Psicologia

Giornata Mondiale Alzheimer: nuove speranze

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Il Presidente A.I.M.A. Patrizia Spadin. (Fonte image: alzheimer-aima.it)

Foggia – IL 21 settembre 2010 rappresenta la XVII Giornata Mondiale Alzheimer e quest’anno l’AIMA con il suo slogan “Non dimenticare chi dimentica” vuole promuovere una sempre più forte attenzione nei confronti delle persone affette da questa malattia e anche dei loro familiari, che si trovano ad affrontare quotidianamente una dura prova sia da un punto di vista psicologico che economico. Su questa malattia gravano ancora molte incognite, infatti non si può dire ancora con certezza quale sia la causa scatenante (anche se sono state elaborate diverse ipotesi), non esiste attualmente un esame che possa dare un esito certo sulla presenza o meno della patologia nel paziente in oggetto, non esiste una cura che risolva o blocchi definitivamente la malattia e molto spesso gli investimenti nella ricerca sono ancora insufficienti da parte delle istituzioni.

Il morbo di Alzheimer (dal nome del suo scopritore Alois Alzheimer, che per la prima volta nel 1907 ne descrisse i sintomi) è una malattia organica dovuta alla morte progressiva e irreversibile di cellule cerebrali che non riescono più a comunicare tra di loro. Le lesioni compaiono a livello del tessuto cerebrale in aree come la corteccia e l’ippocampo, che hanno un ruolo essenziale nella conservazione delle conoscenze e dei ricordi, e possono toccare anche altre zone del cervello, con conseguenti cambiamenti sul comportamento e la personalità. Tra tutte le demenze è sicuramente la più diffusa, infatti costituisce circa il 70% di queste e in genere si manifesta dopo i 65 anni. In Italia i malati sono circa 700.000 e 80.000 sono i nuovi casi che si stimano ogni anno.

La malattia di Alzheimer è inizialmente caratterizzata da sintomi lievi e spesso confusi con comportamenti comuni. La perdita della memoria, la difficoltà e esprimersi e comprendere, a emettere giudizi diventano sintomi sempre più marcati e peggiorano in maniera esponenziale fino a portare l’ammalato a una perdita di autonomia e successivamente a una completa dipendenza dagli altri, in quanto le funzioni intellettive sono quasi totalmente compromesse. Si possono avere comportamenti eccessivamente aggressivi o infantili (come afferrare oggetti che possono essere pericolosi) e spesso il malato si rifiuta di mangiare o è allettato e tutto ciò richiede un’assistenza continua, 24 ore su 24. E’ per questo che chi si prende cura di un malato di Alzheimer (definito oggi col termine inglese caregiver e che può essere un parente, una badante, un volontario) deve conoscere bene la malattia e le conseguenze che essa porta nel malato, e deve acquisire conoscenze e competenze per affrontare gli ostacoli quotidiani, nella conversazione, in casa, nell’alimentazione.

Il decorso della malattia è abbastanza lungo e può durare da 12 a 15 anni circa ed è proprio per questo che è necessaria una diagnosi precoce e tempestiva, in quanto, seppure ancora non esiste una terapia per curare la malattia, è comunque possibile mantenere una buona qualità della vita con i farmaci oggi disponibili (inibitori delle acetilcolinesterasi, memantina, antidepressivi, ecc.), in quanto questi sono in grado di curare i sintomi della malattia e ciò permette al malato di mantenere una certa autonomia nel decidere il proprio futuro.

A livello nazionale è importante segnalare la presenza di un’associazione, l’A.I.M.A. (Associazione Italiana Malattia di Alzheimer), fondata nel gennaio del 1985 da Patrizia Spadin, figlia di un’ammalata, che ancora oggi la presiede. Attualmente l’A.I.M.A. ha 26 associazioni territoriali , una decina di centri d’ascolto e altrettanti gruppi operativi, dislocate in molte regioni italiane e ovunque ha cercato di realizzare un’importante rete di solidarietà e aiuto, attraverso una serie di iniziative come conferenze di sensibilizzazione, seminari, progetti di assistenza con le amministrazioni, ecc. e anche attraverso l’attivazione di un Numero Verde nazionale 800-679679, totalmente gratuito.

Da qualche giorno la Regione Puglia ha inaugurato il “call center Alzheimer”, un nuovo servizio nato dalla collaborazione tra la regione, l’Ordine dei medici di Bari e il consorzio San Raffaele (che gestisce gran parte delle residenze sparse sul territorio pugliese). Il numero 800.494949 è attivo il martedì e il giovedì dalle ore 15 alle ore 18 e, grazie ad esperti e specialisti, fornisce informazioni sui servizi territoriali presenti nella regione e un aiuto psicologico a familiari e a chi si occupa di persone affette dall’Alzheimer, rappresentare un valido aiuto nella difficile gestione di questi malati.

Questo potrebbe essere un primo passo per aiutare i caregiver a non essere mai impreparati e a sentirsi meno soli nel difficile percorso di sostegno del malato di Alzheimer, che al tempo stesso non può essere mai abbandonato né isolato. Nel frattempo si attende che la ricerca vada avanti e si possa finalmente trovare una terapia definitiva per la cura di questa patologia, anche grazie agli studiosi e ai ricercatori, che nel nostro paese troppo spesso non hanno fondi per continuare serenamente il loro lavoro e vengono sopraffatti da logiche superiori che hanno poco a che fare con l’interesse per la cura e il benessere del prossimo.



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