specie nelle località turistiche, e di estenderle ai chioschi, negozi e supermercati, che spesso non rispettano la catena del freddo”.

“Per l’associazione il fatto che il 30% degli esercizi fosse irregolare è particolarmente grave e dimostra perché in estate triplicano i casi di disturbi gastrointestinali causati da alimenti contaminati da microrganismi, le cosiddette infezioni, o da sostanze tossiche prodotte dagli stessi microrganismi (intossicazioni). Se nella preparazione o conservazione degli alimenti, infatti, si trascurano le norme igieniche e le corrette procedure per il mantenimento della catena del freddo, l’aumento della temperatura esterna favorisce la moltiplicazione di batteri. Se poi si utilizzano fin dall’inizio prodotti scaduti ecco che il rischio di intossicazioni aumenta in modo esponenziale. L’associazione ricorda che chi mette in vendita cibi contaminati commette reato (art. 444 del codice penale, “Chiunque detiene per il commercio, pone in commercio ovvero distribuisce per il consumo sostanze destinate all’alimentazione …. pericolose alla salute pubblica, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni….)”.

“Di seguito alcuni preziosi consigli per tutelarsi dai rischi alimentari estivi:

1) Ristoranti. A pranzo, specie nei ristoranti che non conoscete, diffidate dei carrelli con cibi freddi, conservati a lungo a temperatura ambiente, specie se con gelatine, creme, maionese, mascarpone, salse e uova.

2) Occhio all’aspetto! Controllate che non ci sia brina all’esterno delle confezioni surgelate, è indice di un cattivo mantenimento.

3) Buttate i cibi le cui confezioni presentano un rigonfiamento. Prestate attenzione, in particolare, ai prodotti freschi come latte, mascarpone, creme…;

4) Bibite. Non acquistate bottiglie d’acqua o bibite lasciate sotto i raggi del sole. Ricordate, infine, che anche le bibite hanno una scadenza: controllatela! Molti chioschi estivi, per smaltire le rimanenze dello scorso anno, vendono bibite già scadute.

5) Frutti di mare. Non acquistate pesce e frutti di mare di dubbia provenienza e prendete cozze e vongole solo se contenute in confezioni sigillate e avvolte da una retina di plastica e con un’etichetta che indica peso e scadenza dei frutti di mare. Ricordate che i frutti di mare possono essere conservati al massimo per 4 giorni, alla temperatura di 6°C, quindi, in frigorifero. Per il pesce ricordatevi di analizzare sempre anche il colore, l’odore e l’aspetto generale.

6) Congelatori. Nei bar e nei negozi non acquistate prodotti se il congelatore è stracolmo di roba. Per una corretta conservazione, infatti, i prodotti non devono mai superare un certo carico. Meglio, poi, i freezer con gli sportelli chiusi (solitamente verticali).

7) Gelati in spiaggia. A differenza dei cibi congelati, quelli surgelati hanno dei cristalli di ghiaccio più piccoli, microscopici. Se, quindi, notate che l’alimento ha dei cristalli di ghiaccio più grandi, della brina, questo può essere un sintomo dell’interruzione della catena del freddo. Insomma, se il gelato perde la sua compattezza e cremosità e diventa come la brina: buttatelo!

8 – Igiene. Non consentite al negoziante di toccare il prosciutto con le mani: esistono le apposite palette. Stesso discorso se chiedete un panino al bar o se vi servono una bibita prendendo il bicchiere dall’alto. Se poi il negoziante serve i clienti ma sta anche alla cassa, chiamate i vigili!

9) Ambulanti. Non acquistate nessun prodotto deteriorabile da carrettini ambulanti privi di celle frigorifere adeguate alla conservazione degli alimenti.

10) Scadenze. Controllate sempre la data di scadenza di tutti gli alimenti”.

“Un ultimo consiglio. Denunciate tutte le situazioni anomale alle Forze dell’ordine della zona. Se nel villaggio turistico o nell’albergo in cui siete contraete una intossicazione alimentare, rivolgetevi al Codacons per chiedere i danni”.

Redazione Stato@riproduzioneriservata

Vieste, “Fermo, pesce Oceano Indiano venduto come locale”, sequestri ultima modifica: 2013-08-19T15:33:08+00:00 da Giuseppe de Filippo



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Commenti


  • anonimomanf

    Da Foggia, per andare a Vieste, si passa per Manfredonia….


  • Un Manfredoniano

    Tutto ciò che è dettagliato negli avvertimenti viene praticato nella NORMALITA’ a MANFREDONIA, dai negozianti che prendono il salume con le mani e senza pinzette al pesce ai prodotti ittici venduto senza etichettatura e scontrini e le tonnellate di cozze vendute sui marciapiedi. Ma perché a Manfredonia non c’è la caserma della Finanza, dei Nas, dei vigili sanitari e delle Capitanerie di Porto eppure è una cittadina di mare grande dove avvengano centinaia di migliaia di trasgressioni in materia!!


  • luigi87

    FORSE DIMENTICHIAMO LE SACRE…
    BATTITI LIVE SI VENDEVA LA PASTA AL POMODORO E MOZZARELLE….E FREITTURA…CATENA DEL FREDDO DEL CALDO DOV’ERA…PER NON PARLARE DELLA SIGNORA ROSSA CHE TANTO SI E’ BATTUTA CONTRO QUESTO SCHIFO…SOLO CON CHI DI SUO GRADIMENTO!!!

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