Manfredonia

Bonifica amianto Alti Fondali, ritardo lavori ma niente penale per la Dalena

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L'appalto relativo alla bonifica dell'amianto nelle palificate del bacino Alti Fondali (st)

Manfredonia – RITARDO lavori per “cause di forze maggiori. Bonifica amianto da tubazioni e palificate del bacino Alti Fondali: niente penale per la Dalena Eco–Trend, come disposto da una delibera di Giunta.

IL PROGETTO DEFINITIVO APPROVATI NEL 2007. FONDI MINISTERIALI. Il progetto definitivo dei lavori è stato approvato oltre 6 anni fa (D.G.C. n. 27 del 18.01.2007) per una spesa complessiva di euro 3.500.000. Si fa riferimento a fondi del Ministero Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (€ 4.999.995,00 per il porto di Manfredonia, per le finalità indicate dalla legge 9.12.1998 n. 426, art. 1: interventi di bonifica e ripristino ambientale dei siti inquinati. A riguardo il Comune di Manfredonia ha contratto due mutui con il Monte Paschi di Siena pari a € 1.200.000,00 ed € 3.799.995,00, con limite di impegno di 30 rate semestrali a carico del Ministero).

Come detto, i lavori di bonifica dell’amianto dalle tubazioni e palificate del bacino Alti Fondali sono stati affidati alla ditta “Dalena Eco-Trend srl” di Putignano (totale € 2.981.832,65: nel 2008, 5 anni fa). Il termine per dare ultimati i lavori era stato stabilito dall’art. 5 del contratto d’appalto pari a 281 giorni naturali decorrenti dalla data del verbale di consegna lavori, vale a dire al 29.09.2009. Dunque 4 anni fa.

PARTONO LE PROROGHE. Come spiegare dunque un ritardo di 48 mesi? Su “motivate istanze dell’appaltatore”, l’Ente concede 2 proroghe per i lavori: “ una prima volta per ritardi non attribuibili all’Impresa” (conseguenti al perfezionamento dell’iter burocratico di superiori autorizzazioni per dare effettivamente inizio ai lavori, prescrizioni della Medicina del lavoro – Servizio SPSAL- inerenti all’attività di rimozione delle camicie di amianto, corso di formazione operatori subacquei a cura ASL, tavoli tecnici presso Autorità Portuale); una seconda proroga per “causa di riconosciute e oggettive cause di rallentamento della produttività giornaliera dei lavori”. Ma non basta: i lavori vengono sospesi dal 18.12.2009 fino al 21.04.2010, “avendo riconosciuto detto periodo non idoneo per temperature al di sotto delle minime consentite per lavori in acqua”. Dunque, comunque avanti. I lavori riprendono con verbale in data 21.04.2010. In conseguenza delle proroghe e della sospensione concesse, il termine utile di ultimazione venne spostato al 31.10.2010.

L’impresa chiede un’ulteriore istanza di proroga “stante il notevole slittamento del termine originario contrattualmente stabilito”. Ma il Comune non cede. Pertanto, successivamente alla data del 31.10.2010 i lavori proseguono “in penale”. Ma il “fato avverso” perseguita l’ultimazione dei lavori: “durante l’ultima fase lavorativa, a causa di condizioni climatiche non idonee a lavori subacquei (temperatura dell’acqua troppo bassa), l’impresa in data 14.12.2010 comunica l’interruzione delle lavorazioni, che riprendevano in data 2.05.2011”.

I lavori risultano finalmente ultimati in data 18.08.2011, come da Certificato emesso dalla Direzione dei Lavori. Nell’emissione di detto certificato veniva determinato pari a 156 i giorni oltre il termine utile contrattuale, “in ciò escludendo ai fini della penale il periodo di interruzione per condizioni ambientali non idonei ai lavori in acqua”. In corso d’opera sono stati emessi otto stati d’avanzamento lavori ed erogati acconti per complessivi € 2.525.796,91.

In sede di contabilizzazione ai fini del 9° (ultimo) S.A.L. per lavori a tutto il 18.08.2011 (data di ultimazione), con nota in data 4.04.2012, il Comune dava avviso all’appaltatore del conteggio e relativa applicazione della penale conseguente ai 156 giorni di ritardo, nella misura dell’uno per mille per ogni giorno, ai sensi dell’art. 20 del Capitolato Speciale d’Appalto.

Ma la Dalena si oppone: con nota dell’11.06.2012 l’impresa di Putignano, “a riguardo della preannunciata penale e al fine di pervenire alla sottoscrizione degli atti di contabilità senza riserve”, argomenta sulla propria ”incolpevolezza del ritardo” oltre che sulla “manifesta incongruità della sanzione rispetto all’interesse della stazione appaltante”, in ciò adducendo, a giustificazione della propria condotta, “i ritardi dovuti a causa di forza maggiore”.

ULTIMAZIONE DEI LAVORI: SEMI-CONFIGURAZIONE DI UNA “IATTURA” Vale a dire: “condizioni meteomarine sfavorevoli, le complesse procedure di riavviamento di lavorazioni in mare, dopo la loro sospensione”, oltre a circostanze e difficoltà sopravvenute in corso dei lavori (Incontri e confronti con gli Organi di controllo e sorveglianza, monitoraggio dell’ambiente) ma anche “difficoltà legate a imprevisti che, per il tipo di appalto caratterizzato da lavorazioni veramente singolari, vanno ben oltre l’ordinarietà, in un’area di cantiere non esente da interferenze (natanti, noli, uso delle banchine). Insomma: quasi una iattura sembra essersi abbattuta nel Golfo durante i lavori.

Oltre ad altre motivazioni, nella citata nota la Dalena – relativamente alla congruità della sanzione in rapporto ai danni patiti dal Comune – ha chiesto la disapplicazione della penale prevista. A chi spetta valutare? Naturalmente al Comune di Manfredonia. L’impresa ribadisce: “a lavori ultimati il ‘ritardo’ rispetto al termine ipotizzato non ha prodotto alcun danno, essendosi comunque concretizzato totalmente l’interesse della Stazione Appaltante, per cui qualunque importo venisse addebitato per ‘penale’risulterebbe manifestamente eccessivo.

Ora, ai sensi di legge (art. 22 del D.M. LL.PP.19.04.2000 n. 145), annota il Comune nella delibera: «E’ ammessa, su motivata richiesta dell’esecutore, la totale o parziale disapplicazione delle penali, quando si riconosca che il ritardo non è imputabile all’esecutore, oppure quando si riconosca che le penali sono manifestamente sproporzionate, rispetto all’interesse della stazione appaltante. La disapplicazione non comporta il riconoscimento di compensi o indennizzi all’esecutore».

Infine condivise “le motivazioni e giustificazioni” della Dalena “ quando ha ribadito “la incolpevolezza del ritardo perché dovuto a cause di forze maggiori”, la Giunta comunale ha approvato la proposta di disapplicazione della penale.

L’ATTO INTEGRALE

g.defilippo@statoquotidiano.it

VIDEO ESCLUSIVA – BACINO ALTI FONDALI – PALIFICATE DOPO LAVORI BONIFICA AMIANTO – NOVEMBRE 2011



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