Cronaca

Trinitapoli, arrestato censurato per rapina impropria

Di:

Controlli carabinieri (ST - archivio)

Trinitapoli – I Carabinieri della Stazione Carabinieri di Trinitapoli hanno tratto in arresto Sabino Manco, classe 1975, censurato di San Ferdinando di Puglia, responsabile del reato di rapina impropria. Una segnalazione al 112 da parte di un cittadino riferiva che lo stesso aveva trovato alcune persone nel suo vigneto, sito in località Villa dei Pini, a raccogliere abusivamente dell’uva. I militari si portavano immediatamente sul posto a loro noto in quanto nei giorni precedenti erano stati denunciati altri due furti dello stesso tipo. I Carabinieri sul posto trovavano il proprietario del vigneto dolorante che spiegava loro che non appena era arrivato, come di consueto, presso il proprio vigneto per gli ultimi preparativi prima della vendemmia, aveva notato quattro persone che stavano abusivamente raccogliendo la usa uva. Aveva dato l’allarme ai Carabinieri ma i malfattori nel frattempo l’avevano notato, erano montati in fretta e furia su di un motocarro e su un’altra auto ed erano fuggiti attraverso due diversi tratturi circostanti.

Il proprietario del vigneto con la propria auto aveva provato ad inseguirli ed una volta raggiunti aveva tagliato loro la strada. A quel punto uno dei malfattori l’aveva affrontato e per indurlo a desistere dall’inseguimento l’aveva percosso con un grosso bastone di legno. La vittima aveva parato il colpo con il braccio ed aveva provato ad afferrare il malfattore che, trovandosi in difficoltà, era fuggito attraverso i campi. I Carabinieri appresa la notizia hanno iniziato le ricerche attraverso i campi intercettando più tardi Manco Sabino che, portato in caserma e riconosciuto dalla vittima, veniva dichiarato in stato di arresto per rapina impropria. La refurtiva pari a circa 15 quintali di uva per un valore complessivo di 500 euro non è stata recuperata, è stato invece sequestrato l’autocarro e tutti gli attrezzi utilizzati dagli autori dell’azione delittuosa. L’uomo è stato tradotto presso la Casa circondariale di Foggia.


Redazione Stato



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