Cronaca

Rimini Yachting, 6 indagati, sequestrato panfilo a Vieste

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Sequestri sede Rimini Yacht

Sequestri sede Rimini Yacht (image: ilrestodelcarlino.it)

Foggia – I Carabinieri della Tenenza di Vieste con i colleghi della Compagnia dei CC di Rimini, hanno dato esecuzione nei giorni scorsi al decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Rimini nei confronti di 7 indagati (per i reati di appropriazione indebita, furto, truffa ed altro – anche se in verità gli indagati ufficiali sarebbero 6 dopo che il settimo un ex generale della Guardia di Finanza – da fonte Resto del Carlino -si sarebbe suicidato a Bologna nel corso di una perquisizione il 9 luglio, ndR), inseriti a vario titolo nella “Rimini Yacht SpA” con sede a Rimini (concessionario Azimut, Galeon, Bertram e Sessa, barche a motore, con oggetto la commercializzazione anche attraverso l’importazione e l’esportazione, in proprio, per conto terzi e per commissione, di navi, imbarcazioni e natanti da riporto nuovi e/o usati (..) ed altro”). La Rimini Yacht è stata dichiarata fallita lo scorso 3 agosto dalla cancelleria fallimentare del Trib.Bologna (Sentenza fallimento).

IL SEQUESTRO A VIESTE DEI CARABINIERI DEL PANFILO AICON 64 – SEQUESTRATI ANCHE I RELATIVI TITOLI AUTORIZZATIVI – Nell’ambito dell’indagine, partita mesi fa a seguito della denuncia fatta da una imprenditrice del Modenese dopo il furto di un natante che la stessa stessa aveva comprato dalla Rimini Yacht e dopo l’erogazione di un leasing, i carabinieri della Tenenza di Vieste hanno sequestrato uno dei diversi natanti “scomparsi”, il Panfilo Aicon 64, lungo mt. 18 e i relativi titoli autorizzativi (licenza di navigazione, licenza di esercizio e certificato di sicurezza per imbarcazioni da diporto) rintracciati nel porto di Vieste dove lo stesso panfilo era stato ormeggiato. L’imbarcazione valutata 2 milioni di euro, è stata affidata all’autorità portuale di Vieste a disposizione dell’A.G.

LE INDAGINI – LA SOCIETA’ VENDE IL PANFILO ALLA FINANZIARIA, POI LA LOCAZIONE AD ALTRA SOCIETA’, INDI IL NUOVO POSSESSO ATTRAVERSO UNA COLLEGATA – Le indagini degli inquirenti, carabinieri della Tenenza di Vieste e colleghi della Compagnia di Rimini (oltre a Capitaneria di Porto), sono state avviate sulla base della querela di una finanziaria, così consentendo di accertare che la Rimini Yacht Spa aveva innanzitutto venduto l’imbarcazione alla finanziaria in questione, finanziaria che a sua volta l’aveva concessa in locazione finanziaria ad un’altra società. Indi la Rimini Yacht, attraverso una società collegata, sarebbe rientrata in possesso del natante con un formale contratto di leasing. Ottenuto la consegna dell’imbarcazione, la Rimini Yacht Spa – secondo gli inquirenti – non avrebbe più corrisposto alle scadenze ed ai canoni pattuiti, oltre a rifiutarsi di comunicare, nonostante la risoluzione del contratto con contestuale richiesta di restituzione del bene e le sollecitazioni, l’esatta ubicazione dell’ormeggio dell’imbarcazione non aveva ottemperato alle richieste. Questo fino al sequestro operato dai carabinieri della Tenenza di Vieste.

