Capitanata

Amica, affondo di Cislaghi: “Non mancano i mezzi ma le idee”

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Emblema (ph: Roberta Paraggio)

Foggia – RIFONDAZIONE comunista vede nero nel futuro di Foggia. La situazione rifiuti, tornata preoccupante a seguito delle disastrate e disastrose condizioni economiche di Amica, rischia di rigettare la città nell’emergenza dalla quale non è uscita che da pochi mesi. Il segretario comunista, Giorgio Cislaghi prova a fare da pungolo e da metronomo. E, in un lungo comunicato, bacchetta amministrazione e partecipata. Cislaghi prende nota innanzitutto del ritorno dei monti di buste e cartoni accanto ai cassonetti. “Girando per la periferia della città – scrive il segretario cittadino del partito di Paolo Ferrero – sempre più spesso ci imbattiamo in accumuli di rifiuti attorno a cassonetti stracolmi o, a volte, stranamente vuoti, come se una mano malandrina avesse voluto erigere un muro di monnezza tra il cittadino ed il contenitore di rifiuti”. Il dubbio non è peregrino. Già Stato, mesi addietro, aveva ipotizzato la possibilità che, a causare il disagio, fosse una strategia precisa. Teoria non campata in aria, confermata ampiamente dagli stessi operai delle cooperative e, addirittura, da impiegati della municipalizzata della raccolta.

Cislaghi fa riferimento, poi, ai 500 mila euro gentilmente offerti al Comune dalla Regione per ridurre a zero il peso dell’emergenza. Soldi che, spara, “si vanno esaurendo”. Con l’aggravente che “non vi è ancora traccia di un piano per la riorganizzazione dell’azienda AMICA che faccia intravedere la fine di un’emergenza rifiuti che dura da due anni”. Poi aggiunge: “Quello che manca ad AMICA non sono i mezzi per la raccolta dei rifiuti, mancano le idee”. In particolare in merito alla questione differenziata. Il disegno di legge regionale presentato non più tardi di venerdì scorso da Nichi Vendola, Lorenzo Nicastro e Michele Pelillo, peserà (eccome) sulle tasche dei cittadini. Le nuove aliquote, che entrerebbero in vigore dal primo gennaio 2013, passano da 0,0150 euro per kg (per i rifiuti solidi urbani non differenziati) a 0,02582 euro per chilogrammo. Si tratta però di tariffe massime per i comuni che non rispettano i quattro indicatori di efficienza previsti dal disegno di legge: l’adeguamento dei contratti di servizio che non raggiungono le percentuali previste di raccolta differenziata, l’elevata qualità della frazione organica raccolta, l’elevata qualità della raccolta imballaggi e l’elevata qualità del sistema di monitoraggio e controllo della raccolta differenziata. Vale a dire, tutti indicatori che, in questo momento, la città di Foggia non possiede, ferma al palo ad un sistema antiquato, ad un porta a porta inesistente, ad una differenziata al 9% e a una raccolta che tende a raccogliere tal quale senza controlli specifici.

Sempre secondo la nuova legge, i comuni che non raggiungeranno il 30% di raccolta differenziata (indi, compresa Foggia) pagheranno il massimo (25,82 euro a tonnellata), chi si assesterà dal 30 al 40% con un solo indicatore di qualità pagherà 22,59 euro a tonnellata, chi rispetterà due indicatori pagherà 19,77 euro. A quota superiore del 40% di differenziata, l’aliquota passa a 11,62 euro a tonnellata. Con tre indicatori di qualità, sempre oltre il 40%, si pagheranno soli 5,8 euro. Al raggiungimento del 60% e con tutti gli indicatori a posto, si pagherà solo 2,9 euro a tonnellata: con un risparmio notevole per i comuni e quindi per i cittadini virtuosi.

F.Giorgio Cislaghi, segretario Rifondazione Com. Foggia (ST)

Cislaghi non ignora questi passaggi di Via Capruzzi, li condivide e rilancia sul tavolo: “Se la direzione da seguire è la raccolta differenziata, codificata dal regolamento comunale per la raccolta dei rifiuti, dalle leggi regionali e nazionali, gli acquisti fatti, i due compattatori a carica laterale, vanno nella direzione opposta, segnano la volontà di perpetuare un sistema di raccolta dei rifiuti che ci ha portato a emergenze continue, a sperpero di risorse finanziarie a carico dei cittadini – aumento della TARSU –, smaltimento in discarica”. Il segretario prova anche a mettere pepe sulla coda dell’amministrazione, snocciolando sei obiettivi come obiettivo di altrettante strategie. Primo, “differenziare subito l’umido dal secco con contenitori condominiali per l’umido”; seccondo, “avviare la raccolta dell’umido dai mercati ortofrutticoli e dai locali che offrono la ristorazione” (come ripetutamente chiesto dalla Regione); terzo, “informare i cittadini di cosa si intende per plastica riciclabile e carta riciclabile di modo che queste frazioni siano utilizzabili tal quali senza dover essere ritrattate”; quarto, “avviare la raccolta dei materiali da imballaggio da negozi e piccole imprese artigiane stabilendo giorno e orario di raccolta”; quinto, “dotare la città di almeno un’isola ecologica per la raccolta dei rifiuti ingombranti“; e, last but not least, “avviare una campagna di controllo sulle ristrutturazioni edilizie per impedire la discarica lungo le strade dei materiali di risulta”. Il tutto, senza dimenticare la chiusura del ciclo. Cislaghi chiede a Mongelli di “dotare la città anche di impianti di compostaggio per riciclare la frazione umida producendo bio compost, un fertilizzante ecologico a costi irrisori.”

E sulla gestione di Amica, il segretario del Prc chiede un passo indietro della politica: “Va trovato uno status giuridico che ponga fine alla gestione economicistica e partitocratica delle aziende speciali, qualificandole come aziende erogatrici di servizi indispensabili ed indifferibili alla comunità, a cui tutta la comunità è chiamata a concorrere per migliorarne sia l’efficacia che l’efficienza del servizio. Questo – chiosa Cislaghi – impone la riscrittura della composizione e della nomina dei consigli di amministrazione, permettendo a tutte le componenti della comunità cittadina la partecipazione, rendendo “pratica di governo” la “democrazia partecipata” proclamata dal risultato referendario sui “beni comuni” a cui, insieme a tutti i partiti che lo hanno sostenuto, ci sentiamo obbligati.”

n.marchitelli@statoquotidiano.it



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