L’INCHIESTA:“AUTO DI LUSSO, FURTO, SOTTRAZIONE DI BENI E FALSO IN ATTO PUBBLICO” – Già a fine aprile, la Procura della repubblica di Rimini aveva aperto un’indagine ai danni della Rimini Yacht Spa con l’ipotesi dei reati di truffa, furto, sottrazione di beni e falso in atto pubblico. Una società, quella riminese, descritta come “rampante dal 2003 nella compravendità delle di barche di lusso” e senza alcuna recessione nella commercializzazione dei beni, nonostante la crisi indubbia del settore nautica dell’ultimo decenno (Osservatorio Nautica e Finanza: crescita produzione italiana nel 2008, anche se solo di un modesto + 1,2%, a fronte di una crescita del valore della produzione pari al 30,6%, si registra una riduzione dell’indice ricavi/valore della produzione con il 74,6% di quanto prodotto che viene venduto mentre il resto rimane in magazzino. Per l’indebitamento: raddoppiato dal 2008 al 2009. Giù il patrimonio netto aggregato delle società e il risultato netto, che per la prima volta è pesantemente negativo rappresentando il 4,2% del valore della produzione. La cassa integrazione, infine, riguarda il 50% dell’occupazione. Bene l’export, che mantiene una quota pari al 45% del totale della produzione nazionale, e va bene in particolare il settore dei megayacht: 1019 ordinativi nel 2009 con un +11,2% rispetto al 2008 e la leadership mondiale nel settore. Il ruolo delle banche – “Poca” la coerenza lamentata dagli addetti del settore: con gli istituti di credito che in passato avrebbero “assecondato l’ubriacatura affiancando iniziative spericolate e ora per contro hanno chiuso i rubinetti. Servirebbe un rapporto più normale”, disse Romiti durante la presentazione a Napoli nel 2009 del rapporto annuale).

MA LA RIMINI YACHT NON AVVERTE LA CRISI – IL “SISTEMA LOLLI” – Al vertice della Rimini Yacht c’era Giulio Lolli, un 45enne di Bologna e residente a Bertinoro e noto nell’ambiente per le pubbliche relazioni che lo stesso era in grado di sviluppare nel Riminese, ma anche per “gli eventi mondani” che riusciva ad organizza, fino alle “auto di lusso” con il quale Lolli era solito spostarsi dall’ufficio della società (in via Destra del Porto), “la darsena di Rimini e il cantiere di Marina di Ravenna, anch’esso nella galassia Rimini Yacht” (di Pier Luigi Martelli). Lolli godeva di una buona reputazione nell’ambiente emiliano della commercializzazione dei natanti. Con Lolli sarebbero stati indagati altri 6 soggetti aventi un ruolo principale nella società di brokeraggio marittimo. Le indagini sono state condotte dal pubblico ministero del Tribunale presso la Procura della Repubblica di Rimini Davide Ercolani.

RELAZIONE LOLLI-CARBONI – In base ad una recente testimonianza Lolli avrebbe avuto delle relazioni d’affarti con Flavio Carboni, l’uomo legato alla nota bufera della P3 ( Inchiesta P3). In una delle intercettazioni dell’inchiesta romana (fonte: R.Carlino), Carboni racconterebbe infatti al suo interlocutore di come ha presentato a Lolli il direttore di un istituto di credito. Lolli a sua volta avrebbe ricambiato cedendogli due auto di lusso con un prezzo “di favore”. Auto non appartenenti però a Lolli, ma a una società di leasing di San Marino che avrebbe presentato una denuncia per appropriazione indebita. Carboni avrebbe dato a Lolli degli assegni scoperti. Di recente al presidente della Rimini Yacht è stato sequestrato un appartamento.

LA PARTENZA DELLE INDAGINI – Tutto sarebbe nato dalla denuncia di un armatore del riminese che si sarebbe rivolto alla Rimini Yacht Spa (recandosi personalmente nel cantiere della società) per ritirare il proprio vascello nuovo con i documenti. In particolare la barca era stata appena ritirata anche da un altro armatore in possesso di documenti uguali allo stesso armatore.

Rimini Yachting, 6 indagati, sequestrato panfilo a Vieste ultima modifica: 2010-09-19T16:00:45+00:00 da Redazione



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